Claudio Giardiello, l’imprenditore fallito che per vendetta ha premeditato e portato a termine una strage nel Palazzo di Giustizia di Milano, è nel carcere di Monza in isolamento. Il 57enne, ex imprenditore del settore immobiliare con alle spalle una lunga serie di problemi finanziari e una imputazione per bancarotta fraudolenta, è stato dimesso in serata dall’ospedale di Vimercate. Lì era stato stato ricoverato per un malore dopo essere stato fermato dai carabinieri mentre in sella alla sua moto e stava andando a cercare l’ultimo obiettivo del sua calibro 765 Massimo D’Anzuoni, l’ex socio anche lui imputato nello stesso processo. Dopo essere stato sedato l’uomo è portato in carcere e posto sotto stretta sorveglianza per evitare che possa farsi del male. Sabato sarà interrogato dal gip.

Il killer agli inquirenti: “Il Tribunale mi ha rovinato”
Ieri il killer ha scelto il silenzio davanti agli inquirenti e si è avvalso della facoltà di non rispondere. Questa mattina il pm di Monza Franca Macchia ha inoltrato al gip la richiesta di convalida del fermo. Giardiello comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari per l’interrogatorio di garanzia sabato 11 aprile. Se vorrà potrà spiegare perché ieri mattina indossando il suo completo marrone e la cravatta gialla ha anche preso la 765. “Il tribunale mi ha rovinato, quel posto è l’origine di tutti i miei mali” aveva detto Giardiello ieri subito dopo l’arresto, l’uomo aveva la pistola in tasca, il colpo in canna un altro intero caricatore pieno. Che Giardiello si sentisse in qualche modo danneggiato emerge anche dalla relazione del curatore del fallimento della Immobilare Magenta. L’ex imprenditore era convinto di essere al centro “di un complotto e di aver tutti contro” e voleva “attaccare tutti quelli con cui fino a quel momento aveva lucrosamente fatto affari”.

Contestato l’omicidio plurimo premeditato
I primi atti urgenti, comprese le autopsie sui corpi delle vittime (che verranno eseguite lunedì) r l’audizione quando sarà possibile dei due due feriti, saranno gestiti congiuntamente dalle Procure di Monza e Milano e poi gli atti trasferiti alla Procura di Brescia che coordinerà le indagini perché competente sui reati commessi contro i magistrati. Tra le vittime c’è anche il giudice fallimentare Fernando Ciampi. Sarà di omicidio plurimo premeditato, tentato omicidio e lesioni gravi il fascicolo della Procura di Brescia a carico di Claudio Giardiello, l’imprenditore che ieri ha ucciso tre persone e ne ha ferite altre due al Palazzo di Giustizia di Milano. La Procura di Brescia si occuperà anche delle indagini su eventuali falle nel sistema di sicurezza. C’è attesa anche per i risultati del narcotest su Giardiello. Verranno ascoltati anche gli addetti alla sorveglianza, dipendenti di una società privata, in servizio ieri mattina, quando l’uomo è riuscito a entrare armato nell’edificio. Anche se, secondo fonti vicine alle indagini, a causa del grande afflusso di persone è poco probabile che i vigilantes abbiano notato l’uomo mentre superava i controlli all’ingresso. “Faremo di tutto per avere una ricostruzione giudiziaria rapida e completa – dice il procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso – Non lasceremo da parte nessun altro dei problemi che questa vicenda sta ponendo in queste ore. Stiamo verificando come sia entrato in tribunale e soprattutto come è stato controllato dal personale presente”.

Stabili le condizioni del ferito più grave
Le condizioni di Davide Limongelli, il più grave dei feriti, sono stabili. Il paziente, spiegano i sanitari dell’ospedale di Niguarda, “oggi sarà estubato e risvegliato”, ma la sua prognosi rimane riservata. L’uomo è stato raggiunto all’addome da un proiettile, che è entrato in prossimità dell’ombelico ed è uscito dalla schiena. Il proiettile ha provocato lesioni al colon e all’intestino, che hanno richiesto un intervento chirurgico d’urgenza. L’intervento è tecnicamente riuscito, e il paziente nel corso della notte “si è stabilizzato e non ha perso più sangue”. Gli investigatori faranno accertamenti sull’arma, “regolarmente detenuta”, per capire se trova conferma l’indiscrezione sul fatto che i carabinieri di Brugherio avevano dato parere negativo al rinnovo. I detective vogliono ricostruire anche gli ultimi giorni di Giardiello e verificare se è vero che l’uomo avesse chiesto aiuto ai servizi sociali anche per un alloggio popolare come riporta il quotidiano La Repubblica.

Polemica sulla sicurezza. Sabelli (Anm): “Gravi falle”
Il giorno dopo la strage di Milano la polemica sulla sicurezza non si ferma. Mancano poco meno di tre settimane da Expo. E chi vigila gli ingressi del Tribunale gestirà anche parte dei controlli sull’Esposizione universale. Sono due le società esterne la All System e la Secupolice. La prima fornisce una vigilanza armata e ha vinto un appalto da 20 milioni per l’evento che aprirà i battenti il primo maggio, la seconda invece offre un servizio di guardianìa. Il killer ha superato il varco dedicato agli ingressi di avvocati e magistrati che, in verità, non è gestito dalla All System ma quanto è accaduto impedisce allo stato una distinzioni tra eventuali responsabilità. Le falle della sicurezza sottolineate anche ieri dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, vengono ribadite anche dal presidente dell’Anm (Associazione nazionale magistrati). Rodolfo Maria Sabelli, ha apprezzato le parole del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, il quale “ha posto il tema del disagio” in cui versano gli operatori della giustizia, “in un momento di forte tensione”, derivante anche dalla crisi. Sabelli, intervenendo a ‘Radio anch’io’, ha posto l’accento sula “solitudine” in cui si trovano magistrati e avvocati a fronte di “un sistema di sicurezza che ha rilevato gravi falle“.