Non era una partita come tutte le altre, dopo quello accaduto lo scorso anno a Tor di Quinto. Ma poteva e doveva essere soltanto una gara del campionato di serie A. Invece Roma-Napoli si è trasformata nell’ennesima occasione di rancore. A quasi un anno dai fatti che portarono alla morte di Ciro Esposito, tifoso partenopeo ferito a colpi di pistola il 3 maggio 2014 a Roma prima della gara tra il Napoli e la Fiorentina e spirato il 25 giugno al policlinico Gemelli, l’odio e il dolore sono tornati a mescolarsi. “Che cosa triste, lucri sul funerale con libri e interviste”, recita uno degli striscioni apparsi in Curva Sud, durante il match dello stadio Olimpico e indirizzato con ogni probabilità a Antonella Leardi, madre di Esposito. “C’è chi piange un figlio con dolore e moralità e chi ne fa un business senza dignità. Signora De Falchi onore a te”, il testo di un altro striscione che, come il primo, non cita espressamente la signora Leardi ma si riferisce alla morte di Antonio De Falchi, 19enne ucciso nel 1989 nei pressi dello stadio di San Siro in scontri con ultrà del Milan. “Non tutti hanno la stessa testa e principi. Pregherò per loro, affinché Dio possa cambiare i loro cuori. Continuerò la mia lotta al di là di quello che possono dire”, la risposta della madre del tifoso ucciso.

Punire i responsabili di striscioni vergognosi e offensivi, con giuste sanzioni e squalifiche per uno stadio purtroppo esempio solo di messaggi negativi e pericolosi – chiede Angelo Pisani, legale della famiglia Esposito – il dolore di un avvenimento tragico ed innaturale come quello della perdita di un figlio non lo auguro a nessuno e – continua l’avvocato – non si commenta mai soprattutto in maniera così strumentale e offensiva da parte di tifosi che dovrebbero augurarsi la pace ed i valori nello sport non l’odio e la violenza”.

Unanime la condanna del mondo politico. Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha puntato il dito contro “alcuni striscioni offensivi nei confronti della famiglia di Ciro Esposito e della città di Napoli, un gesto che condanno fermamente e dal quale sono sicuro la maggioranza dei tifosi giallorossi si dissocerà rapidamente”. Parole di condanna sono arrivate anche da Paola Binetti: “Quegli striscioni amareggiano profondamente e disonorano innanzitutto chi li ha concepiti. Noi ringraziamo la mamma di Ciro perché, di fronte a parole che l’hanno ferita, è stata capace ancora una volta di pronunciare parole generose”, si legge in una nota della deputata Ap. “Purtroppo, a Roma, su Ciro Esposito scritte vergognose che non hanno nulla a che fare col tifo per la Roma”, ha scritto su Twitter Fabrizio Cicchitto, deputato del Nuovo centrodestra.