Dopo due anni di attesa (734 giorni), ostruzionismo e polemiche, il disegno di legge anticorruzione arriva in discussione a Palazzo Madama. A deciderlo è stata la conferenza dei capigruppo del Senato che ha fissato l’inizio del dibattito per le 17.30. Il relatore Nico D’Ascola leggerà la sua relazione e il testo sarà così incardinato. Nelle scorse ore c’era stata l’ipotesi che i tempi si allungassero ancora, poi il capogruppo del Pd Luigi Zanda ha fatto sapere che l’intenzione della maggioranza era quella di trovare una soluzione per evitare di far slittare tutto alla prossima settimana.

“Abbiamo chiesto e ottenuto il cambiamento del calendario”, ha detto Zanda, “non è una bandierina simbolica ma è un atto parlamentare decisivo. Far arrivare il testo con il mandato al relatore vuol dire che è finita la fase istruttoria e il ddl entra nel percorso che porterà alla sua approvazione. È una decisione che il Pd ha voluto, che ha promosso e di cui abbiamo ottenuto l’approvazione. La commissione sta lavorando per ultimare l’esame degli ultimissimi emendamenti”.

L’unico subemendamento presentato da Giacomo Caliendo (Fi) alla proposta di modifica del governo sul falso in bilancio è stato respinto. “Evviva! Evviva! Evviva!”, ha commentato il presidente della commissione Francesco Nitto Palma (Fi). “Esprimo il mio entusiasmo in maniera laica…”. Il riferimento, secondo alcuni forzisti, sarebbe dunque all’”Alleluja! Alleluja!” pronunciato dal presidente del Senato Pietro Grasso al momento della presentazione da parte del governo della proposta di modifica sul falso in bilancio. Un commento che continua ad essere criticato dal senatore di FI Ciro Falanga che parla anche oggi di “svilimento” del ruolo istituzionale della presidenza.

Durante la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama la Lega avrebbe detto di essere contraria alla calendarizzazione per oggi e quindi il calendario sarebbe stato approvato a maggioranza e non all’unanimità. Ma non avendo poi proposto alternative non si sarebbe resa necessaria la votazione in Aula del calendario, come avviene di solito quando non si raggiunge l’unanimità tra i presidenti dei gruppi parlamentari. Per avere certezze sui tempi di esame del testo in commissione il presidente del Senato Pietro Grasso ha convocato poi il presidente della commissione Giustizia Francesco Nitto Palma. E quest’ultimo, secondo quanto si apprende, ha assicurato che i commissari hanno concluso l’esame del provvedimento nel pomeriggio di oggi.