Il governo non intende presentare modifiche alla legge Severino su decadenza e incandidabilità degli amministratori condannati, di nuovo al centro del mirino dopo la vittoria di Vincenzo De Luca alle primarie Pd della Campania. Una modifica della Severino “non è oggetto di questo provvedimento”, ha spiegato al ministro della Giustizia Andrea Orlando riferendosi all’emendamento del governo al ddl anticorruzione. “E’ una valutazione che non è stata fatta, tanto più che siamo in costanza di una valutazione della Corte Costituzionale”, ha detto ai giornalisti a palazzo Madama in merito alla possibilità che il ddl anticorruzione all’esame della commissione Giustizia del Senato possa contenere modifiche alla normativa del 2012.

Le parole di Orlando confermano quelle del ministro Maria Elena Boschi, nel pomeriggio, che escludeva in modo ancora più generale un intervento dell’esecutivo in materia: “Al momento non è nelle ipotesi, ma vedremo che cosa farà il Parlamento”. Il Parlamento, appunto. Perché lì qualcosa potrebbe invece succedere da qui al 10 maggio, data non ancora ufficiale ma al momento più papabile – a dirlo è la stessa Boschi – per le regionali in cui De Luca potrebbe diventare governatore della Campania e incorrere negli effetti della Severino in seguito a una condanna in primo grado per abuso d’ufficio.

“Da mesi ho depositato una mia proposta di legge che modifica la legge Severino, ora è il caso di esaminarla al più presto e mi auguro che tutte le forze politiche la prendano in considerazione”, chiarisce il deputato Pd ‘deluchiano” Fulvio Bonavitacola. “La sospensione di De Luca sarà oggetto di ricorso al Tar della Campania, il quale si è già pronunciato sulla Severino in modo chiaro per la vicenda De Magistris“, spiega Bonavitacola. “E’ evidente, quindi, che il Tar reintegrerebbe De Luca in pochissimo tempo e che quindi non c’è alcun rischio di vuoto di governo”.

Sull’intervento parlamentare è arrivato anche l’imprimatur di Pierluigi Bersani: “Senza andare su norme ad personam, credo che sulla legge Severino occorra aprire una riflessione” perché “contiene delle rigidità eccessive”, ha detto l’ex segretario a ‘Otto e mezzo’, aggiungendo che su Vincenzo De Luca “c’è stata una percezione di eccesso di carico”, che spiegherebbe parte dei consensi ricevuti alle primarie come candidato Pd alla presidenza della Campania.