Angelo Apponi è stato appena nominato nuovo direttore generale della Consob dopo le dimissioni inattese di Gaetano Caputi. I commissari Paolo Troiano e Anna Genovese hanno dunque dato il nulla osta al nome dell’attuale responsabile della divisione Informazioni emittenti e braccio destro del presidente Giuseppe Vegas, indagato per abuso d’ufficio proprio in relazione ad alcune nomine all’interno della commissione. La scelta, però, promette già di far discutere: il deputato del Movimento 5 Stelle Sebastiano Barbanti intende chiedere chiarimenti al governo durante il question time previsto in commissione Finanze giovedì, che sarà anche l’occasione per fare il punto sul futuro dell’autorità di vigilanza dei mercati. Il governo di Matteo Renzi, che ha giugno ha ripristinato sulla carta il vecchio assetto a cinque commissari, non ha infatti mai proceduto a nominare le due figure mancanti. E si fanno sempre più insistenti le indiscrezioni secondo cui Palazzo Chigi sta valutando la possibilità di fondere Consob in Banca d’Italia.

In una nota Adusbef, che venerdì insieme a Federconsumatori aveva diffidato Vegas dal “procedere” nella sostituzione di Caputi “con i suoi favoriti Stazi (Guido, attuale segretario generale, ndr) e Apponi”, chiede all’esecutivo di “accelerare lo scioglimento urgente di una commissione, che oltre ad impiegare due anni per impugnare il bilancio Carige del 2012, non offre alcuna garanzia di terzietà ed affidabilità al mercato ed ai risparmiatori”. L’associazione ricorda poi che il nome di Apponi, da trent’anni in Consob e dal 2011 a capo della divisione Informazioni emittenti, è emerso nelle carte dell’inchiesta della Procura di Milano su Unipol-Fonsai in merito ai rapporti privilegiati di Consob con un dirigente di Mediobanca, Stefano Vincenzi, definito dai pm il “plenipotenziario” di Piazzetta Cuccia “nella definizione della sorte del gruppo Fondiaria”. Intercettato al telefono con il vicedirettore generale dell’Isvap Flavia Mazzarella, Apponi rivelava poi aver visto l’amministratore delegato di Unipol Carlo Cimbri, “preoccupato” per l’iter della fusione tra la compagnia delle coop e l’ex galassia assicurativa dei Ligresti e di averlo “rassicurato”.