Paradossale totonomine in Consob dopo le dimissioni presentate giovedì dal direttore generale Gaetano Caputi. Per la sostituzione del dirigente i due commissari Paolo Troiano e Anna Genovese dovranno infatti esprimersi sul candidato indicato dal presidente Giuseppe Vegas, che è attualmente indagato per abuso d’ufficio in relazione ad alcune nomine interne alla commissione, tra cui anche quella di Caputi. Intanto, secondo quanto previsto dai regolamenti Consob, assumerà le funzioni di direttore generale l’attuale vice, Giuseppe D’Agostino, sulla cui nomina decisa da Vegas nel 2011 pesa la denuncia della Federconsumatori alla Procura di Roma per presunte violazioni delle regole interne sugli avanzamenti della carriera dirigenziale.

Secondo voci di corridoio, D’Agostino è uno dei candidati di Vegas alla sostituzione di Caputi, il cui addio sarà operativo da lunedì 12 gennaio. In corsa ci sarebbero poi almeno altri due nomi. Il primo è il segretario generale, Guido Stazi, ex capo di gabinetto dell’Agcom di Corrado Calabrò traghettato in Consob sempre su chiamata diretta di Vegas. Il secondo è quello del responsabile della divisione emittenti, Angelo Apponi, il cui nome è emerso nel filone di indagine della Procura di Milano su Unipol-Fonsai in merito ai rapporti di Consob con un dirigente di Mediobanca, Stefano Vincenzi, definito dalla Procura il “plenipotenziario” di Piazzetta Cuccia “nella definizione della sorte del gruppo Fondiaria”.

La soluzione per la nomina del nuovo direttore generale non sembra però essere dietro l’angolo. Anche perché le dimissioni di Caputi, ufficialmente rassegnate per motivi personali, sono arrivate dopo un forte scontro in seno alla Commissione avvenuto nell’ultima seduta dell’anno. I commissari Genovese e Troiano hanno contestato alcune scelte strategiche di Caputi sull’esternalizzazione dei servizi informatici della Consob, affidati recentemente alla Hp e in precedenza ad appannaggio della Engineering che, a sua volta, era subentrata alla Vitrociset. Secondo fonti interne, la soluzione di affidare massicciamente all’esterno lo sviluppo informatico, messa in atto da Caputi ed avallata dal presidente Vegas, è stata ritenuta dai due commissari suscettibile di generare aggravi di costi per la Commissione creando problemi per la manutenzione e la sicurezza dei dati. Di qui la richiesta di Adusbef e della Federconsumatori di un intervento della Corte dei Conti per appurare eventuali “illeciti gestionali” e la diffida per Vegas a “procedere” nella sostituzione di Caputi “con i suoi favoriti Stazi e Apponi”. Le due associazioni chiedono anche le dimissioni di Vegas.

Stando così le cose, l’uscita di scena di Caputi non è insomma indolore per Vegas, che lo ha chiamato in Commissione come segretario generale dopo averlo conosciuto al ministero dell’economia di Giulio Tremonti nel quarto governo Berlusconi. All’epoca Caputi, ex magistrato, era a capo dell’ufficio legislativo del dicastero ed era già parte della stretta cerchia degli uomini di fiducia dell’ex ministro insieme a Marco Milanese e all’ex magistrato del Tar Vincenzo Fortunato, già capo di gabinetto del ministero delle infrastrutture sotto la guida di Antonio di Pietro.

La nomina di Caputi, che in seguito Vegas ha voluto come direttore generale, ha fatto discutere anche in Parlamento dove l’allora senatore Elio Lannutti, attuale presidente Adusbef, il 21 aprile 2011 ha presentato un’interrogazione. Per Lannutti l’incarico affidato a Caputi faceva parte di un disegno di Tremonti “per ottenere un controllo assoluto (..) favorendo nomine ed intese avendo in mente l’obiettivo di attenuare, se non far venir meno, l’indipendenza di alcune istituzioni”.

In seguito ci sono state altre polemiche perché Caputi, oltre a essere direttore generale della Consob, ha anche mantenuto fino al marzo del 2013 l’incarico di membro della Commissione di garanzia dell’attuazione della legge sull’esercizio del diritto di sciopero nei servizi essenziali.

In compenso l’asse con Vegas non si è mai incrinato. Tuttavia l’arrivo a luglio del nuovo commissario, Anna Genovese, ha cambiato gli equilibri della Consob che resta ancora in attesa delle altre due nomine promesse già quattro mesi fa dall’esecutivo per riportare a cinque il numero dei componenti della Commissione.

Alla luce delle dimissioni di Caputi, l’arrivo di due nuovi componenti appare assolutamente necessario se il governo vuole evitare il paradosso che il nuovo direttore generale si insedi per sette anni su indicazione di un presidente che terminerà il mandato fra tre anni e che è indagato proprio per le nomine dei suoi più stretti collaboratori. Salvo che Renzi non abbia intenzione di metter rapidamente mano ad una più ampia riforma della Commissione nell’interesse del mercato, dei risparmiatori e dei cittadini.

In questo quadro anche i deputati M5S in una nota chiedono “che Vegas lasci, che venga rinnovata la governance e siano eletti su base trasparente e meritocratica i due commissari Consob ancora mancanti. Si tratta di una carenza che finisce fatalmente per menomare l’azione dell’authority”.