“La differenza di opinioni e di pensiero non può giustificare l’omicidio”. Dopo il movimento sciita libanese Hezbollah, anche la fazione palestinese di Hamas condanna quanto accaduto a Parigi, con particolare riferimento al massacro avvenuto nella redazione del settimanale satirico Charlie Hebdo. Hamas quindi respinge quindi le dichiarazioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu, che ha affermato che la Francia, Israele e gli altri “paesi civili” si confrontano con la stessa minaccia.

Il premier israeliano, dopo l’attacco al negozio ebraico in cui sono morte quattro persone, aveva inoltre ordinato al Mossad di dare al governo francese “ogni assistenza necessaria”, invocando l’unità del mondo occidentale in risposta al jihadismo islamico e predicando la necessità di “non cedere alla paura“.

Hassan Nasrallah, capo di Hezbollah, in riferimento all’attentato, aveva dichiarato che i terroristi offendono l’Islam “più dei nemici dell’Islam, che hanno insultato il Profeta (Maometto) con i film o con vignette” e i musulmani devono sforzarsi di “isolare, assediare, e per dirlo apertamente, sradicare” questi “gruppi takfiri”, ovvero sunniti estremisti.