I terroristi offendono l’Islam “più dei nemici dell’Islam, che hanno insultato il Profeta (Maometto) con i film o con vignette” e i musulmani devono sforzarsi di “isolare, assediare, e per dirlo apertamente, sradicare” questi “gruppi takfiri”, ovvero sunniti estremisti. Il capo del movimento sciita libanese, Hassan Nasrallah, interviene sull’attentato terroristico alla redazione di Charlie Hebdo e dichiara che i “takfiri” si sono diffusi “in Iraq, nello Yemen, in Afghanistan, e ora nei Paesi che li hanno esportati verso di noi”. Nasrallah, in un discorso trasmesso in videoconferenza nell’istituto al-Mahdi Hadath, nei pressi di Beirut, in occasione della commemorazione della nascita del profeta Maometto, ha inoltre accusato l’Occidente di avere sostenuto gruppi “terroristi” per combattere Assad, come denunciato l’8 gennaio anche da Damasco.

Nasrallah: “Gli estremisti pongono una minaccia al nostro onore, al nostro futuro e all’Islam”

Il capo di Hezbollah, le cui milizie combattono al fianco delle truppe lealiste siriane nella guerra civile in corso da oltre tre anni, ha aggiunto che questi gruppi di sunniti “hanno sempre posto una minaccia ai Paesi e alla carta geografica della regione, pongono una minaccia al nostro sangue, al nostro presente, al futuro, al nostro onore, e hanno cominciato a portare una minaccia all’Islam stesso”. Secondo Nasrallah, “il comportamento dei gruppi takfiristi che affermano di seguire l’islam ha dato una visione distorta della stessa religione, del Corano e della nazione islamica più di quella fornita dai nemici dell’islam che hanno insultato il profeta nei film o hanno disegnato vignette del profeta”.

Riferendosi sempre ai gruppi estremisti sunniti come lo Stato islamico (Is) che affliggono la regione, Nasrallah – citato dai media libanesi – ha aggiunto: “Come possono pretendere questi gruppi (takfiristi, ndr) di rappresentare l’Islam se decapitano, sventrano e massacrano la gente e in Yemen uccidono persone mentre commemorano la nascita del profeta? Oggi – ha concluso – la nostra nazione e la nostra religione si trovano ad affrontare questa pericolosa minaccia”.

Khamenei: “Lo sciismo che ha rapporti con l’MI6 britannico o il sunnismo mercenario della Cia americana sono entrambi contro l’Islam”

Se Nasrallah si schiera contro gli estremisti, in Iran, nazione sciita vicina ad Hezbollah, la Guida Suprema iraniana, l’ayatollah Ali Khamenei, attacca i servizi di intelligence di paesi “nemici” che, ha detto, lavorano per dividere la comunità islamica, alimentando le “divisioni” tra sunniti e sciiti. “Le mani che seminano discordia tra sunniti e sciiti sono collegate ai servizi di spionaggio dei nemici dell’islam”, ha dichiarato Khamenei, durante un incontro della Conferenza dell’Unità Islamica a Teheran. “Lo sciismo che ha rapporti con l’MI6 britannico o il sunnismo mercenario della Cia americana sono entrambi contro l’islam”, ha aggiunto l’ayatollah che ha poi lanciato un appello “all’unità dei paesi islamici”. Khamenei ha infine criticato, senza citare esplicitamente i nomi dei paesi, “alcuni governi regionali che hanno basato la loro politica estera sull’inimicizia verso l’Iran. Questo è un grande errore – ha concluso – e va contro il buonsenso e la saggezza”.

L’attentato terroristico di Parigi ha scatenato le reazioni della comunità musulmana nel mondo e, se in Italia gli imam condannano la strage nella redazione di Charlie Hebdo sottolineando che la violenza mette a rischio soprattutto i fedeli islamici, secondo Abdullah al-Athba, direttore di Al-Arab, il più importante quotidiano del Qatar quanto accaduto rappresenta “una scusa” della Francia “per intervenire in Libia” quindi i musulmani “non devono scusarsi”. “Non scusatevi per un crimine che non avete commesso”, ha scritto, ritwittando il commento di un suo follower (“Perché i musulmani dovrebbero scusarsi? Quando la moschea di Londra è stata bruciata nessuno ha chiesto ai cristiani o ai britannici di scusarsi”).

Direttore quotidiano Qatar: “La Francia vuole invadere la Libia con la scusa della ‘lotta al terrorismo'”

In un altro tweet, al-Athba ha sostenuto la tesi che “la Francia vuole invadere la Libia con la scusa della ‘lotta al terrorismo’ dopo che con lo stesso pretesto ha occupato il Mali. Questa operazione è un pretesto per uccidere musulmani“.

In una nota inviata poi ad al-Arabiya il direttore ha affermato che “attaccare innocenti è inaccettabile e deve essere condannato. Sono contro l’uccisione dei miei colleghi giornalisti, ma perché collegare la questione (di Parigi, ndr) all’islam e ai musulmani? Ci sono estremisti cristiani come ci sono estremisti ebrei – ha proseguito al-Athba – Ma nessuno chiede ad esempio alla Chiesa di condannare gli attacchi ai musulmani e alle moschee in Svezia e le odiose campagne contro i musulmani in Germania“. Le dichiarazioni del direttore di Al-Arab hanno suscitato la critica di diversi suoi follower. Uno degli utenti (AldosariFfqatar) si è rivolto ad al-Athba chiedendo di “risparmiarci le tue analisi” e mettendo in guardia dal rischio di una crisi tra Francia e Qatar. Un altro utente (Takhabbatasiran) ha replicato affermando: “Allora la Francia ha bisogno di quest’operazione per intervenire in Libia? Ne abbiamo abbastanza di questi commenti”.