Un attacco terroristico nel cuore della Francia: Marine Le Pen in Francia non generalizza e sceglie di attaccare l’Islam radicale. La destra in Italia, da Matteo Salvini, a Maurizio Gasparri fino a Roberto Maroni, a caldo (quando la matrice islamica non è ancora confermata), se la prende direttamente con i barconi di clandestini, chiedendo la chiusura delle frontiere e di tutte le moschee. Due Paesi, partiti politici più volte accomunati, e due reazioni diverse. La leader del Front National dopo aver chiesto rispetto nel giorno di dolore della Francia (“domani parleremo di politica, oggi è il tempo del lutto”) se la prende con l’integralismo: “E’ mia responsabilità dire che la paura deve essere superata e che questo attentato deve al contrario liberare le nostre parole di fronte al fondamentalismo islamico. Non bisogna tacere, ma cominciare a osare dare un nome a quanto accaduto. Non temere di dire le parole: si tratta di un attentato terroristico commesso in nome dell’islamismo radicale”.

Marine Le Pen, leader del primo partito in Francia alle ultime elezioni Europee, parla a una nazione multietnica di antica immigrazione. In campagna elettorale da mesi contro un presidente socialista sempre più in difficoltà, continua la sua operazione di normalizzazione del partito. In prima linea per la regolarizzazione dei clandestini e “prima i francesi”, sa però che il Front National ha tra i suoi militanti anche musulmani o esponenti di altre religioni. “Conviene ricordare”, scriveva la segreteria del partito in una nota ufficiale a fine dicembre scorso, “che il Front National non accetta l’opposizione semplificatrice tra ‘musulmani’ e ‘francesi’ perché difendiamo gli interessi di tutti i francesi, qualsiasi siano le loro religioni”. Gli stessi tre aggressori identificati per il massacro di Parigi sono originari di Gennevilliers, banlieue nel nord della capitale. Chi ha sparato viene da quei quartieri dove il partito della Le Pen raccoglie voti di malcontento e qualche volta anche sostegno diretto.

Intanto, nelle stesso ore in Italia tutti contro il nemico. Le forze di destra approfittano dell’attentato terroristico per campagne politiche contro l’immigrazione e i clandestini. C’è ad esempio il segretario della Lega Nord Matteo Salvini: “Se il massacro di Parigi fosse confermato di matrice islamica, sarebbe chiaro che il nemico ormai ce l’abbiamo in casa. Bloccare l’invasione clandestina in corso, subito. Verificare chi, come e perché finanzia moschee e centri islamici”. Poi il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “L’Occidente”, ha detto, “se ne accorge ancora una volta troppo tardi, quando dovremmo essere più implacabili sempre e stroncare sul nascere ogni germe di fanatismo integralista. Basta ai barconi carichi di clandestini ma anche di predicatori dell’odio. Non possiamo rinunciare alla democrazia e alla libertà di espressione come di satira. Sarebbe una resa inaccettabile. Ma bisogna reagire. Sappiamo chi sono e dove sono. Serve un’offensiva militare decisa. Meno soldi per pagare i riscatti. Usiamoli per armare gli aerei e colpire le centrali del terrorismo“.

Ha chiuso il cerchio la deputata Daniela Santanchè che ha aggiunto che in Italia si deve smettere “con un atteggiamento buonista e di solidarietà furbetta che tende a sottovalutare un problema che ogni giorno diventa più esplosivo” e “di fare circolare ondate di clandestini e di rifugiati politici sul nostro territorio”. Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni ha chiesto al presidente del Consiglio Matteo Renzi di sospendere il trattato di Schengen: “Solo così possiamo evitare passaggio di terroristi da Francia e Italia”.