Molte coltellate per uccidere l’ex moglie e una scritta sul proprio profilo Facebook – rimossa il 1 dicembre – per gli investigatori ancora non chiara, che annuncia la morte della donna: “Sei morta troia”. È l’omicidio che si è consumato domenica sera a Postiglione (Salerno) nell’abitazione di Maria D’Antonio, 34 anni, uccisa dall’ex marito, Cosimo Pagnani, 32 anni, con diversi fendenti durante una lite scoppiata per motivi che – stando agli elementi raccolti finora dai Carabinieri – dovrebbero riguardare la sfera strettamente familiare. Nella lite l’uomo ha riportato una ferita ed è stato piantonato dai carabinieri nell’ospedale dove è rimasto ricoverato per la notte. Quando i carabinieri sono arrivati sul posto l’uomo era agitato e stava cercando di tamponare il sangue che usciva dalla sua una ferita al ginocchio. Al momento è stato trasferito nel carcere di Fuori, a Salerno. Comparirà martedì davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia. I militari dell’Arma di Eboli proseguono le indagini.

La storia della coppia, che aveva una bambina di quattro anni, era travagliata. Lui, a giugno, aveva sottratto la bambina alla madre e l’aveva portata con sé in Germania per una decina di giorni. Solo la denuncia della donna lo aveva fatto rientrare in Italia per riportare la figlia alla madre che ne aveva la custodia legale. Dalla pagina Fb dell’uomo si ricostruisce il profilo di un padre dedito a questa figlia, spinto dal desiderio di prospettare per la “sua principessa” il futuro più bello. Ma si intravede anche una storia di dolore e rabbia. Gli amici, su Facebook, lo incoraggiavano a non mollare, a guardare avanti, ad avere fiducia. L’11 agosto aveva scritto: “Arriverà il momento in cui ti sentirai felice, felice da morire, felice da vivere. E tutto il dolore, e le lacrime, e le tristezze, sembreranno lontane anni luce. Arriverà, la felicità, eccome se arriverà”.

I carabinieri sono cauti ma ritengono molto probabile che la scritta sul social network sia stata pubblicata prima dell’omicidio, che è avvenuto intorno alle 19 nell’abitazione della donna. Dopo il delitto Pagnani si è barricato in casa e, per entrare, i carabinieri hanno dovuto sfondare la porta. Sul posto sono arrivati dopo la segnalazione del padre e dal fratello della vittima insospettiti dalle urla provenienti dalla casa. Nella stessa abitazione è stato trovato il coltello usato per il delitto, un coltello per lavori agricoli.