Il Parlamento spagnolo ha approvato all’unanimità una risoluzione per il riconoscimento dello Stato della Palestina. Il testo, non vincolante e negoziato fra tutti i partiti, impegna il governo a “riconoscere la Palestina come Stato, soggetto di diritto internazionale“, riaffermando “la convinzione che l’unica soluzione possibile per il conflitto è la coesistenza di due Stati, Israele e Palestina”. La risoluzione mitiga quella presentata dai socialisti del Psoe all’opposizione, con un emendamento presentato oggi all’ultima ora dal Partito Popolare al governo, nel giorno in cui si è registrato uno dei più gravi attacchi terroristi contro Israele, con l’assassinio da parte di due palestinesi, poi uccisi dalla polizia, di 4 rabbini in una sinagoga di Gerusalemme.

Il testo chiede il riconoscimento dello Stato palestinese a due condizioni: che ci sia un processo di negoziato fra palestinesi e israeliani e l’osservanza degli “interessi” di Israele. “Questo riconoscimento deve essere conseguenza di un processo di negoziato fra le parti che garantisca la sicurezza a entrambe, il rispetto e i diritti dei cittadini e la stabilità regionale”, si sottolinea. Si esorta il governo a “cercare un’azione coordinata, di concerto con la comunità internazionale, e in particolare con la Ue, tenendo pienamente in conto le legittime preoccupazioni, interessi e aspirazioni dello Stato di Israele”. E, in un ultimo punto, si sprona a “far valere la presenza della Spagna nel Consiglio di sicurezza per propiziare tale soluzione giusta e duratura”.

“Sono cosciente che questa iniziativa resti per alcuni troppo lontana” dall’obiettivo del pieno riconoscimento dello Stato palestinese e “troppo vicina per altri”, ha detto la portavoce del Psoe ed ex ministro degli esteri, Trinidad Jimenez, promotrice dell’iniziativa socialista. “Ma ha il valore del consenso e dell’unanimità e spero che, fra tutti, riusciamo a fare sì che Israele e Palestina siano due Stati e possano convivere in pace e sicurezza”, ha aggiunto, ricevendo un lungo applauso anche da parte degli ambasciatori arabi presenti in aula, fra i quali quello della Palestina. Il ministro degli esteri, José Manuel Margallo, ha espresso la speranza che la storica risoluzione odierna “contribuisca a sbloccare un processo di negoziati in situazione di stallo da molti anni”. La Spagna – ha aggiunto – come membro non permanente del Consiglio di sicurezza promuoverà un “dialogo per la pace, la scurezza e lo sviluppo della regione”.

Madrid punta a coordinarsi con altri Paesi, come la Francia, dove l’Assemblea nazionale dovrebbe votare il 28 novembre una risoluzione molto simile a quella spagnola. Il Parlamento di Madrid è il terzo in Europa a pronunciarsi a favore dello Stato palestinese in queste ultime settimane, dopo Gran Bretagna e Irlanda. “Crediamo che sia un brutto momento per parlare di riconoscimento, soprattutto alla luce dell’attentato oggi a Gerusalemme – ha dichiarato l’ambasciatore israeliano in Spagna, Alon Bar – perché fomenta misure unilaterali, alimenta la violenza, non beneficia il processo di pace in quanto anima i palestinesi a cercare il riconoscimento internazionale invece di sedersi a un tavolo e negoziare”.
Tuttavia, secondo il diplomatico israeliano, il testo approvato oggi nell’imporre “che il riconoscimento debba essere il risultato di negoziati” e che debba avvenire “nel contesto della Ue e nel quadro di un accordo globale”, esprime una posizione “che è anche quella di Israele”. Lo scorso 30 ottobre la Svezia aveva riconosciuti ufficialmente lo Stato di Palestina.