Un poliziotto, cinque carabinieri e due residenti sono rimasti feriti nei tafferugli tra contestatori e forze dell’ordine dopo lo sgombero di una coppia da un appartamento popolare a Milano, nel quartiere Giambellino. Una settantina di manifestanti, tutti dell’area antagonista attiva contro gli sfratti delle case popolari, ha lanciato pietre ed estintori contro gli agenti, che hanno risposto con i lacrimogeni. I manifestanti hanno bloccato le strade della zona e assalito un’ambulanza. Due di loro sono stati arrestati. Nel frattempo, le forze dell’ordine provano a far luce sull’assalto alla sede Pd di Corvetto, lo scorso 11 novembre, legata proprio alla questione sgomberi. Due ragazze di 24 e 28 anni, legate all’area anarchica, sono indagate per l’irruzione al circolo del Partito Democratico, mentre era in corso una riunione del Sunia, il sindacato degli inquilini delle case popolari. Anche le due giovani sono appartenenti all’area antagonista e residenti in alloggi popolari. Il personale del Comando Provinciale carabinieri di Milano e i militari del terzo battaglione “Lombardia” hanno effettuato perquisizioni presso quattro obiettivi diversi. Si cercano altre quattro persone, tutte accusate di lesioni personali, violenza privata e danneggiamento aggravato.

Scontri al Giambellino. Sei agenti e due abitanti del quartiere milanese di Giambellino sono rimasti feriti nei tafferugli dopo lo sgombero di una coppia da un alloggio popolare di via Vespri Siciliani. Una quarantina di contestatori, poi diventati almeno una settantina, hanno protestato rivendicando il diritto all’occupazione. Da lì è nato un violento scontro con le forze dell’ordine che hanno lanciato dei lacrimogeni in risposta al lancio di pietre, estintori e altri oggetti. Un poliziotto è stato colpito da un mattone e ha riportato una ferita alla testa: portato subito in ospedale, le sue condizioni non sono gravi. Feriti anche cinque carabinieri e due residenti. Alcuni manifestanti hanno anche tentato di assalire l’ambulanza. Lo scontro si è poi spostato in piazza Frattini, dove i contestatori hanno occupato le strade del quartiere in più punti, impedendo il transito del tram e della linea 95. Due di loro sono stati arrestati.

Il blitz nella sede Pd. La tensione attorno alla questione degli alloggi popolari resta alta. Due ragazze di 24 e 28 anni, dell’area antagonista, sono indagate per il blitz al circolo del Pd di Corvetto dello scorso 11 novembre. A identificarle, il Comando Provinciale carabinieri di Milano e i militari del terzo battaglione “Lombardia”, che hanno effettuato perquisizioni presso tre abitazioni occupate abusivamente e un negozio della zona. Le giovani, entrambe incensurate ma già note alle forze dell’ordine per episodi di eversione, risiedono proprio in un alloggio popolare, dove sono stati trovati vestiti sporchi di vernice e le maschere di “V per vendetta”, usate per l’irruzione alla sede Pd di martedì scorso. Durante l’assalto alla sede di via Mompiani, circa una decina di uomini incappucciati avevano imbrattato le pareti con vernice rossa, distrutto i mobili e attivato un estintore, causando disturbi respiratori a molti dei presenti, per lo più anziani, che sono fuggiti uscendo dalle finestre. Era in corso una riunione tra alcuni rappresentanti del Partito Democratico di Corvetto, del sindacato Sunia-Cgil e dell’Aler, l’azienda di edilizia residenziale che si occupa di alloggi popolari. Proprio la questione dell’occupazione delle case del Comune era l’oggetto della riunione. Gli assalitori avevano anche srotolato uno striscione con scritto: “Blocchiamo gli sgomberi. No alla TAV”. Nessuno aveva rivendicato l’azione. In molti quartieri di Milano sono nati dei comitati di lotta contro gli sgomberi degli alloggi popolari occupati. Spesso aiutati dagli stessi inquilini, si oppongono alle ispezioni dell’Aler per impedire la notifica di sfratto degli abusivi. Il fenomeno è in costante crescendo in tutta la città.