Un risarcimento danni da 1,5 miliardi di euro. E’ questa la cifra che il Monte dei Paschi di Siena ha chiesto alla banca giapponese Nomura nell’ambito procedimento inglese sui derivati Alexandria e Santorini. A dare la notizia è stata l’agenzia americana Bloomberg, che cita un documento depositato in occasione della prima udienza. Secondo i legali della banca senese, ciò che giustifica la richiesta danni è la presunta consapevolezza dell’istituto che ha rilevato le attività europee di Lehman Brothers riguarda lo scopo dell’accordo: nascondere le perdite della Monte dei Paschi di Siena.

Il procedimento contro Nomura era partito il primo marzo di un anno fa quando il cda del Montepaschi aveva avanzato un’azione di responsabilità contro gli ex amministratori, Giuseppe Mussari e Antonio Vigni, e, appunto, Nomura in merito all’operazione di ristrutturazione del derivato denominato Alexandria, posta in essere nel luglio-ottobre 2009. Motivando l’azione di responsabilità, ora all’attenzione della giustizia italiana e anglosassone per quanto riguarda la banca giapponese, Mps chiedeva “la condanna in solido delle parti convenute al risarcimento dei danni subiti e subendi per effetto della contestata operazione”.