Sul caso delle due assunzioni interinali nella amministrazione guidata dal governatore Debora Serracchiani, ora si muove anche la Guardia di finanza. Gli uomini delle Fiamme gialle, su delega della procura della Corte dei conti del Friuli Venezia Giulia, la scorsa settimana hanno fatto visita agli uffici della Regione a Trieste per acquisire ulteriore documentazione e comprendere meglio come siano andate le cose. Obiettivo degli investigatori è capire infatti se le assunzioni di Davide Bonetto e Massimo Ceccon siano state regolari. I due, secondo l’opposizione in consiglio regionale, erano vicini politicamente, in un caso, alla stessa presidente della Regione, nell’altro membri di un partito che sostiene la maggioranza di centrosinistra e il loro arruolamento nell’amministrazione sarebbe stato poco chiaro.

Tra Davide Bonetto (vice-sindaco Pd di San Giorgio di Nogaro (Udine), 32 anni, geometra e in passato apprendista muratore), assunto nell’ufficio di gabinetto della giunta regionale a giugno 2014, e la vice-segretaria nazionale del Pd, oltre alla vicinanza politica ci sarebbe infatti anche un legame di amicizia, (come mostrato anche da alcune foto sul profilo Facebook del marito della presidente). L’altro fascicolo dei magistrati contabili, che però non chiama in causa direttamente Serracchiani, riguarda l’assunzione (a tempo determinato come nel caso di Bonetto) di un consigliere comunale di Udine eletto tra le fila di Sel, partito che appoggia la maggioranza. Massimo Ceccon è stato assunto, sempre tramite un’agenzia di somministrazione lavoro, nella Direzione regionale infrastrutture nonostante abbia una laurea in Scienze alimentari (anche se in consiglio comunale si occupa anche di questioni urbanistiche). A fare discutere era stato soprattutto il fatto che, mentre i due venivano assunti, molti precari della Regione Friuli Venezia Giulia da anni attendono stabilizzazione.

Negli ultimi mesi il procuratore della Corte dei conti regionale, Maurizio Zappatori dopo avere aperto i due fascicoli di indagine, aveva chiesto chiarimenti all’amministrazione regionale. È probabile tuttavia che questi non siano stati sufficienti ai magistrati, che vorrebbero chiudere le indagini in fretta e capire se tutto è stato fatto secondo le norme. Così ora è entrata in gioco la Guardia di finanza che si è presentata in Regione a Trieste per acquisire nuova documentazione e comprendere meglio quali sono le modalità di selezione degli assunti in Regione e come si sia agito nei casi di Ceccon e di Bonetto.

Il capo di gabinetto della giunta regionale guidata da Serracchiani, interpellato da ilfattoquotidiano.it, sulla assunzione di Davide Bonetto aveva spiegato che tutto era stato fatto secondo le regole:“Era l’unico ad avere esperienza politico amministrativa esercitata in ambito regionale e provinciale. Anche la modalità di assunzione interinale – aveva spiegato Agostino Maio – deriva dal fatto che l’Amministrazione regionale proprio a ridosso delle esigenze palesate dal Gabinetto aveva invitato tutti gli uffici e le direzioni a inoltrare apposite richieste garantendo nel giro di breve tempo la soddisfazione delle stesse. Tra l’altro mi preme sottolineare che, a differenza di quello che un po’ superficialmente ho sentito in alcuni casi affermare sulla questione, non c’è alcuna relazione tra le assunzioni di personale interinale (un ottantina circa in tutta l’amministrazione regionale) e la stabilizzazione dei precari”.