Un referendum consultivo per l’uscita dall’Euro e sul reddito di cittadinanza. Uno promesso in campagna elettorale prima del voto per Bruxelles, l’altro come “battaglia di un Movimento che chiede dignità per i cittadini”. La seconda uscita di Beppe Grillo sul palco delCirco Massimo a Roma, è per lanciare due campagne. “Oggi inizia la vera giornata politica del Movimento”, dice il leader M5S. Dopo una serata di musica e un comizio davanti a 4mila persone, la tre giorni grillina cerca di prendere il via tra stand, interventi dal palco e iniziative. “Oggi lanceremo un referendum consultivo per l’uscita dall’euro e ne parleremo bene nella specificità”, continua. “raccoglieremo le firme per 6 mesi e chiederemo agli italiani di votare”. E’ uno dei punti più contestati del programma M5s. La costituzione italiana vieta consultazioni sui trattati internazionali e per questo Grillo e i suoi propongono un referendum “consultivo”, il cui risultato non sarebbe comunque vincolante per l’esecutivo “ma potrebbe almeno”, dicono, “lanciare un segnale”.

La mattina di Italia 5 Stelle è dedicata agli interventi dal palco. C’è il sole di un sabato d’ottobre incredibilmente caldo e la speranza è di riempire l’arena. Si aspettano gli ultimi pullman e gli attivisti che vengono da lontano, ma anche i curiosi che potrebbero avere voglia di visitare quella che, ripetono fino alla nausea, “non è una festa dell’Unità”. Tanto che lo dice anche Grillo: “Qui non ci sono sponsor che costruiscono inceneritori o multinazionali”. In scena poi quelle che il leader chiama le persone per bene. Ci sono le senatrici Barbara Lezzi e Nunzia Catalfo, ma anche i sindaci Patrizio Cinque e Filippo Nogarin. Amministratori locali e parlamentari insieme. Intanto i leader 5 stelle cercano di mescolarsi tra gli stand. “Ho provato a fare un giro nei gazebo”, si lamenta Grillo dal palco, “ma c’è un senso di mancanza di democrazia. I giornalisti si mettono come barriera. Fanno le domande. Io voglio essere libero di girare e parlare con gli attivisti”.

All’inizio della giornata si è visto anche Gianroberto Casaleggio, cofondatore del Movimento che oggi dovrebbe salire sul palco per un intervento. Accolto tra gli applausi allo stand dei parlamentari M5S ha stretto qualche mano e poi è tornato dietro le quinte. “Il Movimento è sempre stato tra la gente. Non abbiamo bisogno di tornarci”, dice a ilfattoquotidiano.it. “Parlate dei contenuti e non perdete tempo. Io con voi giornalisti non parlo più”. Il fondatore del movimento è stato accolto da una ressa di fotografi e telecamere prima della visita agli stand dei meet-up delle regioni. Verso i giornalisti presenti i militanti hanno lanciato cori come “Venduti, venduti”, “Vergogna”, “Andate via, poi raccontate solo il falso”.

Intanto i meetup e i rappresentanti delle Regioni distribuiscono volantini e cercano il confronto. Nel pomeriggio potrebbe esserci il primo fuori programma: i consiglieri comunali (da Parma a Torino) vogliono organizzare un incontro spontaneo tra i gazebo “perché non siamo venuti qui per sentire solo 7 ore di comizi da un palco ma vogliamo guardarci negli occhi”. Protagonista naturalmente il sindaco Federico Pizzarotti, da qualche tempo in contrasto con i leader del Movimento. 

Grillo dal palco insiste su quella che sarà la sua battaglia di oggi: un referendum per uscire dall’euro. “Mi hanno dato del pazzo”, dice, “ma parlano gli economisti che non ne hanno azzeccata una da dieci anni a questa parte. Se non puoi svalutare la moneta, svaluti i salari. La vita delle persone”. E torna ad attaccare la riforma del lavoro del governo Renzi: “Il Jobs act non è renziano. E’ tedesco. Inventato da Shroeder: significa prendere una persona con un lavoro decente e dividere il lavoro tra tre precari. E’ la più grande presa per il culo”. Per questo il Movimento punta tutto sul reddito di cittadinanza, tema sul quale chiederanno anche il parere di elettori e attivisti con un referendum.

Secondo Grillo è sbagliato prendere ad esempio la Germania per far ripartire l’economia: “La Germania ha una crescita in senso negativo, la grande Germania che ha basato la sua potenza nel depotenziare gli altri. Ora sta calando. O investe nella propria produzione interna o esce anche lei dall’euro. O ci riprendiamo la nostra moneta o non c’è futuro”. Il leader M5S attacca poi il pareggio di bilancio in costituzione: “Così non possiamo fare nulla. E’ un’altra crescita che vogliamo. Siamo il più bel Paese. Non dimentichiamocelo. I nostri in Parlamento stanno portando avanti con un’opera certosina. Noi non vogliamo vivere così. Il piano B per uscire da questa merda è il Movimento”.

Aggiornato dalla redazione web alle 13,20