“E’ giusto che ci prendiamo questo Paese”, dice, “e lo portiamo avanti con le persone perbene. La nostra rivoluzione è questa: mettere persone per bene dove loro non se lo aspettano”. Beppe Grillo arriva al Circo Massimo, sale sul palco ed è quello di sempre. Quello della Woodstock 5 stelle del 2010, quello del V Day di Genova, quello dello Tsunami Tour, dell’incontro al tavolo con Matteo Renzi. Parla di Silvio Berlusconi, di reddito di cittadinanza e dei suoi parlamentari. Esprime la sua solidarietà alla Liguria ferita dall’alluvione. “Basta, basta, basta”. Grida davanti a 4mila persone (cifra confermata dagli organizzatori “Ma stanno arrivando tanti militanti, cresceranno in questi due giorni). “Renzi è un leader senza la base”, attacca, “ha perso 400 mila iscritti in un anno. Abbiamo più iscritti noi, lui è un leader senza base, noi siamo una base senza leader. Avevamo vinto le elezioni, con il 25% eravamo il primo movimento politico d’Italia, Napolitano doveva darci l’incarico”. 

Ad ascoltarlo ci sono amministratori comunali, parlamentari e attivisti che il Movimento lo frequentano e lo praticano da anni. “E’ bello ritrovarsi e guardarsi finalmente negli occhi”, dicono. Il fondatore del Movimento si dice pentito ma ironizza sul burrascoso faccia a faccia con Renzi: “Quando l’ho incontrato, perchè mi avete obbligato, ho agito male, d’istinto. Adesso lo prenderei per la testa e gli direi: ‘Matteo, fai presto a distruggere il Paese, sii più veloce'”. Poi attacca il Jobs Act approvato dal Senato nei giorni scorsi: “Preferisco Berlusconi che lotta per le sue aziende che quei cazzo di finti amici della sinistra che per venti anni hanno fatto solo i cazzi loro”. Per risolvere la crisi, secondo Grillo: “Non è più il tempo dei Premi Nobel per l’economia. Ci vogliono persone di buon senso. Non c’è stato un economista che ha previsto la crisi del 2008 e ora continuano a parlare”. 

Di fronte alla piazza quasi 200 gazebo, gli stand sono tutti per i Meetup e per gli eletti. Qualche punto ristoro. Mentre Grillo parla dal palco, Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera e da molti visto come il naturale leader del futuro passeggia tra gli stand: “Con loro?”, commenta guardando gli attivisti, “non ci vediamo da anni”. Se i parlamentari negano la crisi interna, però tutti sono sollevati nel rivedersi tra la folla, là dove hanno cominciato. “Non abbiamo un problema di leadership”, continua Di Maio a ilfattoquotidiano.it. “Se siete venuti qui per la leadership avete sbagliato festa. Quelle sono le feste dell’Unità. Siamo qui per mettere un punto e per andare a un altro punto: dimostrare ai cittadini italiani che sappiamo governare”. E nemmeno Di Maio si nasconde: “C’è qualcosa da migliorare: questi 3 giorni devono comunicare che l’M5S è rappresentato da cittadini che vogliono cambiare le cose. Il Movimento sarà sempre così orizzontale. Non abbiamo altra scelta”.

Una posizione che condivide anche il deputato Riccardo Fraccaro: “Il problema di leadership ce lo raccontate voi. Noi resistiamo. Gli errori del Movimento? Aver potuto credere di cambiare l’Italia in un solo anno. E’ una battaglia lunga, ma noi resistiamo”.

Dietro le quinte c’è anche Gianroberto Casaleggio: ascolta e non si fa vedere. Per lui il momento del palco sarà solo sabato 11 ottobre. Intanto Grillo parla di un Movimento che deve tornare ad essere se stesso. E anche se non si risparmia la stoccata all’ormai nemico Federico Pizzarotti (“Abbiamo sindaci più o meno buoni”), le sue parole non vanno molto distanti da chi chiede un ritorno ai temi: “Io non ho la forza”, dice Grillo, “di essere un signore. Se mi incazzo io sono come voi. Il Parlamento italiano? E’ una roba fatta per i partiti. Io dicevo che andare là dentro sarebbe stato un problema. La nostra natura è essere meno istituzione. Noi siamo una comunità e dobbiamo essere più presenti tra la gente e andare ad essere lo scudo umano delle persone che hanno bisogno. Nessuno deve rimanere indietro”.

Tra il pubblico ci sono gli attivisti che vengono da tutta Italia. C’è la Lombardia: “Venti stand solo nostri”, dice Fulvio Martinoia. Ma anche la stazione Moviradio che trasmette in diretta tutto l’evento: “Avevamo bisogno di incontrarci e ritrovarci, la rete non sempre basta”, commenta una delle speaker Lidia Candy. Al loro fianco anche Salvo Mandarà che nel 2013 girò l’Italia con Grillo per trasmettere in streaming lo Tsunami tour e ora farà lo stesso con Italia 5 Stelle. C’è anche un gruppo che viene dalla Sardegna. “Abbiamo preso tre giorni liberi”, spiega l’attivista di Sassari Patrizia Zallu. “Non potevamo mancare. Abbiamo bisogno di questa festa. Noi siamo diversi e siamo qui per ricordarcelo”.

Al loro fianco i parlamentari si mescolano tra la folla. Compaiono tra gli altri i senatori Vito Crimi, Barbara Lezzi e Nicola Morra. I deputati Giuseppe Brescia, Riccardo Fraccaro e Roberta Lombardi. Ci sono anche gli eurodeputati all’indomani del licenziamento del capo staff comunicazione a Bruxelles Claudio Messora. Il capogruppo Ignazio Corrao risponde alle domande dallo stand (uno dei più grandi è proprio quello dedicato all’Europa): “Noi parliamo di quello che facciamo e non di gossip”. Ma con Messora hanno perso il lavoro 15 persone dello staff. “Sono professionisti e si rimetteranno sul mercato”, taglia corto Di Maio, “noi stiamo affrontando i problemi dei disoccupati d’Italia”.

(video di Giulia Zaccariello)