Non si potrà mai sottolineare a sufficienza il ruolo delle amministrazioni e comunità locali, impegnate a salvaguardia dell’ambiente e della salute contro i progetti predatori delle grande imprese spesso sostenute dal governo centrale. E’ questo un dato generalizzato, che possiamo osservare in tutto il mondo, dalla Cina alle battaglie delle comunità indigene in America Latina e nel resto del mondo, dalle mobilitazioni in Sardegna contro il cosiddetto Progetto Eleonora, che porterebbe alla devastazione di un ampio territorio circostante la città di Arborea, alle lotte della popolazione valsusina contro il progetto del Tav, ecc.

Oggi voglio parlarvi di un piccolo comune del Lazio, Cervaro in provincia di Frosinone, dove la Telecom vorrebbe installare una mega-antenna a 45 metri di distanza da una scuola materna e a 100 metri di distanza da una scuola elementare. I residenti hanno ottenuto una prima vittoria, con l’adozione da parte del sindaco di un’ordinanza, la n. 45, che blocca i lavori. Ma la Telecom appare intenzionata a ricorrere al Tar e l’esito della vicenda si presenta incerto.

Dell’inquinamento elettromagnetico ho già avuto occasione di occuparmi su questo blog. La legge italiana è, in teoria, abbastanza avanzata. Ma occorre chiedersi quale garanzie esistono che essa venga effettivamente applicata, a fronte della necessità di rilevazioni e calcoli di natura complessa, che chiaramente non sono alla portata di tutti, ma richiedono l’intervento di specialisti. In un contesto segnato tuttora dall’incertezza di fondo sugli effetti riconducibili all’inquinamento elettromagnetico magari a distanza di molti anni. In questo video il chimico Corrado Malanga richiama l’attenzione su tali problematiche, chiamando in causa anche il disinteresse di buona parte del mondo scientifico o presunto tale al riguardo e illustrando le conclusioni raggiunte al riguardo nella letteratura scientifica. Varie sono le ipotesi formulate, relativamente ad esempio alla riduzione delle difese immunitarie, agli effetti sulla ghiandola pineale, la melatonina, ecc.

Non voglio e non posso certo addentrarmi in un’analisi sul piano tecnico-scientifico degli effetti dell’inquinamento elettromagnetico. Ma, rievoco invece un fondamentale principio del diritto internazionale, contenuto fra l’altro nella Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo del giugno 1992, al punto 15: “Al fine di proteggere l’ ambiente, gli Stati applicheranno largamente, secondo le loro capacità, il metodo precauzionale. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di certezza scientifica assoluta non deve servire da pretesto per rinviare l’abolizione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale”.

Tradotto in termini più semplici, tale principio deve essere interpretato in modo tale da non consentire lo svolgimento di quelle attività che si sospetta, sulla base dell’attuale stato della conoscenza scientifica, possano essere nocive per l’ambiente e per la salute. Si tratta di principio che deve guidare non solo il legislatore ma anche i giudici, sia ordinari che amministrativi.

Nel caso di Cervaro, l’ordinanza sindacale che ha sospeso i lavoratori di installazione dell’antenna Telecom ha fornito adeguate informazioni in ordine agli effetti nocivi della stessa su una serie di persone che, per motivi di salute, portano pacemaker, fortemente sensibili ai campi elettromagnetici. Inoltre il Comune di Cervaro ha approvato un Regolamento che vieta l’installazione di antenne di questo genere nell’abitato.

Quest’ultimo costituisce con ogni evidenza un atto di autodeterminazione sull’uso del territorio e di grande responsabilità nei confronti dei cittadini e della loro salute. La coraggiosa decisione del Comune di Cervaro va non solo rispettata ma replicata ovunque possibile.

Essa peraltro pone a noi tutti una domanda cui sarebbe il caso di cominciare a rispondere: preferiamo un servizio di telefonia mobile sempre più efficiente (e anche qui ci sarebbe da chiedersi se in realtà il proliferare delle antenne con cui le varie ditte si fanno una concorrenza feroce determini in effetto un miglioramento di tale servizio, il che è assolutamente discutibile) o tutelare la salute nostra e dei nostri figli e nipoti?