C’è anche l’asso della Nba Kobe Bryant tra gli acquirenti del Bologna Calcio. 350mila euro, tanto per gradire, è la cifra messa sul piatto dal campione dei Los Angeles Lakers. Una cifra che va ad aggiungersi nel ricco fondo d’investimento statunitense che l’oramai ex vicepresidente della A.S. Roma Joe Tacopina, ha messo insieme per rilevare nel giro di poche settimane il disastrato Bologna F.c. retrocesso a giugno scorso in Serie B e con grossi problemi di liquidità. In queste ore negli uffici della società rossoblù, tra gli emissari americani della banca d’affari Park Lane di Los Angeles e i legali e commercialisti bolognesi, è in corso la due diligence, ovvero la procedura che permette ai futuri compratori di spulciare all’osso libri contabili e verificare finanze, piuttosto esigue, e debiti del club rossoblù.

Il pre-accordo che ha dato la svolta alla trattativa tra Tacopina e l’attuale presidente del Bologna, Albano Guaraldi, è arrivato dopo due giorni di contrattazione serrata e spettacolare, con tanto di auto oscurate a sfrecciare per la città di Bologna verso i luoghi dell’incontro, e dietro codazzi di giornalisti, flash e videofonini che nemmeno con una star hollywoodiana. La caparra da un milione di euro che l’avvocato newyorchese ha concesso per andare a vedere i conti ha sbloccato definitivamente l’impasse che si era creata: se continua nell’acquisizione della società Tacopina sconterà la cifra dal totale finale; se si ritirerà, la perderà. “Abbiamo un accordo, andiamo avanti e sono contento”, ha spiegato un Tacopina piuttosto provato ma deciso dal suo quartier generale bolognese, l’hotel I Portici. “Lunedì 22 tornerò a Bologna intanto inizia la due diligence. Speriamo di chiudere nell’immediato futuro. Ringrazio Guaraldi, Gianni Morandi, Pavignani, Romani, Rimondi, Zanetti e Zucchini (il cda del club ndr) per la fiducia. Abbiamo programmato una data in ottobre – ha continuato – quando rileveremo il Bologna Fc e io diventerò presidente. Abbiamo tutto la staff qui (compresi Rick Perna della banca d’affari Park Lane e Stuart Goldfarb, professionista che da anni collabora con la Major League Soccer ndr). Ho diversi partners importanti che mi affiancano e uno sarà qui con me la prossima settimana quando tornerò. Quanto pagherò il Bologna? Molto”.

Tra i soci che affiancheranno Tacopina nell’investimento ‘italiano’ oltre a Kobe Bryant (che già tre anni fa era in procinto di planare a Bologna, soggiornare proprio all’hotel I Portici, per poi giocare alcune partite con la maglia della Virtus Bologna), ci sarà anche il magnate del settore caseario canadese Joey Saputo (è lui quello che arriverà a Bologna la settimana prossima con Tacopina ndr), presidente della squadra di calcio Montreal Impact – dove gioca attualmente l’ex rossoblù Marco Di Vaio – e che si è perfino dedicato e costruito uno stadio a suo nome: il Saputo Stadium. Tacopina sarebbe pronto a versare i 13 milioni di ricapitalizzazione entro il 15 ottobre 2014, a cui aggiungerebbe il mutuo da oltre 4,2 milioni dell’hotel di Carloforte lasciato in eredità dal presidente ‘fuggiasco’ Porcedda, e i 2,2 milioni che la controllante Bologna 2010 deve al Bologna Fc: la cifra totale dell’affare salirebbe a 20 milioni di euro.

“Abbiamo grandi progetti per la squadra: avremo un grande team come tanti in Europa”, ha spiegato ancora Tacopina a chi gli chiedeva del futuro della squadra, questa volta sul campo. La mentalità d’affari americana nel settore calcistico tenderà comunque a rivoluzionare le entrate come spiega lo stesso Di Vaio al Corriere di Bologna, ricordando che in Canada e in Usa le squadre non sopravvivono di diritti tv come in Italia: “Qui è il contrario c’è poca tv e quindi si lavora col marketing, con i biglietti, gli abbonamenti, la birra, con gli stadi di proprietà”. Sotto le Due Torri di lavoro per Joe e soci ce ne sarà da fare: a partire dall’acquisizione dello stadio o molto più probabilmente dalla costruzione di qualche nuova struttura fuori città a partire dal tanto sbandierato centro tecnico che Guaraldi aveva presentato due anni fa, nonostante la crisi finanziaria della società.

Ora la parola spetta ai due ‘team’ che stanno affrontando la due diligence sperando di non incontrare voragini debitorie nascoste, tanto che sui social network tra i tifosi rossoblù c’è molta gioia ma anche un pizzico di disincanto: nel 2008 Tacopina assieme alla Tag Partners aveva intenzione di comprare il Bologna posseduto dall’allora presidente Alfredo Cazzola. Anche quella volta l’avvocato Usa versò quasi 2 milioni di dollari come cauzione per poi tirarsi indietro dopo aver proclamato ai quattro venti di voler costruire un “grande Bologna”. Caparra che, per la cronaca, nel 2009 è tornata quasi per intero nelle tasche degli americani dopo una sentenza del Collegio arbitrale.