Una carcassa di un orso è stata ritrovata nelle campagne di Pettorano sul Gizio. Sul posto i veterinari del Parco d’Abruzzo, Lazio e Molise e i responsabili della Riserva Monte Genzana, che stanno procedendo a una prima ricognizione per stabilire le cause del decesso. “Stiamo verificando l’identità dell’animale”, ha detto il direttore del Parco, Dario Febbo. Proprio ieri nella stessa zona era stato segnalato un orso che era entrato in un pollaio dove era stato sorpreso dall’allevatore, che, per allontanarsi dall’animale, aveva sbattuto alla testa, perdendo i sensi. Il plantigrado potrebbe essere morto per avvelenamento. “Non si tratta di una terribile coincidenza – dichiara Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette e biodiversità di Legambiente – È evidente che la mancanza di una politica strategica per la tutela di questi animali abbia contribuito ad esacerbare situazioni delicate che andrebbero gestite con particolare attenzione e competenza”.

“Chiediamo ora al governo – aggiunge – di mettere in piedi senza ulteriori indugi una unità di missione, d’intesa con le Regioni e le Provincie autonome, per tutelare questi esemplari che rappresentano, oltretutto, una parte importantissima del nostro patrimonio di biodiversità. È inaccettabile quanto sta accadendo. È ora di affrontare la questione della convivenza tra i grandi carnivori e l’uomo con strumenti adeguati, impegnando professionalità e investimenti necessari a modificare concretamente l’attuale situazione di approssimazione e dilettantismo”. Legambiente ribadisce la necessità di mettere in campo un progetto nazionale strategico per la tutela dell’orso sul territorio italiano, che preveda finalmente l’impiego di personale competente e di adeguate risorse finanziarie fino ad oggi sempre negate. 

I due cuccioli dell’orsa Daniza, morta in un tentativo di cattura in Trentino, si sono riuniti e vengono monitorati in queste ore mediante la radiotelemetria. I due piccoli, che rischiano di non sopravvivere alla morte della madre, sono stati avvistati direttamente dai forestali. Nel corso del tentativo della cattura di Daniza, ad uno dei due orsetti era stata applicata una marca auricolare per consentire la sua localizzazione via radio. Dell’altro orsetto, che non era presente al momento del tentativo di cattura, non c’erano tracce fino all’avvistamento delle ultime ore.

Le polemiche sulla morte del plantigrado proseguono. “Ci dispiace molto per la morte di Daniza, avremmo preferito la cattura, ma la Provincia di Trento ha gestito la vicenda applicando ciò che dispone la legge riguardo agli orsi ‘problematicì” dice William Bonomi, sindaco di Pinzolo, il paese della val Rendena nei cui boschi a ferragosto fu aggredito da Daniza un cercatore di funghi del posto. In seguito a questa vicenda la Provincia di Trento emanò l’ordinanza di cattura del plantigrado. “Pinzolo e il Trentino mettono al primo posto l’ambiente, la natura e il rispetto per gli animali”, aggiunge Bonomi che si augura che il progetto Life Ursus “vada avanti nel pieno rispetto dell’uomo, le cui esigenze sono primarie rispetto a quelle degli animali. Dobbiamo ricordarci che i 50 orsi che rimangono vivono in un ambiente meraviglioso ideale per chi ama veramente la natura”.