Il primo atto di Federica Mogherini come Alto commissario per la politica estera sarà contro Mosca. Sul tavolo della neo nominata Lady Pesc infatti c’è il difficile dossier sulla crisi Ucraina. “Nelle prossime ore”, ha detto davanti alla Commissione degli esteri in Parlamento, “sarà preparerato il pacchetto delle nuove sanzioni europee per la Russia e la decisione si prenderà venerdì 5 settembre”.

Mogherini ha ammesso poi che “riscriverebbe” la prima frase del capitolo del programma della presidenza italiana in cui si indica la priorità di rafforzare il partenariato strategico con la Russia. La frase era stata criticata da molti europarlamentari. Mosca, dice oggi il ministro, “resta un attore politico importante nelle sfide regionali, è innegabile, ma non è più un partner strategico per la Ue. Spero però che in futuro cambi e voglia tornare a essere un nostro partner”.

Ha poi detto che “è nel nostro interesse puntare a creare le condizioni per lavorare a un partenariato strategico”, perché “nessuno dotato di buon senso può sostenere il contrario”. “Occorre garantire che i membri della Nato dell’Europa dell’Est, quelli che hanno una frontiera comune con la Russia siano sicuri che l’articolo 5 dell’Alleanza non sia lettera morta e che la Nato possa intervenire per garantirne la sicurezza”. “La mia prima visita” dopo l’inizio della presidenza italiana “l’ho fatta a Kiev, dove ho visto tra gli altri il presidente Poroshenko e Iulia Timoshenko, e non è stato un caso, ma una precisa scelta politica. Mi è molto dispiaciuto” che il fatto che la prima visita sia stata fatta a Kiev “sia stato oscurato”. A luglio il ministro italiano venne accusato da alcuni parlamentari di essere troppo vicina alla Russia.

Lady Pesc ha poi espresso la sua apertura per nuovi ingressi nell’Unione europea. “L’Italia”, ha detto, “è sempre stata a favore dell’ampliamento dell’Unione europea, che è l’essenza del progetto europeo” e che è funzionale alla stabilizzazione di alcune delle regioni che presentano richiesta di adesione. “Il processo di ampliamento è nel nostro interesse, serve a tutelare la costruzione di una regione più stabile sembra facile, rispetto all’instabilità attuale”. In particolare, “la Turchia è uno dei paesi in cui il processo di riforme politiche potrebbe essere ulteriormente rafforzato grazie al processo negoziale e credo che con il nuovo governo questo lavoro di transizione possa essere realizzato”. Quanto alla Bosnia Erzegovina, “forse dopo le elezioni avrà la possibilità di presentare una candidatura credibile”, ma il paese “ha bisogno di riforme radicali”. “Ci sono poche regioni in Europa in cui il ruolo dell’Unione europea può essere così cruciale come nei Balcani occidentali e in Bosnia Erzegovina in particolare”. Mogherini ha anche aggiunto che i “foreign fighters” in Medio Oriente sono “una sfida gigantesca” ed affrontarla è “interesse prioritario per la sicurezza” in Europa.