“Verificare le condizioni per la più ampia convergenza di forze politiche disponibili e per il più qualificato ruolo protagonista del Pd ionico”. È il mandato che la direzione del Partito democratico della provincia di Taranto ha conferito al segretario Walter Musillo in vista delle prossime elezioni provinciali di fine settembre. Che significa? Nei fatti vuol dire che il Pd tarantino, nelle consultazioni per eleggere l’amministrazione di “secondo livello” della provincia ionica, è pronto a sostenere un candidato proveniente anche da Forza Italia.

La notizia è giunta al termine di una riunione del direttivo tarantino in cui è passata a maggioranza la mozione dei democratici che fanno capo al deputato Michele Pelillo. E se ufficialmente l’alleanza con i berlusconiani non è menzionata, ufficiosamente il patto sarebbe già stato sancito con Martino Tamburrano, sindaco forzista di Massafra, piccolo comune alle porte di Taranto. Al Pd, in cambio, andrebbe la vice presidenza. Il Pd quindi ha escluso a priori l’ipotesi di votare Ippazio Stefàno, il sindaco ex vendoliano del comune ionico con cui insieme governano da anni la città dei due mari e che si è autocandidato alla guida della Provincia. L’ipotesi Tamburrano, quindi, è più che concreta e ha creato un certo scompiglio negli stessi iscritti al Pd: i dissidenti hanno presentato una mozione per costringere il direttivo a puntare su un candidato democratico, ma senza successo.

Ora, salvo colpi di scena dell’ultimo minuto, nella terra dell’Ilva, Pd e Forza Italia potrebbero presentarsi con unico candidato. Ma che ne pensano i cittadini? Nulla, visto che il nuovo sistema varato dal Governo stabilisce che per le province di secondo livello il compito di eleggere il presidente e i consiglieri spetta ai sindaci, ai consiglieri comunali del territorio e ai consiglieri provinciali uscenti. In sostanza, un affare per addetti ai lavori.

E questo, probabilmente, spiegherebbe anche la strategia scelta dai “pelilliani”. L’inchiesta “ambiente svenduto” sui legami tra i vertici dell’Ilva e la politica ionica, infatti, ha completamente travolto il Pd ionico che per ritrovare il “più qualificato ruolo protagonista” sembra quindi destinato a diventare la stampella di Forza Italia. Ma c’è di più. Sostenere Tamburrano, infatti, non significa solo allearsi con i berlusconiani, ma anche con il nemico politico di un tempo: Giancarlo Cito. L’ex sindaco ed ex parlamentare condannato definitivamente per concorso esterno in associazione mafiosa, infatti, nei mesi scorsi ha scelto di far confluire il suo movimento At6 nei ranghi di Forza Italia.

Tutti insieme appassionatamente insomma: ex comunisti, ex democristiani ed ex manganellari. Le speranze dei dissidenti, però, non sono ancora spente. L’ultimo rifugio si chiama Michele Emiliano: il presidente del Pd pugliese, infatti, martedì incontrerà i democratici tarantini per tentare di sanare una ferita che, a detta di molti, segnerebbe la morte celebrale del Pd ionico.