Italia, basta armi a Israele“: è uno degli slogan apparsi sui cartelli di decine di dimostranti a Gaza. Decine di abitanti di Gaza si sono autoimmortalati in fotografie in cui reggono in mano cartelli che chiedono all’Italia di porre fine alla cooperazione militare con lo Stato ebraico. Nelle foto, scattate in tutta l’enclave costiera, con sfondi che includono le macerie di case, ospedali e del porto bombardato, i cartelli chiedono al nostro paese di non “addestrare i piloti che ci bombardano,” e lo invitano a mostrare “solidarietà” con “gli oppressi. La campagna, riporta l’agenzia Maan, “è stata lanciata “per chiedere all’Italia di non svolgere le previste manovre militari congiunte con Israele in Sardegna, a settembre”. 

L’iniziativa, promossa dal movimento Boycott, Divestment, and Sanctions, è parte di una più grande campagna con cui l’organizzazione chiede un embargo totale delle armi a Israele: “La cooperazione con Israele è mantenuta nonostante il suo ricorso sistematico alla violenza di massa contro e l’uccisione di palestinesi e altri arabi civili, compresi i bambini in età scolare e attivisti pacifici, e nonostante le sue sempre più brutali politiche coloniali contro il popolo palestinese e il persistente disprezzo del diritto internazionale”. 

Secondo la Rete Italiana per il Disarmo, l’Italia è il primo fornitore europeo di armamenti allo Stato israeliano: “Nel 2012 rilasciate autorizzazioni per 470 milioni di euro per l’esportazione di sistemi militari verso lo Stato israeliano”, spiegato a IlFattoQuotidiano.it Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio Permanente sulle Armi Leggere e Politiche di Sicurezza e Difesa: più del doppio di quanto totalizzato insieme da Germania e Francia.

Inoltre la partnership militare tra Roma e Gerusalemme prevede esercitazioni dei caccia israeliani in Sardegna. Secondo un documento della Difesa, gli F-15 e gli F-16 dell’Israeli Air Force sono attesi al poligono di Capo Frasca (Oristano): sganceranno bombe inerti da una tonnellata. La cooperazione comprende la fornitura di sensori radar “Gabbiano”, prodotti dalla Selex Galilelo e montati sui droni, e i cannoni navali da 76mm prodotti dalla Oto Melara: tutti armamenti utilizzati nella guerra a Gaza