In Italia un affitto su due non è pagato regolarmente. Secondo un’indagine dell’Adnkronos la media dei proprietari che denuncia la mancata riscossione delle mensilità è del 50 per cento. Le percentuali più alte si registrano a Napoli (60%) e a Roma (45%), la quota scende a Milano dove si assesta al 35 per cento. L’analisi è stata condotta presso le associazioni territoriali che rappresentano gli inquilini e i proprietari di case in affitto. Rispetto a luglio 2013, quest’anno i casi di insolvenza salgono di quasi il 5%, con incrementi superiori al 10% in Lombardia.

In media, circa il 25% del totale degli affitti registrati arriva a una situazione di insolvenza che giustificherebbe la richiesta di sfratto. Una eventualità, quella dello sfratto, che viene scelta solo in casi estremi, per scarsa fiducia nella giustizia e con la speranza di raggiungere una transazione che salvi almeno parte dell’affitto pattuito, con una rinegoziazione. La richiesta di sfratto arriva quindi solo nel 10% dei casi

Il trend in continua crescita è certificato dai dati sugli sfratti esecutivi nel 2013 pubblicati dal ministero dell’Interno: i provvedimenti emessi sono stati 73.385, in crescita su base annua del 4,4 per cento a fronte di 129.575 richieste di esecuzione, in crescita del 2,15 per cento. La causa principale rimane nell’89% dei casi la morosità (31.399 sfratti in aumento del 7,75%), seguono la fine della locazione (7,4%) e la necessità del proprietario (3,6%). Il 53,8% degli sfratti, poi, riguarda i comuni capoluogo mentre il 46,2% le province. 

Guardando la situazione in prospettiva, negli ultimi 5 anni gli sfratti sono stati 332.169, dei quali 288.934 per morosità. Su 332.169 sentenze sono 145.208 gli sfratti eseguiti con intervento dell’Ufficiale Giudiziario. In sostanza, più di un inquilino su dieci in affitto da privati ha subito uno sfratto per morosità. Il Fondo di garanzia a copertura del rischio di morosità involontaria è stato dotato di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015. L’obiettivo è quello di “garantire il rischio di morosità da parte di quei locatari, generalmente affidabili, che a causa della sfavorevole situazione economica che attraversa il Paese, si trovano momentaneamente in difficoltà”. E’ rivolto agli inquilini residenti in comuni ad alta tensione abitativa dove siano già stati attivati bandi per l”erogazione di contributi in favore di inquilini morosi incolpevoli”. L’accesso al Fondo consente la sospensione temporanea del pagamento dei canoni di affitto.

Quello in atto per il 2014 è il trentesimo stop agli sfratti per fine locazione dal 1978, da quando cioè è stata introdotta la legge per l’equo canone. La misura è rivolta agli inquilini con reddito annuo lordo complessivo familiare inferiore a 27.000 euro, che siano o abbiano nel proprio nucleo familiare persone ultrasessantacinquenni, malati terminali, portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento e che non siano in possesso di altra abitazione adeguata al nucleo familiare nella regione di residenza. Alle stesse condizioni di reddito e di non possidenza, la sospensione si applica per nuclei familiari con figli fiscalmente a carico. Il proprietario può evitare la sospensione dimostrando di trovarsi nelle stesse condizioni richieste all’inquilino per ottenere la sospensione o nelle condizioni di necessità sopraggiunta dell’abitazione.