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Sciopero dei lavoratori di Borsa Italiana, i sindacati: “Stop ai diktat di Parigi”

Alta partecipazione nonostante pressioni aziendali. Si teme che Euronext svuoti la piazza finanziaria milanese. Il caso del nuovo polo tech inaugurato in Grecia. Intanto Cdp fa ricorso contro il rinnovo del consiglio di amministrazione
Sciopero dei lavoratori di Borsa Italiana, i sindacati: “Stop ai diktat di Parigi”
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Grande adesione allo sciopero dei lavoratori del gruppo Borsa Italiana oggi pomeriggio. Convocata unitariamente dai sindacati Fabi, First Cisl e Fisac Cgil del gruppo sulle sedi di Milano e Roma, l’astensione dal lavoro ha interessato Borsa Italiana e le altre aziende del gruppo: Monte titoli, Cassa compensazione garanzia e Mts. Allo sciopero ha aderito la maggioranza dei circa 800 dipendenti, nonostante le pressioni dell’azienda per disincentivare la partecipazione. Presidi si sono tenuti dalle 12.30 per un paio d’ore davanti a Palazzo Mezzanotte, ai quali hanno partecipato un centinaio di dipendenti. “Il nostro obiettivo non è bloccare l’operatività, considerando che si tratta di una piattaforma automatizzata. Vogliamo rendere visibile e manifesta una situazione di profondo disagio che si riverbera sulle condizioni di lavoro e riguarda una delle infrastrutture chiave del sistema finanziario italiano”, ha sottolineato a Reuters Gabriele Poeta Paccati, delegato nazionale per il gruppo Borsa Italiana di Fisac-Cgil. I lavoratori avevano già incrociato le braccia per due ore due anni fa. In quella occasione le adesioni furono intorno al 60%.

Per i sindacati “tutte le decisioni sono ormai prese a Parigi”
L’impatto è stato diretto su tutti i servizi del gruppo: mercati, funzioni operativi, servizi tecnologici. “Con questa agitazione”, affermano in una nota congiunta i tre sindacati, “abbiamo inteso ricordare al gruppo qual è l’asset più prezioso di cui dispone, le persone che vi lavorano, e la necessità di una tutela effettiva delle aziende e del loro ruolo. Il fatto che diversi colleghi siano stati occupati a gestire specifiche criticità del mercato fino a un minuto prima dello sciopero è indice tanto della loro professionalità e dedizione quanto del loro ruolo cruciale”. “Torniamo quindi a ribadire le rivendicazioni di tipo industriale all’origine della vertenza”, scrivono i delegati nazionali e territoriali, “assieme a quelle di ordine prettamente sindacale: contrattazione integrativa, orari, organizzazione del lavoro. Le organizzazioni sindacali sono e saranno sempre disponibili alla trattativa, purché l’azienda mostri una nuova disponibilità a partire da un approccio radicalmente diverso alle relazioni industriali. Chiamiamo l’azienda e tutte le parti coinvolte a fornire il loro contributo per una risoluzione positiva della vertenza”, conclude la nota. Le decisioni sindacali interne sono “prese a Parigi e imposte al contesto italiano senza alcun confronto”, ha aggiunto Poeta Paccati. In una nota Euronext rileva che “negli ultimi quattro anni, la performance di Euronext in Italia ha registrato risultati senza precedenti, riflessi in un aumento dell’organico di oltre il 30%, da 655 a oltre 870 dipendenti. Tutti i principali indicatori di performance evidenziano una storia di crescita e sviluppo”.

Il personale è cresciuto solo per via delle acquisizioni da Nexi
Fonti sindacali spiegano però che il numero dei lavoratori del gruppo Borsa Italiana negli ultimi anni è formalmente in aumento, nonostante la perdita di centralità rispetto al gruppo Euronext cui appartiene, perché a dicembre 2022 Borsa ha acquisito il ramo d’azienda di Nexi dedicato alle attività tecnologiche per i mercati dei capitali, insieme alla sua settantina di dipendenti, con un transazione del valore di circa 57 milioni, ma in realtà ha prepensionato ed esodato un numero elevato di professionisti altamente formati che erano precedentemente in servizio. Il contratto di servizio del gruppo Borsa Italiana con Nexi era stato ereditato da Sia, divenuta in seguito Nexi, e coinvolge sia Mts che Monte Titoli. Ma se prima queste tecnologie erano di Sia e venivano gestite a quattro mani con Mts, ora l’internalizzazione in Borsa del ramo d’azienda rischia che questa attività possa essere delocalizzata su altre sedi di Euronext. Secondo i sindacati, le decisioni chiave vengono prese a Parigi senza che ci sia un coinvolgimento del personale italiano. Alcune voci parlano del rischio di trasferimento di rami d’azienda alle borse di Porto o di Atene.

Parigi investe in tecnologia, ma inaugura un nuovo polo ad Atene
Proprio il 25 aprile il gruppo Euronext ha inaugurato in Grecia un nuovo polo tecnologico, alla presenza del ministro greco dell’Economia Kyriakos Pierrakakis e del suo omologo francese Roland Lescure. Per dare una idea dell’importanza che il governo francese assegna a Euronext, sistema di Borse europee che comprende i mercati di Milano, Amsterdam, Bruxelles, Lisbona, Dublino e Oslo e ruota intorno a Parigi, basta ricordare che il 19 marzo 2024 il presidente francese Emmanuel Macron in persona è intervenuto alle celebrazioni del decimo anniversario dello sbarco in borsa di Euronext. Da lungo tempo i sindacati stiano facendo pressione su Cassa depositi e prestiti, socio all’8% di Euronext, sottolineano i rischi di delocalizzazione tecnologica e di perdita di rilevanza di Borsa Italiana.

Scontro tra Cdp e il gruppo sul rinnovo del Cda
Solo nelle ultime ore e dopo aver perso un ricorso al tribunale di Amsterdam, sede legale di Euronext, Cdp ha presentato un ricorso d’urgenza al tribunale civile di Milano contro il gruppo per fermare il rinnovo del cda di Borsa Italiana, sostenendo che sono state violate le regole del patto tra i soci maggiori, e ha ottenuto per ora solo il rinvio al 5 maggio della parte straordinaria dell’assemblea sul rinnovo della governance. La stessa Cdp negli ultimi mesi sta intanto rafforzando la sua posizione in Nexi (di cui detiene il 19%) per proteggerla da possibili offerte di fondi esteri come Cvc, considerandola un asset strategico nazionale protetto dal Golden Power.

Modello federale solo sulla carta
Euronext ha completato nel 2021 l’acquisizione di Borsa Italiana dal London Stock Exchange Group in un’operazione da 4,3 miliardi di euro. Nell’ambito della transazione, Cdp e Intesa Sanpaolo hanno acquistato rispettivamente l’8,1% e l’1,55% di Euronext. La francese Caisse des Dépôts ha una quota dell’8,1%. I sindacati sottolineano che dall’acquisizione del 2021 il modello “federale” annunciato dal gruppo si è progressivamente trasformato in un accentramento decisionale verso Parigi. “Eppure, Borsa Italiana resta il principale motore economico di Euronext, contribuendo per oltre il 37% dei ricavi totali (669 milioni di euro nel 2025, quasi il doppio di Parigi)”, sostengono Fabi, First Cgil e Fisac Cgil.

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