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Flotilla: 173 attivisti sbarcati a Creta, due leader della missione trattenuti e portati in Israele dalla Marina. L’appello: “Rilasciate Thiago e Saif, tutti i governi facciano pressione” | La diretta

Il racconto della giornata dopo il blitz delle forze navali dello Stato ebraico nelle acque internazionali di fronte all'isola greca. Gli israeliani non rilasciano il palestinese con cittadinanza spagnola Abukeshek e il brasiliano Avila, Madrid parla di "rapimento". Sull'isola un corteo "scorta" i pullman con i partecipanti alla missione sbarcati
Flotilla: 173 attivisti sbarcati a Creta, due leader della missione trattenuti e portati in Israele dalla Marina. L’appello: “Rilasciate Thiago e Saif, tutti i governi facciano pressione” | La diretta
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La nuova missione della Global Sumud Flotilla si deve fermare a Creta. Ma Israele non si ferma: alle autorità di Tel Aviv non è bastato bloccare diverse imbarcazioni per un totale di 175 attivisti in acque internazionali al largo dell’isola greca, cioè dell’Unione Europea. Ha anche “scelto” chi rilasciare alle autorità greche e chi portarsi via, a bordo della nave della Marina. Così due figure simbolo della Flotilla non sono sbarcati, come tutti gli altri, dalla nave militare a bordo della quale erano stati raccolti gli equipaggi delle varie imbarcazioni abbordate e fermate in mare. Proseguiranno il viaggio verso Israele Thiago Ávila, 39 anni, ambientalista, conosciuto come uno dei frontmen della branca brasiliana della Global Flotilla. Seguitissimo sui social, si occupa di attivismo da circa 20 anni. Aveva già partecipato ad altre spedizioni umanitarie verso Gaza l’anno scorso. E’ “sospettato di attività illegali“, hanno spiegato gli israeliani senza precisare quali siano queste attività. Saif Abukeshek, palestinese nato in Cisgiordania, che vive a Barcellona e ha cittadinanza sia in Spagna che in Svezia, da oltre vent’anni e organizza iniziative di solidarietà con la Palestina. Israele lo sospetta “di affiliazione a un’organizzazione terroristica“.

22:35

LA DIRETTA DELLA GIORNATA | Flotilla, non tutti gli attivisti sbarcati a Creta sono liberi: “Abukeshek e Ávila portati in Israele”. L’equipaggio: “Sulla nave israeliana 40 ore di crudeltà premeditata”

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Ultimo aggiornamento 49 minuti fa

Gli israeliani hanno riferito che vogliono interrogare i due. Il governo di Madrid, da parte sua, ha chiesto il rilascio immediato di Abukeshek, con il ministro della Cultura del governo Sànchez che ha definito quello che gli israliani chiamano “trattenimento” in realtà come un “rapimento”. La Global Sumud Flotilla ha chiesto al governo italiano di condannare l’accaduto e assistenza legale per il rilascio degli attivisti imbarcati su navi battenti bandiera italiana, ricordando che in “Italia è stato aperto un procedimento per torture avvenute durante la precedente missione”. Al momento tuttavia da Palazzo Chigi si registra un silenzio tombale. “Chiediamo che tutti i governi facciano tutto il possibile per fare pressione sul regime israeliano affinché rilasci tutti i rapiti illegalmente” scrive sui social Global Sumud Flotilla. “Rilasciate Thiago e Saif ora!” è il messaggio.

Alla Procura di Roma è arrivato anche un esposto di un team legale con il quale si chiede il sequestro della nave della Marina israeliana “finché è in acque internazionali” motivato dal fatto che Abukeshek è stato preso, imbarcato e portato via mentre si trovava su uno scafo italiano, la Eros 1, quindi formalmente – com’è noto per il diritto marittimo – “territorio italiano“.

La situazione degli altri 173 attivisti rimasti sull’isola di Creta, 23 dei quali sono italiani, non è molto più trasparente, anzi. Intanto c’è la denuncia dei maltrattamenti che hanno raccontato di aver subito a bordo della nave militare israeliana, sulla quale sono rimasti per 40 ore: privati di cibo e acqua, costretti a dormire su pavimenti “deliberatamente e continuamente allagati“. E poi calci, pugni, le mani legate dietro la schiena. I social della Global Sumud Flotilla hanno fatto rimbalzare i video e le foto delle ferite subite dagli attivisti: nasi tumefatti, lividi sugli occhi, ematomi in faccia. “Quaranta ore di crudeltà premeditata” ha sottolineato la Flotilla in un comunicato.

Tutte da ricostruire e chiarire anche le ore successive allo sbarco a terra dei 173 attivisti sono sbarcati a terra. Pur essendo in maggioranza cittadini dell’Unione Europea, quindi coperti in teoria dai diritti di cittadini dell’area Schengen, sono stati “impacchettati” e chiusi in 4 pullman (dove sono rimasti anche ore, secondo il loro racconto, prima di partire) in direzione degli aeroporti di Creta, in particolare Heraklion. La notizia del trattenimento dei due leader della Flotilla da parte degli israeliani e del trasferimento dei restanti partecipanti alla missione per “spingerli” fuori dalla Grecia hanno provocato proteste sulla stessa isola di Creta. La più eclatante è stata senz’altro quella di un centinaio di manifestanti che prima ha bloccato il convoglio di bus e poi l’ha “scortato” – in sostanza rallentandone la marcia – improvvisando un corteo in mezzo alla strada, in parte formata anche dagli stessi attivisti della Flotilla.

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