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“Calci, pugni, a dormire su pavimenti allagati: 40 ore di crudeltà”: il racconto horror degli attivisti della Flotilla sulla nave israeliana. 60 in sciopero della fame

Le testimonianze dei partecipanti alla missione per Gaza bloccati dalle forze armate israeliane: "Non ci davano acqua e cibo, bagnavano deliberatamente la superficie su cui dormivamo. Per intimorirci hanno anche sparato"
“Calci, pugni, a dormire su pavimenti allagati: 40 ore di crudeltà”: il racconto horror degli attivisti della Flotilla sulla nave israeliana. 60 in sciopero della fame
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Privati di cibo e acqua, costretti a dormire su pavimenti “deliberatamente e continuamente allagati“. E poi calci, pugni, le mani legate dietro la schiena. E’ il racconto degli attivisti della Global Sumud Flotilla bloccati in acque internazionali dalla Marina israeliana. I maltrattamenti, secondo quanto testimoniano anche le immagini delle ferite, sono avvenuti proprio a bordo della nave della Marina di Tel Aviv. “Quaranta ore di crudeltà premeditata” viene detto.

14:57

La diretta della giornata | Flotilla, non tutti gli attivisti sbarcati a Creta sono liberi: “Abukeshek e Ávila portati in Israele”. L’equipaggio: “Sulla nave israeliana 40 ore di crudeltà premeditata”

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Ultimo aggiornamento 1 ora fa

La violenza, in particolare, sarebbe esplosa quando l’equipaggio della Flotilla ha reagito alla notizia che due di loro – Saif Abukeshek (spagnolo di origini palestinesi) e Thiago Ávila (brasiliano) – non sarebbero sbarcati con tutti gli altri a Creta, ma sarebbero stati “trattenuti” e portati in Israele per essere interrogati. A quel punto gli altri attivisti hanno opposto quella che definiscono “una resistenza pacifica”. “La risposta – raccontano – è stata di pura violenza”. “Sono stati presi a pugni e calci e trascinati sul ponte con le mani legate dietro la schiena – ricordano -. Hanno subito fratture al naso, costole incrinate e percosse sanguinose“. Il video a corredo del post social mostra le ferite subite dagli attivisti. Nel caos del momento, aggiungono, sono stati anche esplosi colpi di arma da fuoco per intimorirli.

Ora, spiega la Flotilla nella nota online, “l’incubo non è finito”. La polizia greca infatti “sta tenendo ora in trappola il nostro equipaggio malconcio sugli autobus”, negando loro la libertà di andarsene, “mentre Saif e Thiago sono stati rapiti e riportati nella Palestina occupata”. Sessanta attivisti per tutti questi motivi hanno subito iniziato uno sciopero della fame. “Questo è un attacco brutale contro civili innocenti. Non resteremo indifferenti”.

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