Non è stato il “casuale” errore in seguito a un bombardamento aereo. Asilo, mensa, e centro donne sono stati “rasi al suolo con i bulldozer israeliani”. A raccontarlo è Massimo Annibale Rossi, presidente dell’ong italiana Vento di Terra, che gestiva il Centro per l’infanzia di Um al Nasser ‘La Terra dei Bambini’, struttura finanziata dalla Cooperazione italiana. Il progetto nella Striscia di Gaza ospitava un asilo con 130 bambini dai tre ai sei anni, il centro donne per 70 madri e uno sportello pediatrico. Oltre al Centro è stata demolita la nuova mensa comunitaria inaugurata due mesi fa, che forniva pasti ai bambini e alle famiglie povere del villaggio.

“Inaccettabile e incomprensibile. Non ci sono spiegazioni per un atto del genere”, continua il presidente dell’ong Vento di Terra, chiarendo che “La Terra dei Bambini  rappresentava un’oasi a difesa dei diritti dell’infanzia che l’esercito israeliano, messo al corrente di tutte le fasi del progetto, ha deciso di distruggere” senza alcuna giustificazione. “Il centro era un punto di riferimento importante per la comunità locale beduina”, racconta Rossi, sottolineando come la struttura non sia mai stata utilizzata per scopi militari. Secondo gli operatori del Centro, le autorità israeliane erano perfettamente a conoscenza della sua esistenza dal 2011, ed erano state informate del progetto umanitario costato 300mila euro e finanziato dalla Cooperazione italiana, dalla Cei e dall’Ue che avevano promosso strutture di eccellenza con pannelli solari e una tecnica di costruzione particolare con sacchi di sabbia per attutire onde d’urto. “Ci sono delle regole dettate dalla Convenzione di Ginevra, dei doveri dell’esercito occupante”, continua il presidente dell’ong. “Visto che la struttura era stata finanziata dalla Cooperazione italiana chiediamo al nostro governo di chiedere conto alle autorità israeliane di quanto hanno fatto, e che sia presentata anche una richiesta di un risarcimento“, continua Rossi, sottolineando quanto i diritti dei minori palestinesi siano in pericolo.

“Le parti non possono continuare a ignorare gli appelli della comunità internazionale per una tregua umanitaria immediata ed un accordo per il cessate il fuoco”, è la risposta che arriva dalla Farnesina da Federica Mogherini. “Di ora in ora cresce il numero dei morti e dei feriti, bombe e razzi stanno distruggendo abitazioni ed edifici pubblici. Abbiamo saputo che è stato raso al suolo anche l’asilo di Um el Nasser, alla cui apertura aveva contribuito la cooperazione italiana”. Osservato come sia “positivo che le autorità egiziane abbiano deciso di aprire il valico di Rafah per consentire il passaggio dei feriti”, il ministro ha dichiarato che, in quanto presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea, “lavoreremo affinché il monito” per la tregua ed il cessate il fuoco “sia rinnovato con forza alla riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue martedì a Bruxelles”.