Adesso che il “Trio Cuor di Leone” (leggi don Cesare Prandelli, capitan Buffon e sor De Rossi) è riuscito nell’impresa di appiccicare l’etichetta di “Unico Colpevole” alla fronte di Balotelli, tutti ci sentiamo più sollevati. L’Italia torna a casa dopo due partite perse senza mai tirare in porta? Il Nuovo Corso azzurro era un aborto? Brasile 2014 è stato il bis del film horror di Sudafrica 2010? Colpa di Balotelli. Se don Cesare e i suoi due chierichetti avessero chiuso il giro delle sette tivù intonando il coro “Se saltelli muore Balotelli”, avrebbero solo messo la ciliegina sulla torta della loro mediocrità. Che Balotelli, però, contesta contrattaccando. “Sono Mario Balotelli – ha scritto ieri su Instagram – e non ho scelto di essere italiano. L’ho voluto fortemente perché sono nato in Italia e ho sempre vissuto in Italia (…) La colpa non la faccio scaricare a me solo questa volta, perché Mario Balotelli ha dato tutto per la Nazionale e non ha sbagliato niente (a livello caratteriale) (…) Fiero di aver dato tutto per il Suo paese. O forse, come dite voi, non sono Italiano. Gli africani non scaricherebbero mai un loro ‘fratello’. In questo noi negri, come ci chiamate voi, siamo anni luce avanti (…) Vergognose sono queste cose”.

Domanda n. 1: chi ha portato Balotelli ai Mondiali? Forse Rajola ha messo la pistola alla tempia del ct? No. Balotelli è stato scelto da Prandelli. Che si fidava del ragazzo al punto da escludere Pepito Rossi, uno che il gol al Costa Rica l’avrebbe segnato anche con la gamba ingessata. E allora: chi ha commesso l’errore più grave? Balotelli, che in fin dei conti ha fatto il Balotelli (una bella partita e due no, due cartellini gialli, una tenuta nervosa colabrodo) o Prandelli che ha puntato su di lui? Ci sono stati ct che hanno fatto scelte azzardate correndo i rischi del caso: come Bearzot, che a Spagna ’82 puntò su Paolo Rossi, reduce da due anni di stop per il calcio-scommesse, escludendo un iradiddìo come Pruzzo. Gli andò bene. Bearzot operava però nelle sue scelte una doppia lettura: tecnica e umana. E l’uomo veniva prima.

Domanda n. 2: che lettura ha fatto Prandelli dell’uomo Balotelli? Di sicuro ha preso una cantonata: perché Mourinho avrà anche esagerato dicendo che Mario “ha un solo neurone in sua testa”, ma la verità è che il rossonero è l’inaffidabilità fatta giocatore. Ve lo immaginate Bearzot che cementa il gruppo coccolando, sotto gli occhi di Zoff e di Scirea, un bulletto che appena mette piede in ritiro proclama: “Sarà il mio Mondiale”, poi segna un gol all’Inghilterra e dice: “Ne segnerò altri, ma in cambio voglio un bacio dalla Regina”? Bearzot uno così non l’avrebbe voluto nemmeno come cameriere a Coverciano. Prandelli invece ha fatto di Balotelli il Cristiano Ronaldo in maglia azzurra. E quando la Nazionale è andata a picco, è corso in tivù a piagnucolare: “Balotelli non capisce mai quando è nervoso e quando no”. Il Signore sia lodato. Sempre sia lodato.

Ora a restare col cerino in mano è rimasto l’appestato Balotelli; verso il quale la compassione può essere risparmiata perché qualche amatore voglioso di regalargli maglia e ingaggio milionario lo troverà di certo. Non Wenger (Arsenal) che ieri ha detto: “Non m’interessa, sono falsità messe in giro dai procuratori”; non Pippo Inzaghi, che a Milanello non vede l’ora che qualcuno svuoti il suo armadietto. Per il momento, al grido di dolore di Mario, sui social ha risposto la gente. “Macché italiano, negro o altro. Sei soltanto un presuntuoso. Il resto son fregnacce da prima donna”. “Presuntuoso, viziato, svogliato e mezzo giocatore! Vaffanculo a te e a chi ti ha portato in Nazionale!”. “Sei il giocatore più sopravvalutato degli ultimi 100 anni: gioca e chiacchiera meno”. “Essere un mezzo campione non è colpa tua, ma di chi ti esalta ingiustamente”. “Vederti in Nazionale è come avere un granchio attaccato ai coglioni”. Così andò in gol il tifoso-medio. Su assist di don Cesare. E dei fidi chierichetti Gigi e Daniele. Per la cronaca: pare che Prandelli abbia perso definitivamente la pazienza nell’intervallo di Italia-Uruguay. “Cambia atteggiamento o devo sostituirti”. E Balotelli non ha cambiato, anzi.

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