Ai tempi della Primavera con il Palermo, lo chiamavano Walterino, perché un po’ ricordava Walter Zenga. Stanotte, e forse non solo, Salvatore Sirigu da Nuoro si prende la porta della Nazionale nell’esordio mondiale contro l’Inghilterra. L’incoraggiamento è arrivato direttamente da Gigi Buffon via Facebook: “Forza grande Salvatore”, ha scritto il capitano degli azzurri, bloccato da un infortunio alla caviglia.

Tocca al 27enne sardo blindare la porta dell’Italia. Allo scorso Mondiale fu rispedito a casa dopo le pre-convocazioni, oggi diventa protagonista. Che fosse talentuoso lo si era capito già ai tempi di Palermo e lo ha confermato l’interessamento del Paris Saint Germain, dove è approdato come uno dei primi acquisti (fu pagato 3,9 milioni di dollari) dello sceicco Nasser Al-Khelaifi. Lì il palcoscenico europeo e la grande esperienza internazionale a consacrare il talento di un portiere, diventato tale per necessità. Da bambino Sirigu soffre di asma e il ritmo dei compagni non riesce proprio a tenerlo. Così l’allenatore della piccola scuola calcio nuorese “Puri e forti” gli guarda le grandi mani e decide: “Tu, vai in porta”. Poi il trasferimento a Venezia e, nel 2005, il posto che gli cambia la vita. Il direttore sportivo Rino Foschi lo porta a Palermo, dove difende i pali della Primavera ed esordisce in Coppa Italia e in Uefa.

L’anno successivo scende a mangiare la polvere in C, agli ordini di Emiliano Mondonico che di lui dice: “Occhio, è uno che farà strada nei prossimi quindici anni”. Dopo un anno in B ad Ancona, la profezia di Mondonico inizia a compiersi. Nel 2009 torna a Palermo e scavalca Rubinho. Chi lo allena? Walter Zenga. Walter lancia Walterino e lui ripaga con prestazioni di grande livello. Un’altra stagione in Sicilia, qualche svarione (ne prende 7 dall’Udinese in una sola partita) e poi il grande salto. Vola a Parigi con il compagno di squadra Javier Pastore per l’inizio dell’era araba. In 108 presenze con la maglia del PSG subisce 89 reti, vincendo il premio come Miglior portiere della Ligue 1 nel 2012-13.

Le porte di Coverciano si aprono con Marcello Lippi, ma esordisce grazie a Prandelli. Nel test contro l’Irlanda, penultimo appuntamento prima del debutto di stanotte a Manaus, ha salvato in almeno 5 occasioni la porta azzurra, risultando il migliore in campo. A poche ore da Inghilterra-Italia, Buffon lo incoraggia e lascia intendere che forse toccherà a Walterino difende i pali non solo a Manaus (“non sarà un’altra partita saltata o un altro mondiale”). Se la notte italiana sarà dolce, dovremo ringraziare l’intuizione di un allenatore di provincia che, vedendo quel ragazzino dalle mani grandi e il fiato corto, disse: “Tu, Salvatore, vai in porta”.

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