L’Italia è un cantiere aperto e contro la ruvida Irlanda non va oltre lo 0-0, rischiando in più occasioni tanto che il migliore in campo alla fine sarà il portiere Sirigu. Ma se c’è ancora tempo per registrare il gioco in vista dell’esordio mondiale, arrivano dall’infermeria le preoccupazioni più stringenti per Cesare Prandelli, che nell’undici iniziale schiera appena tre dei probabili titolari contro l’Inghilterra. E si tratta di sentenze definitive: Montolivo, toccato duro da Pearce dopo 8 minuti, ha riportato la frattura della tibia sinistra e salterà l’avventura brasiliana. Dubbi rimangono invece su Giuseppe Rossi perché nel via vai a centrocampo (dopo 38’ una botta alla testa ha mandato ko Aquilani, subentrato a Montolivo) l’Italia fa fatica a prendere in mano la partita e la punta azzurra ha pochi palloni a disposizione nei 70 minuti concessi dal ct che, dovesse valutare la convocazione solo su stasera farebbe fatica a giustificarla. Rossi entra nel vivo dell’azione due volte e ne scaturiscono altrettante finezze ma il vero test era riuscire a cercare i contrasti, affrontare la difesa con coraggio sgombrando la mente dall’infortunio di gennaio. Pepito più che fallire, non ne ha mai l’occasione. Vaga alla ricerca di una posizione che gli garantisca l’opportunità di puntare la porta ma non la trova, innervosendosi. Tanto che Prandelli a fine partita ha glissato: “Valutiamo il recupero. Decideremo domani”.

Bisognerà riflettere anche sulla mediana disegnata dal ct dove è sembrato in grave ritardo Thiago Motta e anonimo Marchisio. Nella prima ora di gioco, senza Pirlo e De Rossi, l’unica turbina del centrocampo è Verratti. Il “parigino” ha voglia e diventa il fulcro del gioco italiano, soprattutto durante i 30 minuti iniziali quando più volte apre per un volitivo Darmian e scodella al centro per Immobile, impreciso in fase di conclusione ma puntuale negli inserimenti. Quando cala il ritmo di Verratti e l’Irlanda inizia a macinare gioco, il centrocampo stenta anche in fase difensiva. Motta e Marchisio fanno poco filtro lasciando i centrali in balia degli attacchi irlandesi e Bonucci e Paletta imbarcano spesso acqua. L’oriundo del Parma, sotto esame, sbaglia disimpegni e viene saltato sistematicamente dagli avversari. L’occasione migliore per l’Irlanda nasce proprio da un buco del centrale gialloblu che innesca la testa di Long sul quale è provvidenziale un Sirigu, decisivo in almeno cinque occasioni.

Meglio gli esterni, soprattutto Darmian. Se De Sciglio svolge il compitino, il terzino del Torino sembra avere già la giusta carburazione nelle gambe. Si affaccia con continuità nella metà campo avversaria con corsa e prepotenza, tant’è che l’Italia costruisce spesso sulla sua fascia. Negli ultimi venti minuti c’è spazio per Cassano che alza subito il volume offensivo e spinge i centrocampisti verso l’area dell’Irlanda. Ma gli azzurri non vanno oltre un tiro fiacco di Marchisio e un botta di Parolo sull’esterno della rete. Sale così a sei la striscia di partite senza vittorie per l’Italia. L’ultimo successo risale al 10 settembre 2013, terzultima giornata del girone di qualificazione contro la Repubblica Ceca, vittoria che valse la qualificazione. Da lì in poi tanti (troppi) esperimenti per arrivare comunque a ventiquattr’ore dal momento delle scelte definitive con un pesante carico di dubbi. E una Nazionale ancora tutta da costruire. 

Italia (4-3-1-2): Sirigu, Darmian (87′ Abate), Paletta, Bonucci, De Sciglio, Montolivo (13′ Aquilani, 37′ Parolo), Thiago Motta (62′ De Rossi), Verratti, Marchisio, Rossi (71′ Cerci), Immobile (56′ Cassano). All.: Prandelli

Irlanda (4-5-1): Forde; Coleman, O’Shea, Pearce, Ward; Pilkington (58′ McClean), Meyler (85′ Green), Hendrick, McGeady, Hoolahan (67′ Quinn); Long (73′ Cox). All.: O’Neill

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