L’Invincibile Armata cola a picco bombardata dall’Olanda che vendica così la finale di Sudafrica 2010. Gli Oranje rifilano la “manita” alla Spagna di Del Bosque, ora a serio rischio passaggio del turno. Nella storia della Coppa mai i campioni in carica erano stati umiliati così all’esordio del Mondiale successivo.

Male, malissimo la Roja che tiene il campo nella prima mezz’ora, andando anche in vantaggio al 27’ con un rigore di Xabi Alonso concesso per l’atterramento in area di Diego Costa. Poi scompare, sotterrata dal talento offensivo dell’Olanda, spregiudicata e fresca. Sono le doppiette di van Persie e Robben a devastare la difesa spagnola, che rispetto all’ultimo mondiale ha perso Puyol e Capdevila. Ma a tradire la Roja è soprattutto Casillas, infilato in occasione del primo gol da un colpo di testa spettacolare di van Persie dopo una dormita della difesa e autore di due papere sui gol della sicurezza olandese. Il colabrodo difensivo della Spagna certifica quello che era il segreto più intimo di Del Bosque: prima del tiqui taca viene la chiusura del fortino. Tra Mondiali 2010 ed Europei 2012, i suoi avevano subito appena 3 gol. Nei primi 75’ in terra brasiliana ne subiscono 5. Se non è la fine di un impero, poco ci manca.

Anche perché la pessima serata, oltre ad avere ripercussioni psicologiche, mette già in serio pericolo il passaggio del turno e rende più che concreto l’incrocio con il Brasile negli ottavi in caso di qualificazione. In un girone di ferro, completato da Cile e Australia, una differenza reti così pesante dopo i primi 90 minuti costringe le Furie Rosse non solo a dover vincere ma anche a farlo con uno scarto largo perché in caso di arrivo a pari punti conterà il plus/minus dei gol fatti e subiti. E in fase offensiva, non è che la Spagna abbia brillato. Benino Diego Costa, male Torres e il centrocampo ha perso presto il controllo del ritmo con Xavi illuminante solo in occasione dell’azione dalla quale è scaturito il rigore del momentaneo vantaggio.

Merito anche di un’Olanda straripante che consacra il talento di van Persie, mai pienamente sfruttato in parte della sua carriera, e del duo RobbenSneijder. Dell’undici titolare questa sera, solo i moschettieri d’attacco e il mastino De Jong erano in campo a Johannesburg quattro anni fa. Van Gaal, ingaggiato dopo il pessimo europeo in Ucraina, ha rottamato tutto il rottamabile promuovendo i giovani dell’Under 21 e inventando un modulo insolito (5-3- 2) per il calcio spregiudicato tipico degli Oranje. Ha avuto ragione lui. Lì davanti, quei tre possono tutto, e la freschezza del resto della squadra è diventata determinante quando nel secondo tempo la Spagna è vistosamente calata sotto il profilo atletico. Tutto ribaltato: le Furie, stanotte, sono arancioni. I campioni del mondo sono rossi sì, ma di vergogna.

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