Quinto giorno di sciopero consecutivo per i dipendenti della metropolitana di San Paolo; la protesta sta bloccando il traffico cittadino e creando numerose tensioni tra polizia e manifestanti, nonostante sia già stata giudicata ‘illegale’ dal Tribunale regionale del lavoro. La città, che tra tre giorni ospiterà Brasile-Croazia, la partita di apertura dei mondiali, è ancora paralizzata. I lavoratori chiedono un aumento dello stipendio pari al 12%, che finora è stato negato dalla compagnia che gestisce la metropolitana, visto che il costo dei biglietti negli ultimi mesi è rimasto lo stesso. Il segretario generale del sindacato Alex Fernandes ha avvertito che se le autorità non apriranno una trattativa, i lavoratori cercheranno di bloccare la linea della metropolitana che arriva allo stadio Itaquerao, dove giovedì si affronteranno Brasile-Croazia. “Il governo sta dichiarando guerra ai suoi lavoratori. Dovrà sedersi a un tavolo con noi o non ci sarà servizio durante la Coppa del mondo”, ha annunciato Fernandes. 

Intanto la protesta ha sollecitato l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno usato gas lacrimogeni per disperdere circa 100 lavoratori della metropolitana da una stazione nel centro di San Paolo, Ana Rosa. L’azione delle forze dell’ordine ha sollevato le polemiche anche da parte di Alexandre Roland, altro leader dei sindacati: “È questo il modo in cui negozia il governo, con gas lacrimogeni e repressione”, ha dichiarato. I lavoratori in sciopero hanno proseguito la loro protesta marciando verso il cuore di San Paolo, dove avevano intenzione di unirsi a una manifestazione con vari gruppi di attivisti. Già nei giorni scorsi Amnesty International aveva lanciato l’allarme: “Coloro che scenderanno in strada per manifestare rischiano di andare incontro a una violenza indiscriminata da parte della polizia e dell’esercito, che stanno aumentando gli sforzi per controllare le proteste”. In vista dei mondiali, infatti, la presidente Dilma Rousseff ha messo in campo un massiccio schieramento di forze dell’esercitoIn questi giorni di sciopero, le autorità sono riuscite comunque a garantire un servizio limitato sulla metropolitana, ma nelle strade di San Paolo il traffico è andato letteralmente in tilt, tanto da provocare una coda di auto di oltre 200 chilometri nella giornata di venerdì.  In una città con oltre 20 milioni di abitanti, infatti, sono più di 4 milioni le persone che ogni giorno si spostano con i mezzi pubblici.