“Magistrati partigiani”, elettori di sinistra che hanno “un’idea di parte della giustizia”, sentenze con scadenza elettorale. Poi il processo a Marcello Dell’Utri “basato su un nulla giuridico” e “Berlusconi perseguitato” ma “lottatore” davanti a un rinvio a giudizio. Nel corso della sua carriera politica, l’ex ministro e ancora deputato di Forza Italia Giancarlo Galanper il quale la procura ha chiesto l’arresto nell’ambito dell’inchiesta sul Mose – si è espresso più volte contro la magistratura e la giustizia italiane. 

14 gennaio 2013 – Ruby, sentenza con “scadenza” elettorale
”Forse converrebbe verificare se per caso le sentenze del tribunale di Milano hanno una data di scadenza: entro il 24 febbraio” (tweet sul rifiuto del Tribunale di Milano di sospendere per legittimo impedimento il processo Ruby a carico di Silvio Berlusconi. Il 24 e 25 febbraio 2013 si sono infatti svolte le elezioni politiche) 

17 settembre 2011 – “Berlusconi perseguitato”
”Che Berlusconi sia un perseguitato non c’è alcun dubbio e credo che nessuno ce l’abbia. Quello che leggo in questi giorni sui giornali mi provoca due sentimenti. Il primo pensiero è: come può definirsi un paese libero quello dove si è certi che il tuo telefono sia intercettato? Dove si spendono centinaia di milioni di euro pubblici per ascoltare donne che si recano dove è pure libero recarsi? Manca un po’ di libertà o no in questo paese? Il secondo è un sentimento di simpatia per le donne che sono migliori di quello che appaiono e di come loro stesse, a volte, mostrano di essere” (intervento al convegno Pdl Veneto a Cortina pochi giorni dopo l’arresto di Giampaolo Tarantini per il caso escort a Bari)

5 maggio 2011 – “Gogna mediatica per Scajola”
”La gogna mediatica a cui è stato sottoposto Scajola per mesi è indegna di un paese come l’Italia. La totale estraneità dell’amico Claudio, a cui va come sempre il mio affetto, a ogni vicenda riguardante l’inchiesta sugli appalti del G8, è la vittoria della verità ma è anche la dimostrazione che c’è sempre qualcuno pronto a costruire processi mediatici per un solo fine, distruggere la persona e la sua vita privata”. 

13 gennaio 2011 – “Magistratura partigiana”
“La verità è che non esiste nessun giudice a Berlino, tanto è vero che l’odierna sentenza della Corte Costituzionale ci ricorda ancora una volta che la magistratura in Italia non perde nessuna occasione per confermare la propria partigianeria. Comunque il giudice supremo in ogni vera democrazia resta il popolo. E il giudizio del popolo è stato espresso più e più volte mediante votazioni che non lasciano spazio ad alcun equivoco” (nel giorno in cui la Consulta ha parzialmente bocciato il legittimo impedimento)

8 luglio 2006 – “Chi vota a sinistra ha idea di parte della giustizia”
“Rasserenate, di nuovo al comando, comunque rinvigorite dalla striminzita vittoria dell’Unione, le truppe scelte che amministrano la Giustizia nel nostro paese sono tornate a sollevare più di un interrogativo alle coscienze di molti italiani. Di molti non di tutti essendo noto che quella parte di italiani che vota per la sinistra ha un’idea assai di parte della Giustizia”.

3 maggio 2005 – “Palermo, insensato il processo a Mario Mori e al Capitano Ultimo”
”La giusta giustizia palermitana oggi ha aperto un processo insensato contro Mario Mori e il Capitano Ultimo, due servitori dello Stato, che hanno inferto colpi durissimi alla mafia e ai quali, incredibilmente, è stato negato il diritto a tutelare la propria sicurezza con l’imposizione della presenza in aula di telecamere, fotografi e giornalisti. Evviva i giudici Raimondo Lo Forti e Antonio Ingroia ostili a un processo a porte chiuse perché la giustizia + militante e progressista solo se c’è la televisiva intervista” (in occasione della prima udienza del processo apertosi oggi a Palermo sui fatti che precedettero la scoperta del covo di Totò Riina, nel gennaio 1993. Mori è imputato per l’inchiesta sulla Trattativa e il 9 giugno sarà davanti alla Corte d’assise di Palermo)

3 gennaio 2005 – “Rispetto al giudice che ha liberato chi si è limitato a non uccidere”
”Chiedo rispetto e comprensione per il giudice che a Roma ha immediatamente rimesso in libertà chi si è limitato a non uccidere il capo del governo di un Paese rispettato e onorato in Europa e nel mondo, essendo un Paese beneficiato da un’opposizione all’altezza del compito e da un sistema della giustizia sempre trasparente, comprensibile, mai paradossale. O no?” (sull’aggressione avvenuta a Capodanno a Roma al premier Silvio Berlusconi. Un muratore di Mantova, Roberto Del Bosco, lo aveva colpito col treppiedi della macchina fotografica)

13 dicembre 2004 – “Processo farsesco a Dell’Utri, basato sul nulla giuridico”
La sentenza di Marcello Dell’Utri condannato a 9 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa in primo grado ”è l’espressione di un processo farsesco perché basato sul nulla giuridico del concorso in un concorso per commettere delitti, senza l’indicazione puntuale dei delitti e la punizione puntuale dei delitti, in un quadro di responsabilità penale personale, un dettaglio per il nostro sistema di ingiustizia. Pensieri di Giuliano Ferrara, parole e pensieri che faccio miei” (Il 9 maggio 2014 la Cassazione ha confermato definitivamente la condanna a 7 anni per Marcello Dell’Utri per concorso esterno in associazione mafiosa. L’ex senatore è latitante in Libano)

3 dicembre 2004 – “Sgomento davanti a giudice ‘educatore'”
”A Verona sono state inflitte delle pene che appaiono particolarmente punitive nei riguardi di chi ha protestato contro gli eccessi, le prevaricazioni, gli abusivismi di chi abusa delle nostre regole democratiche e lo fa non perche’ e’ uno zingaro, ma perché si ritiene legittimato a non rispettare norme e leggi. La mia solidarietà alla Lega e ai suoi esponenti e il mio sgomento di fronte ad un giudice che si ritiene investito del ruolo di ‘educatore”’ (in riferimento alla sentenza emessa dai giudici di Verona nei confronti di sei esponenti della Lega)

5 febbraio 2004 – “Rapporti tesi tra politica e giustizia”
”Il congresso dell’Associazione nazionale magistrati è chiamato a dare molte risposte in un momento in cui non c’è armonia nei rapporti tra politica e giustizia. Rapporti tesi, a volte aspri e che determinano una condizione di malessere. Un malessere però in atto da decenni, e in cui, fondamentalmente, a non essere più tutelata è la natura stessa della nostra democrazia” (durante l’intervento alla cerimonia di inaugurazione del congresso dell’ Anm)

17 gennaio 2004 – “Giustizia non funziona? Dipende dai magistrati”
”La relazione è stata brillante e spiritosa, ma faziosa. La critica costante alla politica non è una novità, ma la magistratura dovrebbe guardare anche al suo interno. Si dice sempre che non ci sono risorse, ma è vero anche che non c’è giustizia fuori del processo, e quando non c’è una sentenza non c’è giustizia. Evidentemente c’è un meccanismo che non funziona, e ciò dipende anche dai magistrati” (commento alla relazione del pg Ennio Fortuna per l’apertura dell’anno giudiziario)

12 gennaio 2002 – “Tentazione di alcuni magistrati di essere un potere”
“Nel disegno di alcuni magistrati, pochi per fortuna e sempre più isolati, si fa strada la via politica, la tentazione di essere un potere e non un ordine. Si assiste allo spettacolo di una piccola parte della magistratura, concentrata nella Procura di Milano, che fa politica e non fa amministrazione della giustizia”. 

27 novembre 1999 – “Berlusconi lottatore”
”A parte ogni considerazione riguardante la gravità dell’attacco sferrato da una parte della magistratura politicizzata contro il capo dell’opposizione suscita ammirazione la forza e la dignità con cui Silvio Berlusconi si difende e reagisce a un accanimento che dura ormai da cinque anni”. Si tratta di ”una persecuzione che avrebbe abbattuto chiunque […] Ma non un vero e proprio lottatore come il leader di Forza Italia, un uomo che ha costruito un impero economico ormai di dimensioni europee e dato vita in pochi mesi ad un partito che ha sbaragliato la sinistra italiana, e che tutti i sondaggi danno per vincente alle prossime elezioni politiche”. Ma ”sono proprio questi risultati che hanno scatenato, da parte degli eredi del Partito Comunista Italiano, una persecuzione giudiziaria che non ha eguali in Europa contro il capo dell’opposizione democratica” (dopo il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per l’inchiesta sulle cosiddette “toghe sporche”)