Il bersaglio numero uno è sempre lo stesso: il Movimento 5 Stelle. Negli ultimi giorni di campagna elettorale, il presidente del Consiglio Matteo Renzi continua a cercare i “voti degli elettori M5s delusi” a suon di comparsate tv e collegamenti radiofonici. Perché, dice, “l’Italia merita di più degli insulti e degli urli e dei vaffa”. E questa mattina, ai microfoni di Rtl, il segretario del Pd invita, come ha fatto nei giorni scorsi, a non votare per pagliacci e buffoni. “Non abbiamo bisogno di show e pagliacciate al Parlamento europeo: non abbiamo bisogno di chi sale sul tetto”. Il riferimento è alla protesta dei 12 parlamentari 5 Stelle saliti sul tetto di Montecitorio per assicurarsi che la proposta di riforma della Costituzione non stravolgesse la Carta. Renzi ha poi spiegato che abbiamo bisogno di “serietà”, di “persone preparate che portino avanti gli interessi dell’Italia”. Non mancano le critiche al cofondatore del Movimento Gianroberto Casaleggio: “Se qualcuno pensa che sia lui a dover guidare l’Italia in Europa è giusto che voti 5 stelle, ma la mia impressione è che ci sia da parte del Pd maggiore forza per cambiare l’Europa“. E ancora: “Sto combattendo come un pazzo, come un leone per dire: non credete a chi vi dice che la democrazia è morta, la Repubblica è finita, l’Italia non ha chance. Chi vi dice questo vi sta ingannando”. Riferendosi ai toni di Grillo osserva che “l’urlo ti dà la sensazione di star bene per cinque minuti ma poi torna la vita. Io voglio cambiare il Paese – afferma – Con grande determinazione, umiltà e serenità, noi questo Paese lo cambiamo”. 

Al di là dello scontro Renzi-Grillo, negli ultimi giorni la campagna elettorale è stata scandita anche dagli insulti tra l’ex comico e Berlusconi. L’ex Cavaliere ha infatti definito “un assassino e un pregiudicato” il leader M5s, che ha replicato definendolo “un pover’uomo” che “zampetta in tv per salvare le sue aziende”. “Se le stanno dicendo di tutti i colori – dice Renzi– e io li lascio fare perché noi abbiamo da governare, loro possono passare il tempo a insultarsi quanto vogliono. Se vogliono darsi di Hitler e dintorni facciano, è un problema loro. Mi fanno anche tristezza, ma io governo”. A fronte dei milioni di italiani ancora incerti sul voto del 25 maggio e del rischio astensionismo osserva: “E’ importante che i cittadini votino. Da presidente del Consiglio dico: andiamo a votare perché se non votiamo l’Europa non si occupa di noi”. In un colloquio col Corriere della Sera, poi, Renzi spiega che per riportare al voto gli indecisi sono stati mandati al Sud e in Sicilia “tre ministri che fanno presa: Maria Elena BoschiGiuliano Poletti, titolare del dicastero del Lavoro, e Graziano Delrio che si occupa dei Fondi europei”. Una mossa elettorale che Renzi e il suo portavoce Filippo Sensi hanno definito operazione Argo, come il film diretto e interpretato da Ben Affleck che ricostruisce la liberazione di alcuni ostaggi americani a Teheran.

Il voto di domenica, però, non cambia niente sul fronte del governo. “La legittimazione” dell’esecutivo, ribadisce il segretario Pd a Rtl, “non arriva dalle elezioni europee”, anche perché “il presidente del Consiglio è eletto dal Parlamento non dal popolo”. Dunque “da lunedì non cambia niente per il governo italiano perché la formazione del Parlamento resta la stessa di ora”. E, aggiunge, “anche se il Pd arrivasse primo alle europee, ipotesi alla quale io credo, non cambierebbe niente neanche in positivo”, aggiunge. Ma se il Pd “arriva primo è più forte la nostra forza a livello di Europa“. Commentando l’intervento di Beppe Grillo a Porta a Porta, Renzi afferma che il leader del Movimento 5 Stelle “non ha preso voti né li ha persi”, “la sua è stata una prestazione senza infamia e senza lode”.“Io non sono preoccupato – sottolinea il presidente del Consiglio al quotidiano di via Solferino, – so che non ci sarà nessun sorpasso del Movimento 5 Stelle, anzi il sorpasso lo faremo noi, visto che alle politiche erano loro il primo partito. Poi è chiaro che mi piacerebbe vedere il numero 3 davanti alla percentuale del risultato del Partito democratico, io sono fatto così, non mi accontento mai. Però l’importante è vincere”. “Per noi – prosegue – è importante non essere inglobati nel solito copione dello scontro all’ultimo sangue, anche perché così la gente non capisce quello che succede”. Ritiene siano “stupidaggini” le ipotesi di “voto dopo le Europee” visto che, puntualizza, “abbiamo sempre detto che auspichiamo la stabilità. C’è la possibilità reale di portare fino in fondo le riforme”. Ad ogni modo “non vivacchieremo”, “ma questo con il risultato delle Europee non c’entra niente”.

Non fa pronostici su vincitori e partiti, ma si augura “che vinca l’Italia“. “Se fossero la politiche dire io voglio vincere, con rispetto per gli altri. Però alle elezioni europee mi interessa che l’Italia sia credibile”, spiega il premier a Rtl. “L’ultima volta è arrivato prima Grillo, poi Bersani e poi Berlusconi. Io spero che la classifica cambi e che possiamo arrivare al primo posto, molto dipenderà da quanta gente va a votare, se le persone avranno voglia di scommettere sul cambiamento dell’Italia dell’Europa. Io vorrei che si smettesse di credere a chi scommette sulla disperazione, perché l’Italia non è di chi la governa ma dei cittadini e se i cittadini dicono ‘l’Italia è anche mia’ finiamo con il modello dei leader, dei proprietari dei partiti, perché ora è tempo di scommettere sul futuro”. 

Alla luce degli scandali che hanno travolto la politica italiana, dagli appalti Expo al caso Scajola, propone di mandare “a casa per sempre” i politici che rubano con “il daspo” dai “palazzi del potere” ma ricorda che “bisogna avere anche la forza di dire che ci sono politici onesti”. Sulla richiesta di arresto del pd Genovese, “alcuni dei miei han detto ‘non si potrebbe’ – ricorda -, ma ho risposto ‘la legge è uguale per tutti, dobbiamo dimostrarlo per primi. Questo è fare pulizia”.