”Il problema di Grillo e Berlusconi è che devono sapere che si vota per le Europee. Non è che il giorno dopo le elezioni cambia il governo”. Matteo Renzi vuole che il concetto passi chiaramente: le elezioni europee di domenica 25 maggio non sono un test pro o contro il suo governo. Il messaggio è rivolto a Beppe Grillo che in tutti i comizi e le comparsate televisive lo ripete come un mantra: “Questi sono gli ultimi giorni di Pompei, sta venendo giù tuttodiceva il fondatore del Movimento cinque stelle giusto stamattina – Il Parlamento e il Quirinale non hanno più una base, sono delegittimati. Vinceremo le europee e andremo sotto il Quirinale, in forma pacifica”, perché “Matteo Renzi e il presidente Napolitano devono dimettersi”. Macché dimettersi, replica il premier in carica dagli studi di ‘Pomeriggio cinque’ davanti a Barbara D’Urso: “Se Grillo va sotto il terrazzo di Napolitano gli andrà a fare una serenata perché altro non può fare”.

Ma che, invece, le elezioni europee siano anche un test a livello nazionale lo conferma Renzi stesso nel corso della seconda trasmissione a cui partecipa in giornata: “Sono un derby tra chi crede che l’Italia debba contare in Europa e chi crede siano un sondaggio per la politica nazionale – dice il presidente del consiglio a ‘Bersaglio mobile’ intervistato da Enrico Mentana – Io credo che questo sondaggio lo vinciamo ma spero che gli italiani vadano a votare per l’Europa”. Qualche ora prima , sempre Renzi aveva detto: ”Domenica c’è da fare un derby, non tra Inter e Milan, ma tra chi pensa che il futuro dell’Italia sia evocare terrore e giocare sulla sconfitta e chi pensa di avere mille limiti ma si mette in gioco e prova a cambiare le cose”. Test, derby, sondaggio: un linguaggio da competizione sportiva più che da consultazione elettorale.

A cinque giorni da voto, continua, dunque, la battaglia tra i tre protagonisti del voto europeo. In un continuo botta e risposta tra Renzi-Grillo-Berlusconi, il segretario Pd replica a quello che ritiene il suo avversario numero uno, protagonista, questa mattina, dell’ennesimo attacco a Napolitano e reduce dagli studi di ‘Porta a Porta’ in cui, per sua stessa ammissione, è andato a “convincere gli anziani” ottenendo un boom di ascolti. ”Grillo non è pericoloso, è un cittadino come gli altri che offre un’opportunità agli italiani, andando avanti con la disperazione e la rabbia – spiega Renzi intervistato da Barbara D’Urso – Ma io non insulto chi non vota per noi e non insulto come lui ha fatto con me ieri da Vespa”. “I miei esperti – ha aggiunto – mi dicono che devo attaccare, ma io non ce la faccio. Io ho rispetto per chi vota M5S, ho un’idea dell’Italia più dolce, più bella e più gentile, dove ci si rimbocca le maniche insieme per uscire dalla crisi”.

Di fatto, il voto per le europee e le amministrative sarà una scelta di campo tra due proposte inconciliabili. Da un lato, secondo il leader del Pd, “chi evoca terrore”, dall’altro chi “prova a cambiare”. Da un lato la “vecchia politica”, sostiene invece il leader dei 5 Stelle, dall’altro “le persone perbene”. Un derby, in ogni caso. Tra due contendenti, Renzi e Grillo. Con Silvio Berlusconi costretto a inseguire. E attaccare, ricordando, ancora una volta, la condanna di Beppe Grillo per un incidente stradale di molti anni fa: l’ex comico, sibila il leader di FI, “è un assassino“. Lui, replica lapidario Grillo, “è un pover’uomo“.

Si vota in tutta Italia. Un voto delicato come non mai per l’Europa, “attraversata da pulsioni e populismi che – avverte il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – mettono in discussione struttura e obiettivi della costruzione comune”. Ma Grillo, che “populista” si definisce con fierezza, vuol declinare il risultato in chiave tutta interna. E’ un voto “politico” e “Renzi – assicura – ha capito di aver perso”. Per il premier sono “gli ultimi giorni di Pompei”, provoca il leader M5S, che punta a un bis delle politiche 2013 per poi provare a terremotare governo e Colle: “Andrò sotto il Quirinale” a protestare contro un presidente “delegittimato”, ribadisce. Ma il commento di Napolitano è tranchant: “C’è libertà di parola“. 

Per ciascuno dei contendenti quella del 25 maggio sarà in ogni caso una partita cruciale. Anche per Berlusconi, che si ritrova per la prima volta terzo, a inseguire. E lancia raffiche di accuse contro l’avversario Grillo: “Con colpa ha ucciso tre amici” in un incidente stradale, arriva a scandire davanti alle telecamere. “E’ condannato per omicidio plurimo colposo, pregiudicato e assassino e ha scampato la prigione”. Senza considerare che “non faceva spettacolo se non era pagato in nero” e ora, con toni da “Hitler“, guida un elettorato che cerca “vendetta e sangue”. Un ritratto che però Grillo quasi snobba non ritenendo l’ex premier il vero avversario da comabbatere: l’ex Cav, afferma, è un “pover’uomo che non crede più in quello che dice” e “zampetta da una tv all’altra per salvare le sue aziende, non gli elettori”.

“Sono andati tutti fuori di testa, dicono cose folli”, osserva Angelino Alfano che vede nell’elettorato moderato uno “spazio enorme” per il Nuovo centrodestra. Ma per Ncd, in bilico sulla soglia di sbarramento, arriva un preoccupante colpo dall’arresto di Paolo Romano, presidente del Consiglio regionale della Campania e candidato nelle liste Ncd alle europee. Una misura che, osserva il ministro dell’Interno, sarebbe stato meglio arrivasse prima delle candidature o dopo il voto, per non generare “nell’opinione pubblica il sospetto di un intervento a tre giorni dal voto”