“Questi signori non li ho mai visti. Credo che giustamente la procura farà la sua parte”. Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, prima in una intervista, poi alle agenzie di stampa, due giorni fa, il giorno degli interrogatori di garanzia dei componenti della “cupola” degli appalti Expo, era stato categorico. Ma nelle stesse ore Gianstefano Frigerio, ex Dc, ex Fi e collaboratore dell’ufficio politico di Bruxelles del Ppe e bollato come “un millantatore” dal ministro, spiegava al gip di Milano Fabio Antezza che l’esponente del Ncd lo ha incontrato “quattro volte negli ultimi dodici mesi”.

Delle due l’una: o l’ex deputato millanta o il ministro mente. Prima ancora che una questione giudiziaria il caso Frigerio-Lupi diventa politico. Esattamente come il mistero Primo Greganti, l’ex compagno G collettore delle tangenti del Pci, poi iscritto al Pd e ora in carcere perché accusato il referente delle cooperative rosse nella cupola che manovrava gli appalti. Greganti è stato più volte pedinato dagli investigatori fino alle porte del Senato, ma di questi accessi nei registri di Palazzo Madama non c’è traccia. Con chi si incontra Greganti? Con quali dei politici che più volte vengono nominati nelle intercettazioni? E di cosa parlavano? Di appalti, di nomine?  

Dalle intercettazioni – chiacchiere sì ma senza sapere di essere ascoltati – il quadro che emerge è chiaro: per gestire, pilotare e inquinare gli appalti per Expo 2015 e non solo, bisognava interessare e agganciare o parlare con politici: i nomi usciti sin dal primo giorno erano bipartisan: Berlusconi, Bersani, Maroni e Lupi. Un quadro illecito per la Procura di Milano e per il gip che ne ha parzialmente accolto le richieste.

Lupi, la vita da miliardario e il biglietto per raccomandare Rognoni. Frigerio parla dei pellegrinaggi ad Arcore, ma anche degli incontri veri o presunti con Silvio Berlusconi (“più volte ma quasi mai da solo”) e Roberto Maroni (“ma una sola volta”). L’ex deputato Dc, che in una intercettazione con Sergio Cattozzo (ex segretario regionale Udc) parlando del ministro dice “fa la stessa vita da miliardario di Formigoni”, sembra di fatto smentire il ministro. Che però, a suo dire, non avrebbe mai ricevuto, (come si legge invece in una intercettazione ambientale del 29 aprile 2013) un biglietto con il nome di Antonio Rognoni (ex dg di Infrastrutture Lombarde arrestato lo scorso 20 marzo e riarrestato con gli uomini della cupola) “per suggerirglielo come presidente Anas”. 

Lupi nega e smentisce, ma il suo nome è uno dei più gettonati. Dicono che addirittura che Luigi Grillo, ex senatore, per lui è una sorta di “sottosegretario”. Mentre il costruttore Enrico Maltauro, anche lui arrestato nell’inchiesta Expo, in una intercettazione del 21 novembre, dice che il 27 vedrà il ministro a Milano a un convegno di cui è relatore. Anche se nel pomeriggio di quel giorno un intervento del ministro era previsto in un question time alla Camera. 

Gli indagati parlano del ministro in molte occasioni e per i più svariati argomenti: è il 14 ottobre quando gli investigatori che intercettano gli indagati registrano l’intenzione di Maltauro che dice a Frigerio che vorrebbe organizzare una cena a tre incontro a Roma. Il nome di Lupi ritorna nelle conversazioni del costruttore e dell’ex deputato il 14 ottobre 2013: Frigerio “… Son d’accordo… poi, la terza cosa che dovevo fare… un compito che avevo… ho parlato con Lupi… per la Libia .. e ho parlato anche con Sanese… per farmi avere anche la copertura… son d’accordo tutti e due, gli va bene… io consiglierei una cosa, concretamente… per Lupi, siccome lui fa fatica un po’ a parlare.. è un po’ uno che se non siamo da soli quindi capita lì c’è una persona che è un comune amico nostro, che gli fa un proprio da assistente… che è Gigi Grillo (ex senatore Fi arrestato, ndr) … e questa qua si può benissimo affidare a Gigi… perché Lupi e Gigi si vedono in continuazione perché lui gli fa praticamente da sottosegretario... sempre lì… perché … io quando gliene ho parlato, poi mi ha detto ‘tu con Gigi’ gli ho detto ho capito non andare avanti col discorso… “. Maltauro ascolta e dice: “Vado mercoledì a trovarlo…”, l’ex deputato aggiunge che vedrà Grillo e che può accennare, ma il costruttore sembra deciso: “… Sì sì ma io vado mercoledì a trovarlo…”. Gli indagati introducono anche altri argomenti: la metropolitana e la Città della Salute. Appalto importantissimo di cui parlano – nell’aprile del 2013 –  Frigerio con Cattozzo sottolineando ancora che Lupi “amico di quelli di Manutencoop” (Bologna) e che questi, “insieme ai ciellini”, sarebbero già intervenuti per fargli fare da capocordata nel progetto del polo ospedaliero da costruire sull’ex area Falck. Frigerio sostiene di conoscere bene i legami che ci sono tra Manutencoop e i “ciellini” tant’è che, negli ultimi anni, con Roberto Formigoni, avrebbero già ottenuto importanti lavori. 

L’appalto per la Città della Salute: “Vediamo di incanalare la roba”. Delle coperture politiche al raggruppamento d’aziende “sponsorizzato” per la Città della Salute parlano in un’altra conversazione, del 26 novembre scorso, Frigerio e Danilo Bernardi, manager della Manutencoop. Il primo raccomanda al secondo l’opportunità di curare i rapporti con gli uomini politici di riferimento nella Lega che risponde: “Noi stiamo dialoghicchiando col suo entourage (riferito a Tosi; ndt.)… stiamo tessendo… ”), e garantisce di “incanalare” la proposta rispetto ad esponenti di spicco del mondo ciellino: “Mettere a posto con loro… capisco io anche coi vertici, con Lupi così… ogni tanto parlo con Lupi… quando io l’ho informato di quale strategia avevo in mente lui era d’accordo… ogni tanto ne parliamo lo facciamo molto riservatamente. Quando ne parliamo vediamo di incanalare la roba…”. Ma, scrivono gli inquirenti in una nota della richiesta d’arresto, “occorre peraltro evidenziare che, allo stato, non sono emersi contatti diretti o mediati tra Frigerio ed il soggetto menzionato nel corso del citato colloquio”. 

L’ex compagno G, l’uomo (anche) delle nomine. Le manovre della cupola non erano finalizzate all’inquinamento degli appalti, ma anche a posizionare gli uomini giusti. È del 28 ottobre l’intercettazione di cui è protagonista l’ex dg di Infrastrutture Lombarde Antonio Rognoni (arrestato il 20 marzo scorso e giovedì, ndr). Argomento della conversazione è il futuro professionale di Rognoni. Un futuro da decidere a Roma dove per il 6 novembre successivo è previsto l’incontro con Grillo e Greganti. A parlare è Frigerio: “Una serata a Roma in maniera che io te e Primo definiamo…(…) perché cominciamo già a lavorare sulla grande ondata di nomine che c’è a primavera… (…) dalle Poste, Finmeccanica, (…) c’è Eni c’è Enel c’è Terna, ci son tutte”. Come poi l’ex compagno volesse lavorare e grazi a quali politici sarà l’inchiesta a determinarlo. 

Gli investigatori hanno accertato che Greganti entrava in Senato quasi una volta la settimana, di mercoledì, ma naturalmente nessuno di loro si è potuto spingere oltre la soglia di palazzo Madama senza la necessari autorizzazione. Di conseguenza, dagli atti dell’inchiesta Expo non emerge chi sono i suoi interlocutori. Il senatore Pd Felice Casson, già magistrato a Venezia, a chiesto in un’interrogazione i dati sugli accessi di Greganti, ma ieri un blackout del sistema informatico ha ritardato l’accertamento. Sistemato il guaio, il sistema ha restituito una risposta: zero accessi a nome Primo Greganti. Il che ha suscitato i peggiori sospetti d parte del Movimento 5 Stelle, che denuncia una possibile manomissione per far sparire ogni traccia del redivivo “compagno G”. 

 

In serata arriva la nota ufficiale del Senato: “Non risultano accrediti a nome Greganti”. Nella nota si afferma anche che il blackout di ieri non ha provocato “nessuna conseguenza” sulla “corrispondenza in ingresso, né sulla conservazione di tutti i dati contenuti nei server, ivi compresi quelli relativi alla registrazione degli accessi ai Palazzi”.