Le anticipazioni sono state confermate: il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha annunciato un nuovo concorso della scuola per il 2015. La semplice intenzione, dunque, è diventata ufficialità. La titolare di viale Trastevere ha spiegato i dettagli del piano del Miur nel corso di un “question time” alla Camera: 17mila posti a partire dal 2016. E un pensiero per le esigenze di tutti: precari storici, neoabilitati, idonei non vincitori del Concorsone 2012. Anche se in realtà i termini del nuovo bando confermano i dubbi ventilati da più parti negli scorsi giorni. Soprattutto da quelli che aspettano il concorso come unica prospettiva concreta di assunzione.

Del resto, è stato proprio il ministro ad affermarlo: “Il concorso è di fatto l’unico modo per garantire a tanti nuovi abilitati, e tra questi tantissimi giovani che si sono formati recentemente e scelgono l’insegnamento nella scuola per passione e vocazione, di poter avere una possibilità in tempi ragionevoli di entrare di ruolo”. Peccato, però, che la promessa dell’ex ministro Francesco Profumo di bandire prove a regolare cadenza biennale sia già stata disattesa. Contrariamente a quanto speravano i docenti (e gli stessi dirigenti del Ministero), il bando verrà promulgato solo nella “tarda primavera” del 2015 (e non a fine 2014). E così le immissioni avverranno a partire dall’estate 2016. Quattro anni dopo il 2012, esattamente il doppio rispetto al previsto.

Il perché è presto detto: complici i ritardi nell’espletamento delle prove e nella formazione delle graduatorie, e la presenza delle Graduatorie ad Esaurimento (cui per legge spetta il 50% di posti ogni anno), il Concorsone 2012 è ancora lontano dall’essere assorbito. Aveva messo in palio oltre 11mila posti: finché non saranno stati tutti assegnati è impossibile procedere con nuove prove e assunzioni. Per questo il Miur prende tempo. E l’ attesa dei laureati più giovani che non hanno fatto a tempo ad iscriversi nelle graduatorie si allunga.

Temporeggiando il Ministero conta di risolvere anche altri problemi. Esaurire, appunto, i vincitori dell’ultimo concorso. Svolgere il secondo ciclo di Tirocinio Formativo Attivo, e permettere ai circa 29mila vincitori di abilitarsi in tempo per partecipare alle prove. Sempre a proposito di Tfa, in questi giorni il Ministero dovrebbe anche chiarire quale sarà il pacchetto di punti per valorizzare il titolo abilitante ordinario rispetto a quello speciale assegnato dai Pas (e la sua quantificazione scatenerà sicuramente nuove lamentele, dell’uno o dell’altro fronte).

E poi c’è la questione degli idonei del concorso 2012, quei candidati che hanno raggiunto il punteggio minimo previsto dal bando, ma non sono rientrati nei primi 11.542 della graduatoria. La loro protesta va avanti da mesi, potrebbe trovare un lieto fine il prossimo anno: Giannini, infatti, ha annunciato che, in attesa del nuovo concorso, nel 2015/2016 ci saranno complessivamente 14mila immissioni in ruolo, “di cui la metà, circa 7mila, andrà a chi ha superato il concorso del 2012 ma non era risultato vincitore”. Per il futuro, però, sarebbe il caso di chiarire preventivamente se il bando prevede un numero chiuso di posti o un punteggio minimo oltre il quale si risulta tutti i vincitori. Per evitare ulteriori problemi, anche nel 2016.

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