“Ora voto online sul disegno di legge elettorale. Venga Renzi a vedere la nostra proposta”. Non proprio seduti allo stesso tavolo, ma un incontro sui fatti concreti che sia con il segretario del Partito democratico o con qualsiasi altra forza politica. Il neo capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, Vincenzo Maurizio Santangelo, festeggia il referendum sul web di poche ore fa e pensa già alla prossima battaglia. Perché la consultazione che avrebbe dovuto spaccare il gruppo, l’ha invece rafforzato e ora lo schema può diventare un’abitudine: chiedere agli elettori e poi andare avanti nel merito. Con chi ci sta. E sulla legge elettorale i 5 Stelle si vogliono far trovare pronti: da una parte la proposta Parlamento pulito presentata in Senato, dall’altra il ddl scritto da un gruppo di deputati e senatori, il Toninellum (dal nome di uno dei promotori, Danilo Toninelli) ovvero un proporzionale a piccole circoscrizioni, molto simile al sistema spagnolo proposto da Matteo Renzi.

Appena chiuse le votazioni sul reato di immigrazione e siete già pronti ad un nuovo referendum?
Ieri è stata una grande vittoria della democrazia diretta, del Movimento 5 Stelle, di Grillo e Casaleggio. Abbiamo visto che la strada di chiedere ai cittadini la loro opinione è corretta e funziona. Ora vedremo nella forma come procedere e se fattibile per il futuro. Soprattutto ci preoccupano i colpi di mano e i tempi dettatati da queste istituzioni, ma la nostra intenzione è quella di lavorare concretamente in quella direzione. La decisione più urgente riguarda sicuramente la legge elettorale.

Quali le alternative che proporrete alla rete?
Ancora è presto per dirlo. Di sicuro la base da cui partire è quella della legge per il Parlamento pulito già proposta in Senato. E il disegno di legge studiato dai nostri colleghi, un proporzionale con circoscrizioni piccole. Di fatto è l’unico disegno depositato e pronto. Degli altri non abbiamo notizia. Non abbiamo visto nessuna proposta concreta da parte degli altri schieramenti politici.

Perché se ci fossero, le potreste discutere?
Certo, lo facciamo e lo abbiamo sempre fatto. Basta andare a vedere il nostro lavoro nelle commissioni e in Aula.

E quelle di Renzi non sono proposte?
Dove sono? Si riferisce alle parole e alle  proposte campate in aria? Dovremmo smettere di vedere il sindaco di Firenze come un messia sceso dal cielo. E’ un politico come un altro. Presenti in Parlamento le sue proposte, ci faccia vedere questi disegni di legge e li valuteremo come valutiamo quelli di tutti gli schieramenti politici. Ma visto che ancora non abbiamo visto nulla di concreto, perché non viene a vedere la nostra proposta di legge?

E’ un invito al segretario?
E’ un invito a tutti i cittadini e quindi a tutti i politici (forse se lo sono dimenticati, ma sono cittadini come noi). Vengano a vedere cosa abbiamo scritto. Non abbiamo perso tempo, ma siamo pronti ad ascoltare cosa hanno da dire. Così come abbiamo sempre fatto. E così faccia Renzi: venga lui a emendare il nostro disegno di legge elettorale. Venga a vedere la nostra forza politica e cosa abbiamo già pronto. E’ il loro problema: non entrano mai nel merito delle nostre proposte.

E sul blog potreste presentare il testo emendato da Renzi?
E’ veramente presto per parlare di questo. Ma il punto è che noi chiediamo da sempre di essere propositivi agli altri, così come noi lo siamo. Valutiamo le leggi di tutti se sono valide le sosteniamo. Ma loro per principio non considerano quello che ha da dire il Movimento 5 Stelle.

Ritorna il tema della legge elettorale, per nuove elezioni si può aspettare?
C’è il problema che un Parlamento di nominati deve affrontare una discussione così delicata come quella del sistema di voto degli italiani. Chi deve farsi un esame di coscienza sono i politici che hanno governato fino a questo momento. Vedremo come procedere, di sicuro siamo consapevoli di rimettere al centro i cittadini e la volontà. E il referendum ne è stata la prova.

Hanno votato solo in 25mila, è sufficiente a fare una rivoluzione politica?
E’ un grande risultato, da qualunque parte lo si guardi. D’ora in poi potremo consultarci con la base su tantissimi aspetti e temi. Li discuteremo in assemblea, ma quello che si apre davanti a noi è un futuro di grande partecipazione. Ma vi immaginate se il Partito democratico avesse il coraggio di fare la stessa cosa? Una cosa fra tutte: avremmo avuto candidato Presidente della Repubblica Stefano Rodotà. E non ci troveremmo con l’ennesimo mandato di Napolitano. 

Pronti a chiedere alla base il parere su tutto, qualcuno di voi dice anche sulle alleanze?
Nel nostro gruppo siamo tanti e ci sono anche tanti spiriti liberi che dicono quello che pensano e con i quali non sono obbligato ad essere d’accordo. Io sono abituato a confrontarmi in assemblea sulle singole idee. E di questa cosa non abbiamo parlato.