E adesso liberateli tutti! Liberate i sopravvissuti eritrei del naufragio del 3 ottobre, i profughi siriani e tutti gli altri, centinaia di migranti trattenuti ben oltre le previsioni di legge in quello che dovrebbe essere il Centro di soccorso e prima accoglienza di Lampedusa. Liberate Khalid Chaouki, l’onorevole Chaouki, che si è barricato all’interno del Cspa e ne uscirà soltanto quando verrà ripristinata la legalità e i migranti trasferiti.

“Siamo stressati, abbiamo aiutato la giustizia contro i trafficanti di uomini e ora vogliamo andare via” dicono eritrei e siriani che hanno denunciato i presunti scafisti. “Di fronte a questa chiara violazione della legge non si può più stare in silenzio” ha detto Chaouki, di origine marocchina e rappresentante di quella che a qualcuno piace definire “generazione Balotelli”, le seconde generazioni di figlie e figli di immigrati.

Il Comitato 3 Ottobre chiede ancora una volta con forza l’immediato trasferimento dei 246 migranti trattenuti a Lampedusa ed esprime apprezzamento per l’iniziativa di Chaouki al quale va la tutta l’umana solidarietà.

Nonostante il parziale decongestionamento della struttura nel corso della visita effettuata domenica 22, il Comitato 3 ottobre ha rilevato una permanente situazione di illegalità nel CSPA di Lampedusa relativa appunto ai migranti eritrei e siriani, alcuni privati della loro libertà personale senza alcun provvedimento formale da 80 giorni, per il solo motivo di aver reso testimonianza alle forze di polizia in merito ai presunti scafisti.

La Costituzione Italiana, all’art. 13, stabilisce che “La libertà personale è inviolabile. Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge “.

Situazione che assume aspetti di vera e propria crudeltà quando a essere vittime di tale trattenimento sono i superstiti di una tragedia, come si verifica in questo momento per i sette eritrei (6 uomini e 1 donna), sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre. Da giorni ormai alcuni dei migranti, incluso il giovane avvocato siriano autore del video trasmesso dalla RAI che ha fatto indignare il mondo intero, hanno iniziato uno sciopero della fame al fine di ottenere il loro trasferimento.

Il Comitato 3 ottobre pertanto chiede alle autorità italiane ed europee di ristabilire lo stato di diritto a Lampedusa affinché il CSPA torni a essere un luogo di accoglienza temporanea dove vengano efficacemente tutelate la dignità ed i diritti delle persone che arrivano sulle nostre coste.