Il “disgusto” degli Usa, e la “deplorazione” dell’Ue. È altissima la tensione a Kiev ed fortissima la reazione delle diplomazie. Ci sono feriti, almeno 25, tra i manifestanti pro-Ue che in piazza Indipendenza (Maidan Nezalezhnosti) nella capitale della Ucraina che hanno fronteggiato nella centinaia di poliziotti in assetto antisommossa. Che si sono fatti largo a colpi di scudo e in alcuni casi di manganello per liberare la piazza. Gli scontri si sono verificati quando gli agenti hanno tentato di arrestare i manifestanti, molti dei quali indossano caschetti arancioni. Uno dei leader dell’opposizione ucraina, Arseniy Yatsenyuk, ha annunciato una nuova manifestazione: “Noi non perdoniamo: qui ci saranno milioni di persone ed il regime crollerà” ha gridato dal palco il responsabile del partito di Yulia Tymoshenko. Intanto i blindati con le teste di cuoio sono andati via mentre migliaia di persone gridavano “Bravi, bravi” e “Vergogna”. Il ministro dell’Interno ucraino, Mykola Azarov, invitando tutti alla calma ha assicurato che non ci sarà l’assalto alla piazza: “Voglio che tutti si calmino. Non ci sarà l’assalto alla piazza. Nessuno violerà i vostri diritti di manifestare pacificamente, ma non ignorate i diritti degli altri cittadini”. 

Blitz degli agenti contro i manifestanti in piazza Maidan. Gli agenti sono intervenuti nella per disperdere i manifestanti. Sono riusciti a smontare alcune delle tende e barricate, ma migliaia di dimostranti hanno resistito per ore, respingendo le forze dell’ordine dall’accampamento in piazza Maidan. I manifestanti hanno sventolato bandiere ucraine e dell’Unione europea, cantando l’inno nazionale e inneggiando ‘Vergogna! Vergogna!’ e ‘Resisteremo!’. In molti hanno saltellato in gruppetti per scaldarsi: le temperature hanno raggiunto gli 11 gradi sotto zero. Alcuni agenti hanno aiutato gli attivisti feriti ad alzarsi.  

Ashton (Ue): “Deploro l’uso della forza”. Kerry (Usa): “Disgusto”. “Le autorità non avevano bisogno di agire sotto la copertura della notte usando la forza. Il dialogo con le forze politiche e la società e l’uso di argomenti è sempre meglio dell’argomento della forza”. Così il capo della diplomazia Ue Catherine Ashton, che si trova ancora a Kiev, in un tweet scritto in nottata. “Sono ancora a Kiev. Ero in mezzo a voi a Maidan in serata e sono rimasta colpita dalla determinazione degli ucraini che manifestano per una prospettiva europea del loro Paese. Qualche ora più tardi ho osservato con tristezza che la polizia usa la forza per mandare via la gente pacifica dal centro di Kiev”. Gli Stati Uniti hanno espresso “disgusto” per “la decisione delle autorità ucraine di rispondere alla manifestazione pacifica in piazza Maidan a Kiev con polizia antisommossa, ruspe e manganelli, piuttosto che con il rispetto per diritti democratici e la dignità umana”. Il segretario di Stato americano John Kerry: “Questa risposta non è né accettabile né un bene per la democrazia”.