Un’alleanza con Grillo per chiedere l’impeachment di Napolitano. Silvio Berlusconi si gioca il tutto per tutto e decide di partire all’attacco del Presidente della Repubblica. E’ un discorso da campagna elettorale quello che il Cavaliere fa al summit di Forza Italia, così come riportato dal quotidiano Repubblica. “Dobbiamo sostenere la battaglia di Grillo“, avrebbe detto Silvio ai suoi, “contro il Quirinale. Valutando anche la strada dell’impeachment. Con Napolitano la tregua è finita, lui mi odia”. Una sfida che ha espresso anche in una lettera spedita a tutti i membri di Forza Italia per galvanizzare gli animi e illustrare la nuova organizzazione: “Siamo l’unica opposizione al governo che ci ha deluso”. Una linea sostenuta anche dal senatore Augusto Minzolini che su il Giornale scrive: “Se Grillo chiede la messa in stato d’accusa del Capo dello Stato io ci sto. Perché la verità è che il Quirinale è diventato una torre d’avorio”. E conclude: “Se il comico che si è fatto politico chiederà l’impeachment del sovrano, c’è da valutare attentamente le motivazioni. E se sarà convincente, come io credo, sarò pronto a dire sì: meglio questa vecchia Repubblica mezza ammaccata, che una strana economia”.

I contatti con il Movimento 5 Stelle, secondo Repubblica, sarebbero avvenuti tramite Paolo Becchi. Da alcuni è considerato come l’ideologo grillino, ma lo stesso leader ha più volte specificato che non ha un ruolo specifico nello staff del gruppo. Ma è proprio con lui, secondo alcune indiscrezioni, che Berlusconi dialoga da qualche settimana. E nello stesso summit con i suoi avrebbe ammesso di averlo invitato ad Arcore: “Ma lo sapete che qualche settimana fa l’ho ricevuto ad Arcore? È bravo e simpatico. E ha ragione quando dice che io e Grillo vogliamo la stessa cosa: far cadere Letta“. 

La decisione di puntare all’attacco del Quirinale nasce dalla valutazione dei sondaggi, così come illustrato allo stato maggiore di Forza Italia. A convincere Berlusconi sarebbe stata la popolarità di Napolitano in discesa e la poca fiducia nel governo che ha deciso di “abbandonarlo”. Al suo fianco i falchi Santanché e Minzolini. Lo spirito è quello di un pre-campagna elettorale come se si dovesse andare a votare in primavera. E nella battaglia per non affondare, tutto è concesso. Anche unirsi alla battaglia del Movimento 5 Stelle.