Nel giorno e nell’ora della decadenza Silvio Berlusconi scende in piazza. Comincia a parlare mentre in Senato stava per intervenire Luigi Zanda, il capogruppo del Pd, per “coprirlo” mediaticamente mentre ci si avvia alle operazioni di voto per la decadenza da senatore dell’ex presidente del Consiglio. Il menù è quello che il Cavaliere ribadisce da una settimana giorno dopo giorno e ancor di più da poco meno di vent’anni: Magistratura Democratica che vuole portare la sinistra al potere, la sinistra che lo “vuole portare davanti al plotone” e che la sua sentenza “grida vendetta davanti a Dio e agli uomini”. Il tono di voce era più alto del solito, le sue sembravano grida e non solo per galvanizzare la piazza: davanti a Palazzo Grazioli sono arrivate circa 1500 persone, anche se secondo gli organizzatori erano 20mila e poi 5mila (chissà). 

Un comizio pacato, secondo alcuni troppo. Il discorso di Berlusconi non ha avuto acuti e non ha soddisfatto le aspettative di quanti, prima che il Cavaliere salisse sul palco accanto all’ingresso di palazzo Grazioli, avevano assicurato: “Adesso sì che si toglierà non pochi sassolini dalle scarpe”. E anche tra i parlamentari c’è chi si aspettava “qualcosa di più” e chi fuori dai denti si lascia scappare: “Quando hai davanti una folla arrabbiata, devi darle il sangue, ma non è stato così”.

Ma c’è anche una versione meno edulcorata del pensiero di Berlusconi che resta fuori dalle dichiarazioni pubbliche. Intanto ribadisce il suo timore per la possibilità di una misura cautelare. “Vedrete che qualche pm tenterà di fare il colpo del secolo arrestandomi, ma sono sicuro che alla fine la verità verrà fuori” ha detto, secondo alcuni testimoni, incontrando a palazzo Grazioli i parlamentari prima della manifestazione di Roma. Concetto già espresso nei giorni scorsi. Più ufficiale, invece, la frase usata dal “Mattinale”, l’house organ interno di Forza Italia per l’edizione straordinaria in occasione del maxi-presidio di via del Plebiscito: “Non muoio neanche se mi ammazzano“. 

Berlusconi parla a braccio per oltre un’ora in via del Plebiscito. Provoca anche un po’ i suoi sostenitori quando cita gli “scissionisti” di Nuovo Centrodestra: “Altri se ne sono andati… ma noi siamo rimasti qui, siamo sicuri di essere la parte giusta, sicuri che non tradiremo mai i nostri elettori” e giù bordate di fischi. Questa volta non cita il Quirinale: l’unica volta è per ribadire la necessità di introdurre “l’elezione diretta del capo dello Stato”. Ma i toni non si sono abbassati: “Oggi brindano perché sono riusciti a portare l’avversario davanti al plotone d’esecuzione” rilancia. E ancora: la magistratura vuole “la via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese” e “quando la sinistra non è al potere la magistratura fa di tutto per farla tornare al potere”. 

In precedenza aveva rischiato di creare un caso lo striscione “È un colpo di Stato” issato sulla facciata di Palazzo Grazioli: la Questura ha chiesto di rimuoverlo e molti parlamentari hanno protestato, i capigruppo Renato Brunetta e Paolo Romani parlano di “episodio inaccettabile”. Il presidio delle forze dell’ordine è stato rafforzato: undici persone sono state fermate e accompagnate in commissariato. Oltre un migliaio di fan e militanti azzurri manifestano in via del Plebiscito al grido di “Silvio Silvio”. Tra la folla sono state distribuite palette con la scritta “è un colpo di Stato”. Qualcuno indossa anche fascette nere al braccio in segno di lutto. 

A Palazzo Grazioli in vista della manifestazione si erano presentati i fedelissimi di Berlusconi: Daniela Santanchè, Daniele Capezzone, Francesco Nitto Palma, Raffaele Fitto e Denis Verdini ma anche Anna Grazia Calabria, Stefania Prestigiacomo, Mara Carfagna, Saverio Romano, Maria Stella Gelmini e Laura Ravetto. Intanto Forza Italia ha denunciato che “dimostrazione del sistematico tentativo di ostacolare una libera e pacifica manifestazione: alle decine e decine di pullman in arrivo a Roma viene impedito di avvicinarsi al centro per permettere la discesa dei sostenitori di Silvio Berlusconi. Riteniamo questo un fatto gravissimo e ci auguriamo che cessino queste prove generali di boicottaggio”. 

Cronaca ora per ora del discorso di Berlusconi 

17.29 – Berlusconi risale sul palco: “Vi prometto che andiamo avanti”
Dopo il suo discorso, Silvio Berlusconi decide di risalire sul palco e a sorpresa riprende la parola per fare una promessa “andiamo avanti, andiamo avanti!”.

17.19 – “Altri andati via, noi non tradiremo elettori”
”Altri se ne sono andati… ma noi siamo rimasti qui, siamo sicuri di essere la parte giusta, sicuri che non tradiremo mai i nostri elettori”: così Silvio Berlusconi ha fatto un implicito riferimento ad Alfano e al Nuovo centrodestra. La folla ha rivolto un lungo buuuuu agli alfaniani e il Cavaliere ha chiosato: “Interruzione ruvida ma efficace”.

17.18 – Berlusconi nomina alfaniani, piazza fischia
Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento fa un riferimento ad Angelino Alfano e agli altri parlamentari che hanno abbandonato il Pdl. L’ex capo del governo appena li nomina indirettamente dalla piazza si leva un coro di fischi e dalle prime fila c’è chi inizia a gridare “traditori, traditori”. 

17.10 – “Tornare a club di Fi, si chiameranno ‘Forza Silvio'”
“Dobbiamo tornare a progetto a club di Forza Italia. Dobbiamo aprire anche nei paesi più piccoli un nuovo club. I nuovi club di Fi si chiameranno ‘Forza Silviò”. Così Silvio Berlusconi in comizio di fronte a palazzo Grazioli mentre in Senato si vota sulla sua decadenza da senatore. 

17.08 – “A cittadini diritto eleggere Capo Stato”
”Dobbiamo riprenderci il diritto… bisogna dare ai cittadini il diritto di eleggere il presidente della Repubblica”: così Silvio Berlusconi dal palco davanti palazzo Grazioli.

17.04 – “Se ne sono infischiati e hanno deciso per voto palese”
“Infischiandosene di tutto hanno deciso che voto dovesse essere palese e si stanno accingendo a votare la decadenza”. Così Silvio Berlusconi in comizio di fronte a palazzo Grazioli mentre in Senato si vota sulla sua decadenza da senatore. 

17.03 – Berlusconi cita Grillo e Renzi, fischi dalla piazza
Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento nomina Beppe Grillo e Matteo Renzi ma, non appena l’ex premier cita i due esponenti politici dalla folla sotto il palco parte una bordata di fischi. Nel frattempo, lungo via del Plebiscito viene acceso un fumogeno tricolore.

17.02 – “Sinistra mi porta davanti plotone e brinda”
“Oggi brindano perché sono riusciti a portare l’avversario davanti al plotone d’esecuzione: sono euforici, lo aspettavano da venti anni… ma non credo abbiano vinto la partita della democrazia e della libertà”: così Silvio Berlusconi.

17.01 – “Come Grillo e Renzi combatterò fuori Parlamento”
“Nessuno di noi può stare più tranquillo sui propri diritti, sui propri beni e la propria libertà. E allora restiamo in campo. Non disperiamoci se il leader del centrodestra non sarà più senatore: ci sono altri leader di partito che non sono parlamentari e mi riferisco a Renzi e Grillo che dimostrano che anche da fuori si può continuare a battersi e combattere per la nostra libertà”. Lo ha detto Silvio Berlusconi al comizio davanti a Palazzo Grazioli.

16.59 – “Non mi ritiro in convento, resto qui”
“Non ci ritireremo in qualche convento, noi stiamo qui, restiamo qui, resteremo qui”: così Silvio Berlusconi dal palco.

16.58 –  “Ci sarà capovolgimento della sentenza, sarò assolto”
“Sono assolutamente sicuro che il finale di questi ricorsi sarà il capovolgimento della sentenza con la mia completa assoluzione”. Lo dice Silvio Berlusconi ai militanti di Fi a via del Plebiscito ribadendo la volontà di presentare domanda di revisione del processo Mediaset.

16.55 – “Pd-Sc buttati su sentenza per mia decadenza”
“Il Senato, anzi, non tutto il Senato ma i nostri alleati di governo, si sono precipitati su quella sentenza per chiedere la mia decadenza”. Lo ha detto Silvio Berlusconi al comizio davanti a Palazzo Grazioli.

16.51 – “Sentenza grida vendetta davanti a Dio e a gli uomini”
“La sentenza sui diritti tv è una sentenza che grida vendetta davanti a dio e agli uomini”: così Silvio Berlusconi nel suo comizio a via del Plebiscito. Quella sentenza, ha aggiunto, “è basata solo su teoremi e congetture e su nessun fatto o documento o testimone”. 

16.49 – “Manifestazione legittima e pacifica”
“Noi siamo moderati. Si sono scagliati contro questa manifestazione ma vogliamo tranquillizzarli: questa è una manifestazione legittima e pacifica”: così Silvio Berlusconi dal palco davanti palazzo Grazioli.

16.48 – “I giudici lavorano per sinistra al potere”
La magistratura vuole “la magistratura via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese” . Lo dice Silvio Berlusconi ai militanti di Forza Italia a via del Plebiscito. “Quando la sinistra non è al potere la magistratura fa di tutto per farla tornare al potere”.

16.47 – “Sinistra ortodossa accusò Md di abbracciare Br”
Magistratura Democratica di nuovo sotto tiro si Silvio Berlusconi che ricorda come “persino la sinistra ortodossa nel 1978 ha accusato Md di avere abbracciato le idee estremiste delle brigate rosse”.

16.46 – In piazza foto su cartello con Berlusconi come Moro
Berlusconi come Aldo Moro con tanto di sigla Br e stella a cinque punte. Anche questo su uno striscione in piazza a Roma davanti a Palazzo Grazioli che presenta l’ex premier come fosse sequestrato dai terroristi in un fotomontaggio che rimanda alla drammatica foto dello statista Dc. Tra gli slogan su striscione anche “il Popolo non decade, non ci fermerete mai”.

16.45 – “Senato di sinistra ha ordinato al tempo il freddo”
“Il Senato di sinistra con il suo potere ha ordinato al tempo di fare freddo”: così Silvio Berlusconi aprendo il suo comizio davanti palazzo Grazioli.

16.43 – “Giorno di lutto per la democrazia”
“E’ un giorno amaro e di lutto per la democrazia”. Lo ha affermato Silvio Berlusconi parlando a piazza del Plebiscito.

16.40 – Berlusconi comincia a parlare per “coprire” intervento di Zanda al Senato
“Le parole di Mameli sono impegnative: siamo pronti alla morte…”. Con questa frase Silvio Berlusconi, al termine dell’inno di Mameli, ha salutato la folla davanti a Palazzo Grazioli. Il Cavaliere ha cominciato a parlare proprio alcuni minuti prima dell’inizio dell’intervento di Luigi Zanda, il capogruppo del Pd che pronuncerà a Palazzo Madama l’ultima dichiarazione di voto.