In diretta streaming hanno litigato, a porte chiuse hanno scritto una bozza di legge elettorale. Sistema proporzionale a circoscrizioni piccole, nessuna soglia di sbarramento e voto non come strumento di delega, ma di partecipazione: è l’idea di partenza sulla quale verrà consultata la base nelle prossime ore. Il sondaggio sarà sul blog di Beppe Grillo e questa volta non per espellere qualcuno o scegliere candidati, ma per argomentare proposte concrete. Almeno così promettono.

Il ritorno caldo a Roma di deputati e senatori del Movimento 5 Stelle porta con sé i fantasmi del passato, dalle discussioni a suon di scontrini fino alle prime espulsioni in diretta multimediale. Il prossimo potrebbe già essere il senatore Luis Alberto Orellana, dopo i suoi discorsi contro il tabù delle alleanze. Ma qualcuno ha pensato all’exit strategy. Se non è un’ammissione di colpa, di sicuro è una virata violenta per rimettere in carreggiata un gruppo che prima dell’estate stava cominciando ad ingranare. Del Porcellum non ne vogliono sapere e nonostante l’appello di Beppe Grillo per andare alle elezioni ad ogni costo (anche con questa legge elettorale), sono cominciate le discussioni e soprattutto la corsa ai ripari. Serviva una proposta alternativa, da mettere in mano a deputati e senatori per contrastare i corteggiamenti degli altri partiti politici. Ora dopo due mesi di lavoro e un’assemblea congiunta arriva il primo risultato che sarà presentato agli elettori. Un’operazione di emergenza per permettere al Movimento di avere un suo testo da proporre in Parlamento alla ripresa dei lavori.

La bozza di legge elettorale
A spiegare l’idea è Danilo Toninelli, vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali e deputato di Milano, tra i responsabili che hanno lavorato al progetto a luglio e agosto. Su qualcosa, anche in mezzo alla tempesta, i 5 Stelle hanno trovato un punto di incontro. “Nel giro di massimo 72 ore”, spiega Toninelli, “il testo sarà pubblicizzato sul blog di Beppe Grillo insieme a dossier esplicativi e chiederemo agli attivisti di votarlo. Abbiamo intenzione di promuovere la discussione a livello locale con i singoli cittadini”.

La bozza elaborata è quella di un proporzionale a circoscrizione piccola, dove la distribuzione dei seggi è calcolata con il sistema d’Hondt e non più con il metodo dei quozienti più alti. All’inizio era stata proposta una soglia di sbarramento all’1 o 2%, ma l’assemblea congiunta l’ha bocciata: “Questo punto verrà discusso con gli attivisti”. Senza dimenticare naturalmente l’abolizione del premio di maggioranza: “Si tratta”, spiega Toninelli, “dell’aspetto peggiore della legge elettorale attuale ed è nostro obiettivo abolirlo a qualsiasi costo. Abbiamo tenuto presente alcuni principi nella valutazione della legge elettorale: governo dal basso e la possibilità per i cittadini di riappropriarsi della politica come ‘cosa pubblica’; centralità del Parlamento e una trasformazione del voto da strumento di delega a strumento di partecipazione“.

Toninelli precisa che l’intenzione non è quella di abolire il vincolo di mandato, ma permettere con alcuni cambiamenti una democrazia effettiva dove l’eletto risponde all’elettore direttamente. L’assemblea congiunta ha visto la partecipazione di alcuni costituzionalisti, “tecnici” del Movimento che hanno dato i loro suggerimenti. Ora la parola spetta alla rete.

Il metodo Rodotà
Qualcuno lo ha già ribattezzato il metodo Rodotà per affrontare la crisi interna: “E’ la stessa situazione”, commenta la deputata Giulia Sarti, “come quando si è trattato di proporre un nome per il presidente della Repubblica e noi avevamo il nostro candidato. Il punto non è chi siamo pronti a sostenere, se Pd, Pdl o chi per loro, ma perché i partiti tradizionali non sono disposti a votare la nostra proposta”. Una soluzione condivisa che permetta di dare una difesa agli eletti in Parlamento e non li costringa a trincerarsi dietro possibili alleanze o mediazioni. “La discussione in Parlamento”, conclude Sarti, “sulla legge elettorale probabilmente slitterà in avanti, in attesa del parere della Corte costituzionale (atteso tra novembre e dicembre). Per gli altri non è un’emergenza, ma noi ci facciamo trovare pronti. Sicuramente non sarà il nostro testo ad essere discusso, ma è importante che il Movimento abbia una sua proposta”.

 Gli scontri interni e le strategie
Agosto e il riposo non hanno fatto bene a nessuno. Prima Beppe Grillo che invoca le elezioni anche con il detestato Porcellum, poi Claudio Messora, il blogger-portavoce, che riprende chi gioca a fare il piccolo onorevole. E a seguire le interviste di chi dice di non essere d’accordo, da Luis Alberto Orellana fino a Francesco Campanella e Lorenzo Battista. Ma la pratica delle esclusioni a suon di sondaggi sembra lontana e si sperimentano nuove strategie. Il leader lo ha scritto in esclusiva al Fatto Quotidiano con un sms: “comincerò a incontrare i giornalisti due volte al mese a Milano o a Genova”. Poi la decisione di ospitare sul blog la discussione su una proposta di legge elettorale. Cambio di passo, di un leader che anche nelle scomuniche non si affida più all’attacco diretto. “Orellana come Scillipoti”, scrive sul blog un attivista, ma non certo Grillo.

La piattaforma per la partecipazione online
Il tasto dolente resta il Parlamento elettronico, lo strumento per la democrazia diretta. Non pervenuto a livello nazionale, attivo al rallentatore in Lazio, Sicilia e Lombardia. Il deputato Artini, in teoria il responsabile del progetto, ha scritto una email a Casaleggio lunedì 2 settembre. I deputati e i senatori scalpitano, la base non viene consultata e basterebbe un sondaggio o una chattata per risolvere molti personalismi. Di risposte da Milano non ne sono arrivate e la programmazione tace. Elena Fattori ha lanciato un doodle, una consultazione online per vedere quando i delegati sono liberi per incontrare i ragazzi dell’esperimento nel Lazio e in Lombardia. Tanto per sbloccare le procedure. Ma la sterzata arriverà dal blog: la discussione sulla legge elettorale sarà fatta su quella piattaforma. Referendum, voto o consultazione non importa. Conta il ritrovarsi con la base e ridare forma a un gruppo che rischia di frantumarsi tra alleanze, Letta bis e litigate in streaming.