Sarà estradato? Si consegnerà? Paolo Gioacchino Ligresti, figlio di Salvatore colpito da un ordine di cattura come il padre e le sorelle, ha la cittadinanza svizzera da tre settimane e per questo motivo, nonostante l’ordine di arresto europeo emesso conseguenza dell’ordinanza di custodia cautelare del gip di Torino, potrebbe non essere arrestato. E’ il colpo di scena dell’indagine Fonsai per manipolazione del mercato, false comunicazioni sociali e falso in bilancio aggravato che ha portato in carcere Jonella e Giulia Maria in carcere e ai domiciliari il costruttore. 

Intanto l’indagine non si ferma. Gli inquirenti hanno secretato l’interrogatorio di Piergiorgio Bedoni, il manager che compare fra gli indagati a piede libero. Bedoni è stato chiamato in causa nella veste di responsabile del bilancio 2010 della compagnia  dal pm Marco Gianoglio. Sono stati fissati invece per domani mattina i primi interrogatori di garanzia. Ad essere sentite, in mattinata, saranno Jonella e Giulia Ligresti, rispettivamente in carcere a Cagliari e a Vercelli. La prossima settimana cominceranno invece le convocazioni al Palagiustizia di Torino da parte dei magistrati titolari dell’inchiesta.  ”L’ingegnere Salvatore Ligresti è molto provato. Ha rispetto per l’autorità giudiziaria. Ma le sue preoccupazioni sono quelle di un padre per i figli” fa sapere l’avvocato Gianluigi Tizzoni.

Secondo gli inquirenti nei conti di Fonsai c’è una voragine non dichiarata di 600 milioni di euro. A questi si aggiungerebbero dividendi illeciti per 253 milioni, distribuiti alla famiglia Ligresti nel corso degli anni e un danno in Borsa che si aggira intorno ai 300 milioni. L’inchiesta torinese era stata aperta ad aprile dello scorso anno su segnalazione della Consob. E’ nata da una costola di quella milanese su Premafin, la holding finanziaria familiare della famiglia Ligresti, che controlla Fonsai.

A fare scattare gli arresti sono stati il pericolo di inquinamento delle prove e quello di fuga. In particolare, secondo il gip Paolo, Jonella e Giulia Ligresti avevano prelevato di recente circa 14 milioni da tre società lussemburghesi che fanno capo alla famiglia. “Ciascuno di loro – scrive il gip – ha un patrimonio in grado di fornire i mezzi necessari per lasciare il territorio nazionale e spostare il centro delle proprie attività in altri Paesi”. Inoltre, come risulta nell’ordinanza del gip, i figli Ligresti, e in particolare Jonella, erano abituati ad avere a disposizione aerei privati e elicotteri. L’ordinanza riporta una intercettazione tra due manager della Fonsai nella quale uno dice all’altro: la presidente Jonella “va avanti e indietro come una trottola” utilizzando gli aerei Falcon. “Costano 6.000 euro l’ora…”. Da un’altra intercettazione, poi, deriva il sospetto che i Ligresti potessero in qualsiasi momento trasferirsi alle isole Cayman. Sta indagando anche la procura di Milano. E due degli indagati, conversando al bar Norman di Torino, si lasciano sfuggire: “speriamo che non salti fuori tutta la storia della parte immobiliare e della corruzione, altrimenti viene fuori un casino”.