Miliardi e miliardi di dati, compressi e immagazzinati a Parigi, in boulevard Mortier, nella sede della Dgse, i servizi segreti esterni francesi. Tre piani del seminterrato di questo misterioso palazzo sono occupati da una documentazione speciale, che fa riferimento a un supercomputer, capace di gestire milioni di gigabyte. Il materiale deriva dalle comunicazioni di tutti i francesi all’interno del Paese e da e verso l’estero. Insomma, un “sistema Prism”, (con la Francia indignata al tal punto con gli Usa da proporre la sospensione per 15 giorni del libero scambio, ndr) anche qui.

Ancora un Big Brother... La rivelazione è arrivata con un articolo di Le Monde. Secondo il quotidiano, l’intelligence francese “raccoglie sistematicamente i segnali elettromagnetici emessi da computer e telefoni”. I dati riguardano mail, sms, i documenti che ancora passano attraverso i fax. E tutta l’attività su Internet, attraverso Google, Facebook, Microsoft, Apple, Yahoo… In realtà, è un segreto di Pulcinella. “I politici sanno dell’esistenza di questo sistema – si legge nell’articolo di Le Monde – ma il segreto è la regola: questo Big Brother alla francese è clandestino. Sfugge a ogni controllo”. 

Il sistema (che ufficialmente si chiama “Infrastructure de mutualisation”) si interessa soprattutto dei “metadati”: non tanto del contenuto dei messaggi ma dei “contenitori”, come dire identità e collocazione geografica di mittente e destinatario e altri elementi tecnici. “L’obiettivo – continua l’articolo – è sapere chi parla e a chi, per ricostruire i legami tra gli obiettivi, identificare delle “cellule”, metodo considerato prezioso per lottare contro il terrorismo”. 

Il problema è che il Prism alla francese è “del tutto clandestino” e, praticamente, illegale, perché la legge francese vieta le intercettazioni di questo tipo e “non prevede niente sullo stoccaggio sistematico dei dati tecnici da parte dei servizi segreti”. Tutti zitti, comunque, perché, come ha spiegato una fonte dei servizi segreti ai giornalisti di Le Monde, l’intelligence, sia interna che esterna, se ne serve abbondantemente “e con soddisfazione”. Perfino la polizia giudiziaria può accedere liberamente a questo tipo di informazioni. Il caso di Edward Snowden, l’ex analista che al Guardian ha rivelato il Prism, ha creato una crescente tensione diplomatica tra tutti i paesi coinvolti; anche se per ora a “pagare” per tutti è stato il presidente boliviano Morales bloccato dodici ore nell’aeroporto di Vienna perché Spagna, Portogallo e la stessa Francia avevano chiuso lo spazio aereo pensando che a bordo del veivolo ci fosse la talpa che ha svelato i meccanismi della National security agency.