La Francia chiede una ”sospensione temporanea” dei negoziati sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e Stati Uniti. La portavoce del governo, Najat Vallhaud-Belkacem, va all’attacco degli States dopo il consiglio dei ministri: ”Non si tratta di bloccare le trattative sull’accordo di libero scambio – ha precisato – ma in effetti ci sembrava sensato sospenderle temporaneamente, per una durata di quindici giorni senza dubbio, per evitare qualsiasi polemica e avere il tempo di ottenere le informazioni richieste”.

In nottata intanto la battaglia sul caso Snowden si era spostata nei cieli. L’aereo del presidente della Bolivia Evo Morales, di ritorno dalla Russia, è atterrato a Vienna dopo che Francia e Portogallo hanno vietato il proprio spazio aereo temendo che a bordo ci fosse il “fuggitivo” Edward Snowden ricercato dagli Stati Uniti per le rivelazioni sullo spionaggio Usa a danno degli alleati. Anche l’Italia, secondo il ministro della Difesa boliviano Ruben Saavedra, avrebbe vietato l’ingresso nei propri cieli al velivolo con a bordo il leader boliviano. Subito dopo l’atterraggio, il governo di La Paz ha smentito ripetutamente che Edward Snowden fosse a bordo dell’aereo. ”Denunciamo dinnanzi alla comunità internazionale un atteggiamento non amichevole e di palese aggressione” da parte di Francia e Portogallo nei confronti di Evo Morales: l’aver negato l’accesso all’aereo presidenziale costituisce una “violazione della Convenzione di Vienna”, ha detto l’ambasciatore boliviano a Roma Antolin Ayaviri Gomez che ha parlato anche di “mano” dell’impero” Usa. “Non c’è giustificazione. Non soltanto il popolo boliviano ma tutti sono dispiaciuti di quanto accaduto”.

“E’ stata messa a rischio la vita del presidente Morales”, ha detto Saavedra, che si trovava nell’aereo, bloccato “in pieno volo, a pochi minuti dall’ingresso nello spazio aereo francese”. Il ministro della Difesa ha precisato che “Snowden non ha mai avuto alcun contatto con le nostre autorità e ancora meno poteva essere a bordo. E’ una bugia degli Stati Uniti utilizzata poi da alcuni governi europei, in questo caso Francia e Portogallo”. Ricordando che Lisbona aveva dato via libera “per rifornirci di combustibile nel suo territorio” prima di attraversare l’Atlantico, Saavedra ha aggiunto che poco prima del decollo a Mosca “le autorità portoghesi ci hanno avvertito che ‘per problemi tecnici’ potevamo solo sorvolare il loro spazio aereo, ma non atterrare”.

L’equipaggio “ci ha poi consigliato di dirigerci a Vienna, dove siamo in effetti atterrati. Per il rientro in Bolivia intendiamo seguire la stessa rotta, siamo in attesa delle autorizzazioni, che potrebbero arrivare in due-tre ore”, ha sottolineato Saavedra. “Non abbiamo niente da nascondere”, ha proseguito il ministro, precisando che se Snowden presenterà una richiesta di asilo politico, La Paz “la esaminerà”.