Il mondo FQ

Il prezzo del petrolio crolla di oltre il 10% dopo l’annuncio della riapertura dello stretto di Hormuz

Le Borse Ue hanno chiuso in forte rialzo
Il prezzo del petrolio crolla di oltre il 10% dopo l’annuncio della riapertura dello stretto di Hormuz
Icona dei commenti Commenti

L’apparente distensione sul fronte mediorientale fa tirare un sospiro di sollievo ai mercati globali. Le parole del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che ha annunciato la riapertura del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz “in linea con il cessate il fuoco in Libano”, hanno fatto crollare i prezzi del barile: il Wti ha perso l’11,7%, scendendo a 83,6 dollari, mentre il Brent ha ceduto il 10,8% a 88,6 dollari. Il calo del petrolio e l’allentamento delle tensioni hanno rapidamente migliorato il sentiment sui mercati azionari europei. Le Borse del Vecchio Continente hanno chiuso in deciso rialzo: a Milano il listino principale sale dell’1,9%, ai massimi dal top del 2000. Francoforte strappa a +2%, Parigi sale dell’1,7%. L’indice d’area, lo Stoxx 600, guadagna l’1,2% con gli acquisti su tecnologici, industriali e i titoli legati ai beni di consumo.

Secondo Teheran, “il passaggio di tutte le navi commerciali è dichiarato completamente aperto per il restante periodo di cessate il fuoco”, lungo una rotta già coordinata con l’Organizzazione portuale e marittima della Repubblica islamica. Un segnale che ha immediatamente ridimensionato i timori di interruzioni nelle forniture energetiche lungo uno dei principali colli di bottiglia globali, da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Un primo riscontro operativo della riapertura è arrivato già mercoledì: nonostante il presidente Usa Donald Trump abbia fatto sapere che il blocco per le navi di Teheran resta in vigore, tre petroliere iraniane hanno lasciato il Golfo attraversando Hormuz con circa 5 milioni di barili di greggio, le prime spedizioni dall’inizio del blocco statunitense, secondo i dati della società di monitoraggio Kpler.

Per il senior Market Strategist di Ig Filippo A. Diodovich “è una reazione coerente”: “il mercato sta leggendo la notizia come un segnale di de-escalation immediata sul rischio energetico globale, ma non come la fine definitiva della crisi. La situazione resta fortemente dipendente dalla tenuta della tregua”. Il fattore Hormuz è cruciale perché lo Stretto, sottolinea Diodovich, “resta uno dei choke point energetici più importanti al mondo” e “ogni notizia sulla sua operatività ha un impatto immediato non solo sul petrolio, ma anche su indici azionari, valute rifugio, obbligazioni e titoli del comparto energy. Dal punto di vista operativo, riteniamo che la riapertura possa cambiare il clima di fiducia di breve periodo, ma non possa eliminare la volatilità”. Per l’analista di Ig il perché è semplice: “Il traffico può riprendere, ma gli operatori marittimi continuano a chiedere chiarezza sulle condizioni effettive di passaggio, mentre le autorità di sicurezza marittima continuano a segnalare un livello di minaccia ancora elevato nell’area del Golfo, di Hormuz e del Golfo di Oman. Inoltre, i dati di spedizione mostrano che almeno alcune petroliere hanno già ripreso a transitare, segnale positivo, ma non ancora sufficiente per parlare di pieno ritorno alla normalità”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione