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Mosca: “Produttori europei dei droni per Kiev sono possibili target”. Nella lista anche sedi di aziende italiane

"Dormite sonni tranquilli, partner europei!", ha scritto sul suo profilo X il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev
Mosca: “Produttori europei dei droni per Kiev sono possibili target”. Nella lista anche sedi di aziende italiane
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Il ministero della Difesa russo risponde alle iniziative industriali messe in campo dai Paesi europei per la produzione di droni. Dopo dichiarazioni e comunicati è arrivato anche un elenco di aziende che, sostiene Mosca, potrebbero diventare obiettivi militari. Minacce che riguardano anche l’Italia, dove il 15 aprile scorso, a Roma, Volodymyr Zelensky ha incontrato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Di seguito, una nota congiunta ha confermato che “stanno lavorando alla definizione di un quadro di partenariato strategico” su “difesa aerea, sistemi senza pilota, munizioni e settore marittimo”, per rafforzare la “collaborazione tra le rispettive industrie della difesa”, ha spiegato la premier Giorgia Meloni, che ha espresso l’interesse a “sviluppare una produzione congiunta soprattutto nel settore dei droni, ambito nel quale sappiamo che l’Ucraina è diventata una nazione guida”.

Accordi di coproduzione sono stati appena sottoscritti da Zelensky con Germania e Norvegia. Secondo il ministero della Difesa russo, si tratta di scelte che “stanno sempre più trascinando i Paesi europei in guerra”. Sul suo canale Telegram, il ministero ha pubblicato una lista di filiali di società ucraine in Europa e di aziende straniere che secondo Mosca sarebbero impegnate nella produzione di componenti di droni da usare “negli attacchi in territorio russo”. Sono undici le filiali di presunti produttori ucraini in Europa, localizzate in Germania, Danimarca, Lettonia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Regno Unito. Quanto ai produttori stranieri, risultano situati in Germania, Italia, Spagna, Repubblica Ceca, Paesi Bassi, Danimarca, Lettonia, Lituania, oltre a Regno Unito, Israele e Turchia.

Mosca ha pubblicato nomi e indirizzi delle aziende elencate. La Cmd Avio di Venezia, indicata dai russi come produttrice di motori a pistoni da 60 a 170 cavalli. La MVFY di Garbagnate Milanese, anche associata alla produzione di motori aeronautici. Di Omegna, in Piemonte, la EPA Power, che la lista collega a motori per aviazione leggera. Infine, a Mandello del Lario, la Gilardoni, indicata per la produzione di motori a pistoni. Il ministero ha accusato i paesi Ue di aver intensificato finanziamenti e produzione destinata al fronte ucraino. “Passo deliberato che porta a una forte escalation della situazione militare e politica nell’intero continente europeo e alla trasformazione strisciante di questi Paesi in una retrovia strategica dell’Ucraina”, ha dichiarato in un comunicato, aggiungendo che l’utilizzo di droni prodotti in Europa negli attacchi alla Russia “porta conseguenze imprevedibili”.

A metterci il carico, come al solito, ci ha pensato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo ed ex presidente Dmitry Medvedev. Che su X ha commentato così l’elenco di aziende pubblicato dalla Difesa: “La dichiarazione del Ministero della Difesa russo va presa alla lettera: l’elenco degli stabilimenti europei che producono droni e altre attrezzature costituisce un elenco di potenziali obiettivi per le forze armate russe. Il momento in cui gli attacchi diventeranno realtà dipenderà da ciò che accadrà in seguito. Dormite sonni tranquilli, partner europei!”

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