Un piano di compravendita “politica e morale” dei deputati Cinque Stelle. E’ la denuncia del capogruppo del Movimento alla Camera, Riccardo Nuti. Un’operazione che dovrebbe in prima battuta spaccare i gruppi parlamentari “grillini”. Ma che potrebbe avere un effetto domino anche sul governo perché un’eventuale fuoriuscita di deputati e senatori potrebbe far allentare il nodo delle larghe intese e far voltare il Pd e il resto del centrosinistra verso una maggioranza diversa da quella attuale (mal sopportata da una parte del partito). “Il livello di attacco al M5S si è alzato e mira diritto al cuore del Movimento” dichiara Nuti che parla di un progetto di acquisizione “morale e politica dei nostri parlamentari”. Ma per forza di cose questo aspetto si intreccia con la questione di Adele Gambaro che lunedì prossimo, secondo le agenzie di stampa, verrà deferita al giudizio dei collegi per aver criticato l’operato di Beppe Grillo.

Nuti parla di una sorta di mandanti del piano di compravendita: “Personaggi – afferma Nuti – che nutrono rancore per il M5S e per Beppe”. Nel mirino di questi “mandanti” quelli – tra i 5 Stelle – che “con la scusa della ‘libertà di critica’, già indagano su quanti soldi pubblici gli spetterebbero” se formassero un nuovo gruppo. “Stanno cercando di spaccare il movimento sia alla Camera che al Senato, ma al Senato la situazione è più delicata” spiega il capogruppo della Camera. Lì il gruppo dei ‘dissidenti’ – anche se la parola fa saltare sulla sedia qualunque senatore – pare più organizzato: ha fatto muro per proteggere la Gambaro. E’ un gruppo nutrito che, secondo l’Ansa, come base ha i 15 senatori che in occasione dell’indicazione del candidato alla loro presidenza hanno votato per Lorenzo Battista proprio colui che oggi al Corriere della Sera ha avvertito: “Se cacciano la Gambaro, me ne vado anch’io”.

Sostegno da Crimi e Lombardi, ma Giarrusso: “O va in Procura o venga espulso”
Ma il fatto che all’interno dei due gruppi parlamentari le cose non vadano proprio tutte lisce è confermato anche dalle reazioni alle parole di Nuti. Da una parte, infatti, le dichiarazioni del nuovo capogruppo sono accolte in pieno dall’ex capogruppo a Montecitorio Roberta Lombardi (“Giù le mani dal Movimento. Non avremo paura di denunciare tutto. Tutto”) e dal capogruppo uscente al Senato Vito Crimi: “La compravendita di deputati è una pratica vecchissima alla quale neppure noi siamo immuni. Il pericolo di una vera e propria compravendita lo vedo più alla Camera” (in questo smentendo in parte anche lo stesso Nuti che aveva parlato di situazione “delicata” a Palazzo Madama). Ma per contro ci sono anche le repliche un po’ rigide di altri colleghi. Per esempio il deputato Alessio Tacconi, che in passato era già finito nelle liste (vere o presunte) dei dissidenti per aver espresso alcune opinioni critiche. Tacconi twitta parole che di fatto vanno contro quelle sostenute dal suo capogruppo: “Nessuna compravendita in atto. Queste dichiarazioni sono volte solo a distogliere dal merito della questione” scrive. Ma è un crescendo. Perché prima a parlare è il senatore Francesco Campanella che attraverso facebook scrive: “A quanto pare ci sono notizie certe. Vorremmo conoscere i nomi. O dimostrano che non è vero oppure non ci rappresentano. Abbiamo speso tempo e sudore per fare politica senza soldi”. Parole simili a quelle di Ettore Rosato (Pd): “Fate i nomi di chi avrebbe provato a comperare i vostri parlamentari”. E poi in serata la presa di posizione, per certi versi sorprendente, di Mario Michele Giarrusso: “Se Nuti ha notizia di una compravendita è suo dovere andare in Procura – spiega – Altrimenti sono fatti inventati e mi troverei costretto a chiedere la sua espulsione perché così si sta diffamando il Movimento”. 

Le accuse di scouting a Civati
I piani di “destabilizzazione” sarebbero di natura diversa. E’ un fatto che il primo ad essere preso di mira è il democratico Pippo Civati. Lui “dialoga” alla Camera con i 5 Stelle da epoca non sospetta e il suo progetto di cambiamento guarda al gruppo nella sua interezza, come quando ha tifato per l’elezione a presidente della Repubblica di Stefano Rodotà. Contro di lui si è mosso anche uno dei responsabili comunicazione dei gruppi parlamentari del Movimento, Daniele Martinelli, che lo ha definito lo “scilipotatore” del M5S. Anche lo stesso Crimi lo mette nel mirino e apre la pagina del Corriere della Sera in cui Civati afferma di cercare il dialogo e di non volere fare “scouting”. “Excusatio non petita…” ironizza Crimi.

Ma al Senato la questione è diversa. Lì, secondo quanto si cerca di ricostruire in queste ore, il progetto sarebbe quello di costituire un nuovo gruppo che qualcuno, ironizzando, chiama dei “Sei pianetini”. Una nuova formazione che nascerebbe con l’aiuto di Sonia Alfano e che guarderebbe a Luigi de Magistris e a quel che resta della “sinistra sinistra” di Antonio Ingroia. Nuti non esclude che dietro queste “compravendite” ci sia un piano per cambiare la compagine di governo: “Leggendo i giornali mi sembra la cosa più probabile” ammette. E anche Crimi ci tiene a distinguere la situazione di Camera e Senato dove “la questione è un po’ diversa”.

Caso Gambaro, Crimi: “Mai più tollerate azioni lesive del M5s”
Di certo il muro contro muro sul caso Gambaro non facilita questa situazione o comunque conferma l’aria che tira. Lunedì, in occasione della riunione congiunta per valutare l’espulsione della senatrice Gambaro, i presunti dissidenti potrebbero dare prova della potenza di fuoco. L’Ansa calcola che alla Camera, in proporzione, il numero sarebbe inferiore, ma raggiungerebbe almeno la decina di deputati. Sarà un appuntamento in cui si farà la conta anche se i senatori tenteranno fino all’ultimo di di bloccare il “processo” alla Gambaro: già nella giornata di venerdì qualcuno ha tentato di organizzare una “pre riunione” informale (che poi è saltata forse a lunedì mattina). “Le espulsioni non mi piacciono e sono pericolose – sbotta un senatore tra i promotori dell’incontro – per evitarle ci sono contatti anche con colleghi della Camera. Speriamo di farcela perché sarebbe proprio un peccato andare in quella direzione”. E a chi chiede se avranno possibilità di farcela risponde: “E sennò non saremmo qui…”.

D’altra parte proprio Crimi sembra inflessibile: “Il caso della senatrice Gambaro è solo l’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso. Azioni lesive del movimento non saranno più tollerate”. Come Crimi la pensano anche altri: “E’ molto grave quello che ha fatto la senatrice Gambaro”, in un giorno “che per noi doveva essere di festa, con l’elezione del neo capogruppo, lei ha spostato l’attenzione sul gossip e il pettegolezzo. Mi sembra strano, francamente, che ogni volta che c’è qualcosa di positivo per noi si tenta di spostare l’attenzione su altro” dichiara il senatore Sergio Puglia

Battista: “Se la cacciano, me ne vado anch’io”
Ma, appunto, le posizioni sulla questione della senatrice emiliana si differenziano all’interno dei due gruppi parlamentari. Anche di parecchio se è vero che il senatore Lorenzo Battista al Corriere della Sera usa parole chiare: “Se la cacciano, me ne vado anch’io”. E incalza con alcune domande retoriche: “Cosa vuol dire sostenere che si è messa contro il Movimento? Ha detto che è a favore delle centrali nucleari? Ha votato un provvedimento contro il gruppo? Niente di tutto questo e allora? E’ incredibile. E poi Morra doveva essere il capogruppo di tutti, non mi sembra che lo sia. Aveva detto che siamo 53 fratelli. Bene, io non voto l’espulsione di mio fratello”. Poi la provocazione: “Introduciamo nel nostro codice di comportamento il reato di parlare male di Grillo. Dai, ora stiamo davvero esagerando”. E sul rapporto con il leader, Battista è stato chiaro: “Vorrei averlo qui di fronte a me e dirglielo: di cosa parla la stampa da tre giorni? Perché non scrivi post sulle attività dei parlamentari? Non capisci che così oscuri il nostro lavoro?”. Infine la previsione: “Se vanno avanti così – insiste – è chiaro che c’è un pericolo reale di spaccatura del Movimento“. 

E con Roberto Cotti, altro Cinque Stelle che siede a Palazzo Madama, emerge pure una “terza via”: “Io penso che Gambaro non sarà espulsa – dichiara a Repubblica – Non condivido quanto detto da Adele, ma non per questo penso che debba essere espulsa”. Cotti aggiunge che se non “l’unanimità” comunque “diversi” tra i senatori del Movimento “ritengono che non vada espulsa”: “Non sono un dissidente – sottolinea – sono nel movimento e mi sento in linea con il movimento”. Per Cotti nemmeno i deputati voteranno in massa l’espulsione: questa eventualità, precisa, “provocherebbe una rottura molto grave, quasi irrecuperabile tra i due gruppi”. Il senatore non vuole parlare dei post di Beppe Grillo: “noi discutiamo in assemblea e non voglio che si alimenti un processo polemico. Parlate piuttosto delle cose che facciamo in Parlamento”.

Il capogruppo Morra: “Grillo merita rispetto”
Ma, sia pure con toni più morbidi rispetto a quelli di Nuti, anche il capogruppo al Senato Nicola Morra tiene il punto: “Grillo merita rispetto e noi pensiamo che se ci sono delle cose da dirgli lo si può fare anche con rispetto e gratitudine per il lavoro che sta facendo per il Movimento”. Tuttavia precisa: “Noi pensiamo che si debba continuare a riflettere e attendiamo che la senatrice Gambaro si spieghi. Anche oggi abbiamo discusso della necessità di continuare a ragionare un po'”. “A noi piace confrontarci – spiega – anche per cercare una ricomposizione. Anche oggi ci siamo confrontati per cercare di capire per quale ragione la senatrice Gambaro sia arrivata ad esprimere le sue dichiarazioni”. Ma al termine “espulsione” Morra precisa: “In altri partiti si espelle. Noi pensiamo che si debba passare ad una riflessione approfondita. Attendiamo che la senatrice si spieghi anche perché oggi non è qui perché ha chiesto di non essere disturbata per qualche giorno. Se stiamo qui a ragionare è perché vogliamo capire bene”. Il gruppo Cinque Stelle del Senato, come si ricorderà, ha espulso Marino Mastrangeli “colpevole” di aver partecipato ad alcuni talk show (in violazione del regolamento sottoscritto dai parlamentari). Lo stesso Mastrangeli, peraltro, ha raccontato al fattoquotidiano.it di aver ricevuto nelle ultime settimane continue richieste dagli ex colleghi per rientrare nel gruppo.