Sì definitivo del Senato al decreto-legge sulle norme per le cure con cellule staminali e alla proroga della chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, approvato con 259 voti favorevoli, 2 contrari e 6 astenuti. Il testo, contenuto nel decreto Balduzzi, consente a chi è già in cura con il metodo Stamina di continuare la terapia e prevede una sperimentazione di 18 mesi con fondi stanziati pari a 3 milioni di euro promossa dal ministero avvalendosi di Aifa, Centro nazionale trapianti e coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità, con il ‘paletto’ della sicurezza dei pazienti nella preparazione delle linee cellulari. La legge sposta anche al 1 aprile 2014 la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari.

“Siamo disponibili alla sperimentazione, ovviamente se viene mantenuto quello che è stato detto alla Camera, e cioè che Stamina potrà mettere i necessari paletti perché la metodica non venga cambiata”, spiega Davide Vannoni, fondatore di Stamina che dopo l’approvazione in via definitiva del dl ‘apre’ alla sperimentazione nel quadro della legge appena varata, anche se si dice “rammaricato”. “Ci saranno tutta una serie di indicazioni e di valutazioni che raccoglieremo dal ministero della Salute e che proporremo noi nell’ottica di trovare un punto di accordo nel quadro della legge approvata”, prosegue. “Nell’insieme, però, esprimo pienamente il mio rammarico perché il testo che è diventato legge, al contrario di quello che era stato votato all’unanimità dal Senato inizialmente, risponde più all’interesse della comunità scientifica italiana e della burocrazia e non alle esigenze dei pazienti”.

Il decreto, ha spiegato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, comprende “sia il rigore ed il rispetto delle regole della sicurezza e della scienza ma anche la comprensione e la solidarietà ai malati e alle loro famiglie” e il ministro, in apertura dell’avvio dell’esame in aula, ha voluto poi ringraziare tutti i gruppi parlamentari e i componenti delle commissioni di Camera e Senato “per la sensibilità dimostrata e per la puntualità con cui è stato studiato ogni aspetto di questo provvedimento”.

Soddisfatto del risultato il sottosegretario alla salute Paolo Fadda: “Nè il governo né il Parlamento si sono fatti condizionare da pressioni di qualsiasi genere – ha spiegato – Oggi è una pagina importante per il Parlamento perchè si é riusciti a migliorare il testo e non era facile visto il clima politico cosí difficile” e “c’é stata piena sintonia – conclude – tra governo, parlamento, maggioranza, opposizione”.